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DICHIARAZIONE SU DIDATTICA A DISTANZA

Questa che segue è la Dichiarazione sulla Didattica a distanza - prodotta, dopo approfondita discussione, dall'Esecutivo Nazionale COBAS - che invitiamo ad usare e a far circolare nelle scuole. Ulteriori aggiornamenti potranno seguire se, come sembra probabile, ci saranno da parte della ministra e del Ministero interventi che vadano a forzare vistosamente la normativa esistente.

CHIEDIAMO ALLA MINISTRA AZZOLINA

L'ordinanza con cui il Ministero da lei diretto dà avvio alle procedure di mobilità per l'anno scolastico 2020/2021, fissando le scadenze del 21 (per i docenti) e 27 aprile (per gli ATA) come se ci trovassimo in una situzione ordinaria, sarebbe sorprendente comunque, anche se lei, uscita dall'Università, non avesse più frequentao la scuola, neanche di sfuggita.

LA SCUOLA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS: SETTE PROPOSTE DEI COBAS SCUOLA

Sospensione delle lezioni e didattica a distanza: in questo scenario siamo costretti a muoverci da settimane, adottando le modalità che ciascuno/a ritiene più opportune, accomunati, docenti e studenti, dal riconoscimento di un primordiale bisogno di relazione e di contatto. Un modo per reagire allo stato di eccezione che interrompe il fluire delle relazioni, della vita, sottomettendoci al principio esclusivo della sopravvivenza biologica individuale, un modo per affermare l’importanza delle relazioni sociali in un tempo in cui le persone diventano individui, bloccati nella paura, distanti, diffidenti, passivi, annoiati e soli.

SOCIETA’, ECONOMIA E SCUOLA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

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Sospensione delle lezioni e didattica a distanza: in questo scenario siamo costretti a muoverci da settimane, adottando le modalità che ciascuno/a ritiene più opportune, accomunati, docenti e studenti, dal riconoscimento di un primordiale bisogno di relazione e di contatto.

MASSIMO SDEGNO PER LE AFFERMAZIONI SESSISTE DI COSTANZO

Noi Cobas non possiamo che esprimere il massimo sdegno per le reiterate affermazioni sessiste pronunciate da Maurizio Costanzo durante la trasmissione radiofonica “Strada facendo” su Isoradio. Stigmatizziamo le dichiarazioni del giornalista (“quelle frustrate, perché mi rifiuto di chiamarle maestre”, "andare con un maschio di bocca buona” e a “divertirsi in galera con le guardie carcerarie”) perché si è trattato di una vera e propria caccia alle streghe perpetrata nei confronti di alcune donne che, seppure inquisite per un reato loro ascritto, hanno diritto a un giusto processo e comunque fruiscono della presunzione d’innocenza fino alla definitiva sentenza.