lunedì, Maggio 18, 2026

REPORT – CESP- RETE DELLE SCUOLE RISTRETTE AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO

Positivo il bilancio della partecipazione del CESP e della Rete delle scuole ristrette al Salone Internazionale del Libro di Torino di quest’anno. Come previsto il CESP e la Rete sono stati presenti in più appuntamenti e in quelli svolti negli spazi delle Regioni Umbria, Lazio e Toscana sono state poste le concrete basi per l’attuazione di interventi di welfare culturale in carcere,con riguardo alle biblioteche e ai percorsi teatrali, attraverso i quali prevedere percorsi professionalizzanti per i detenuti come operatori di biblioteca, operatori culturali, tecnici delle luci e del suono, macchinisti, costumisti (oltre che attori). In tutti gli appuntamenti il CESP e la Rete sono stati seguiti da un pubblico vasto e vario che si è dimostrato interessato al percorso compiuto dal CESP e dalla Rete in questi anni. Negli incontri svolti con le Regioni sono intervenuti, Olimpia Bartolucci (Regione Umbria), Francesca Cadeddu (AIB nazionale- Referente biblioteche in carcere), Giorgio Flamini (docente, architetto, direttore artistico Compagnia #SIneNOmine CR Spoleto), Luisa Marquardt (AIB CNBS, IFLA CPDWL), Roberto Sasso (Biblioteca di Orvieto), Filomena Avallone (Regione Lazio), Pino Panepinto (Operatore di Biblioteca), Elena Pianea (Regione Toscana), Elisabetta Soldati (Rete Bibliotecaria di Siena), Tiziana Mori (Centro Regionale Biblioteca sociale in Carcere, SDIAF Firenze), Valeria Cioni (Direttrice Biblioteca Labronica Livorno), Giovanna Cuzzola (Area Educativa Casa Circondariale Livorno), Erica Meucci (docente CC Livorno-CR Gorgona-Tutor Progetto Biblioteche innovative in carcere), Anna Grazia Stammati (Presidente CESP, coordinatrice Rete delle scuole ristrette) .

Molto apprezzato l’intervento di un ex studente “ristretto” di Rebibbia (ora libero), il quale ha raccontato di quel doppio incontro in carcere che ha cambiato il suo percorso di vita, la scuola (in possesso della sola licenza media ha potuto frequentare le scuole superiori e ottenere il diploma di maturità) e la Biblioteca (frequentando il corso Biblioteche innovative in carcere ha potuto conoscere il mondo dei libri e scoprire interessi e bisogni sino ad allora inespressi, acquisendo un certificazione delle competenze come “operatore di Biblioteca”). Un incontro, ha detto, che non sarebbe mai potuto avvenire fuori, dove le sue condizioni non gli avrebbero permesso di frequentare le persone che lo hanno accolto e accompagnato nel nuovo percorso. Severo è stato, però, il suo monito sulla necessità che la società mantenga le promesse e accolga chi, una volta pagati i propri errori, vorrebbe ricominciare, ma non può farlo, nonostante l’impegno individuale, perché le porte rimangono chiuse.

Particolarmente partecipato l’incontro nella Sala Internazionale del Lingotto “Oltre la pena: percorsi di risocializzazione e cittadinanza attiva” che, a fronte di 80 posti disponibili, ha visto circa 120 persone in fila per accedere alla Sala Internazionale messa a disposizione dal Salone. Nel dibattito hanno preso la parola la Vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, la referente dell’area educativa dell’Istituto Penale Minorile, “Ferrante-Aporti” di Torino, Rita Bonavita, la Dirigente dell’IIS “Soleri-Bertone” di Saluzzo, Alessandra Tugnoli, il Referente del Rettore per i Poli Universitari in carcere e docente ordinario di Sociologia presso l’Università di Torino, professor Rocco Sciarrone, la presidente del CESP e coordinatrice della  Rete delle scuole ristrette, Anna Grazia Stammati (da sinistra nella foto), la dottoressa Elena Pianea, per la Regione Toscana,  l’avvocato Damiano Pujia, membro della Commissione di diritto penale e dell’Osservatorio sulle carceri (O.N.A.C.) di A.I.G.A.-Roma. Due i punti dai quali si è partiti, l’esclusione di fatto di una parte consistente della popolazione italiana dalla vita culturale della società (come dimostrano i dati dello stesso Ministero della Giustizia- Detenuti per titolo di studio,  al 31 dicembre 2025); la necessità di garantire percorsi di crescita personale dei detenuti, mirati a riportare il cittadino all’interno della comunità, attraverso istruzione e cultura, veri e propri pilastri pedagogici e costituzionali legati all’articolo 27 della Costituzione italiana. A partire da tali presupposti e da quanto è emerso negli incontri con le regioni per la costituzione di una rete tra le biblioteche nelle carceri delle regioni con le quali si è stabilita una fattiva collaborazione, si è proposto un percorso per la definizione di una cornice “istituzionale” che, da alcune consolidate esperienze in atto, come quelle rappresentate dal CESP-Rete delle scuole ristrette, favorisca un intervento strutturale e non episodico dei detenuti in merito ai temi trattati. Su questo la Vicepresidente del Senato ha dimostrato la disponibilità politica e istituzionale per trasformare progetti pilota sulla cultura in carcere in riforme strutturali, dimostrando un’apertura formale per dare un seguito concreto alle proposte avanzate e offrendo una sponda legislativa a iniziative che spesso restano frammentate.

Al termine dell’incontro ci si è dato appuntamento al Festival dei Due Mondi di Spoleto, nel quale il CESP e la Rete sono inseriti da undici anni. In tale ambito la Compagnia #SIneNOmine (Direttore artistico Giorgio Flamini), il 7 e l’8 luglio presenterà lo spettacolo “Innominabile ’27. Non posso continuare. Continuerò” dedicato a Samuel Beckett e interpretato dai detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto che si svolgerà all’interno delle mura del penitenziario. In continuità con lo spettacolo, il CESP-Rete delle scuole ristrette, l’8 e il 9 luglio svolgerà un seminario di formazione/aggiornamento “Lo scaffale di Caino: uno sguardo oltre le sbarre. Non posso continuare. Continuerò” che si aprirà nel pomeriggio dell’8 luglio, prevedendo la partecipazione dei docenti della Rete alla replica dello spettacolo e continuerà il 9 luglio per fare, insieme ai docenti della Rete, un bilancio complessivo, sia dell’attività svolta nell’anno in corso che dello stato dei percorsi di istruzione e cultura negli istituti penitenziari per definire le linee di intervento per l’anno scolastico 2026-2027.

Anna Grazia Stammati
(Presidente CESP)

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