Con la nota n. 20624 del 7 agosto 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha comunicato i contingenti regionali e provinciali autorizzati per le immissioni in ruolo del personale ATA per l’anno scolastico 2026/2027. I numeri parlano chiaro e confermano, ancora una volta, una politica che continua a penalizzare il personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario: a fronte di 34.970 posti vacanti, le assunzioni autorizzate sono soltanto 12.222, pari a circa il 35% delle disponibilità.
Restano pertanto fuori dalle immissioni in ruolo ben 22.748 posti vacanti, cioè posti in organico di diritto, che continueranno a essere coperti attraverso contratti a tempo determinato, annuali fino al 31 agosto e/o fino al termine delle attività didattiche, al 30 giugno. A questi si aggiungono migliaia di posti disponibili in organico di fatto che, anche nel prossimo anno scolastico, saranno assegnati con incarichi a tempo determinato fino al 30 giugno.
È una scelta politicache alimenta il precariato, penalizza migliaia di lavoratrici e lavoratori e, nello stesso tempo, rende sempre più difficoltoso il funzionamento quotidiano delle Istituzioni Scolastiche. Ancora una volta il personale ATA viene considerato indispensabile nelle dichiarazioni ufficiali, ma sostanzialmente rinunciabile nelle scelte concrete dei governi e dei ministri di turno.
Funzioni amministrative, tecniche e ausiliarie indispensabili vengono affidate ogni anno a lavoratrici e lavoratori che, pur garantendo gli stessi servizi e assumendo le medesime responsabilità del personale di ruolo, sono costretti a vivere nell’incertezza della riconferma del contratto e della sede di servizio. Le conseguenze di questa politica sono pesanti innanzitutto sul piano personale e familiare. Anni di contratti a termine, rinnovi, incarichi fino al 30 giugno o al 31 agosto, spostamenti tra diverse sedi e, spesso, tra diverse province impediscono a migliaia di lavoratrici e lavoratori di costruire un progetto di vita stabile. Non si tratta semplicemente della mancanza di un contratto a tempo indeterminato. Si tratta di una condizione di permanente incertezza, che condiziona la possibilità di programmare la propria vita quotidiana.
Il precariato produce inoltre una evidente disparità giuridica ed economica tra lavoratori che svolgono le medesime funzioni. Gli ATA precari lavorano quotidianamente accanto ai colleghi di ruolo, svolgono gli stessi compiti e contribuiscono al funzionamento delle scuole, ma sono sottoposti a una condizione di maggiore instabilità e ricattabilità.
Troppo spesso il personale ATA viene ancora considerato una componente secondaria del sistema scolastico. È una rappresentazione che, come Cobas Scuola, respingiamo con forza.
I Collaboratori Scolastici garantiscono quotidianamente accoglienza, sorveglianza, pulizia e igiene degli ambienti, collaborazione con il personale docente, assistenza e supporto agli alunni con disabilità, attività legate alla sicurezza e al funzionamento degli edifici scolastici.
Gli Assistenti Amministrativi gestiscono una mole crescente di procedure che richiedono sempre più competenze e responsabilità: personale, alunni, contratti, contabilità, pensionamenti, ricostruzioni di carriera, graduatorie, assenze, adempimenti fiscali e previdenziali, digitalizzazione.
A fronte di una progressiva crescita degli adempimenti, le segreterie continuano però a operare con organici insufficienti e con carichi di lavoro sempre più pesanti.
Gli Assistenti Tecnici, a loro volta, garantiscono il funzionamento dei laboratori, delle attrezzature e delle dotazioni tecnologiche, offrendo un supporto essenziale all’attività didattica e all’utilizzo delle nuove tecnologie.
Il problema delle immissioni in ruolo è strettamente collegato a quello, ancora più generale, degli organici. Oggi il numero del personale ATA da assegnare alle Scuole è determinato sulla base del numero degli alunni iscritti e non tiene adeguatamente conto della complessità organizzativa delle singole Istituzioni Scolastiche, degli spazi, dei laboratori, degli adempimenti amministrativi, della sorveglianza, degli alunni con disabilità.
Da anni i Cobas Scuola sostengono la necessità di modificare radicalmente i criteri di determinazione degli organici, collegandoli alle reali esigenze di funzionamento delle scuole.
Per gli Assistenti Amministrativi, il numero delle unità dovrebbe essere determinato tenendo conto non soltanto degli alunni/studenti, ma anche del numero del personale da amministrare, della complessità delle procedure e delle responsabilità attribuite alle segreterie.
Per i Collaboratori Scolastici, l’organico deve essere rapportato al numero degli alunni/studenti, alla superficie e alla quantità degli spazi da sorvegliare, pulire e ripristinare — aule, laboratori, palestre e altri ambienti — alla presenza di alunni con disabilità e alla presenza di scuole dell’infanzia.
Per gli Assistenti Tecnici, il criterio deve essere collegato al numero, alla tipologia e alle effettive esigenze dei laboratori e delle dotazioni tecnologiche. In ogni Istituto Comprensivo devono essere previste almeno due unità di Assistente Tecnico, in grado di garantire un adeguato supporto all’utilizzo delle tecnologie da parte di alunni/studenti, docenti e personale amministrativo.
Come Cobas Scuola continueremo a rivendicare l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili, il superamento del precariato e un significativo aumento degli organici ATA.
Domenico Montuori

