venerdì, Aprile 24, 2026

Dal Convegno CESP “Diseguaglianze educative, BES, Invalsi” alla mobilitazione della scuola 6 e 7 maggio

Superate le 300 presenze nel Convegno svoltosi il 22 aprile “Diseguaglianze educative, BES, Invalsi”, durante il quale oltre ai docenti, dirigenti, personale Ata e alcuni genitori, che hanno seguito i lavori della giornata nelle 24 città indicate nel programma, si sono collegati da altre sedi, colleghe/i di Barletta, Bologna, Brindisi, Catania, Messina. Ancora una volta si dimostra vincente il format utilizzato quest’anno dal CESP (presenza nelle città indicate, di Docenti, Dirigenti e ATA, delle scuole di ogni ordine e grado, ivi compresi i CPIA e i percorsi di istruzione nelle carceri, collegati contemporaneamente con la Sede Nazionale del CESP, successivo confronto nelle singole sedi sui temi trattati, approfondimento nel primo pomeriggio delle specifiche tematiche relative ai percorsi di istruzione nelle carceri). La mattinata è stata aperta dalle relazioni della Presidente del CESP, Anna Grazia Stammati, da Bruna Sferra (insegnante primaria e Referente CESP-Roma), Davide Zotti (docente secondaria di II grado e Referente CESP-Trieste) ed è proseguita con gli interventi degli esponenti CESP e della “Rete delle scuole ristrette”, presenti nelle altre sedi, Giovanni Bruno (CESP- Pisa), Giorgio Flamini (Rete delle scuole ristrette-Spoleto-PG), Alessandra Gaviano (Rete delle scuole ristrette-Grosseto), Patrizia Lazzari (Rete delle scuole ristrette- Genova), Massimo Montella (CESP- Napoli), Silvana Vacirca (CESP- Firenze).

Nelle relazioni e negli articolati interventi, difficili da sintetizzare in poche righe (i materiali saranno a breve messi a disposizione), è stata evidenziata la multidimensionalità delle disuguaglianze, i suoi aspetti strutturali, le dinamiche individuali e il complesso e problematico compito della scuola nel riequilibrare le disuguaglianze scolastiche. In tale prospettiva è stata analizzata la valutazione INVALSI che rende visibili disuguaglianze ormai note da tempo, senza però offrire strumenti adeguati per affrontarle, limite che alla luce delle politiche di inclusione scolastica, finisce spesso per costruire percorsi separati, categorizzando la popolazione scolastica (come nel caso dei Bisogni Educativi Speciali). Tutto ciò, mentre la mancanza di beni e servizi culturali nei territori, quali infra-strutture della conoscenza, effettivamente accessibili e fruibili da tutti, impedisce, nei fatti, un vero contrasto alla povertà educativa e alla sua trasmissibilità intergenerazionale.

Nel corso del confronto e dell’intensa interazione con i partecipanti delle varie sedi, è emersa la consapevolezza del profondo cambiamento del ruolo della scuola e degliinsegnanti, i quali si trovano ad affrontare una sfida sociale che va ben oltre il «trasmettere» conoscenze e formare competenze e adover gestire il disagio emotivo degli studenti e la personalizzazione estrema della didattica.

Di fronte a tutto ciò è stata condivisa la necessità di assumere un atteggiamento di critica consapevole nei confronti delle scelte di politica scolastica messe in atto sino ad oggi e di portare, sin dentro il Ministero Istruzione, le istanze emerse nel Convegno, a partire dal 6 maggio prossimo, primo giorno della mobilitazione in difesa della scuola pubblica, quando si effettueranno manifestazioni territoriali e in particolare quella che si svolgerà a Roma (ore 10) appunto al MIM (V.le Trastevere), durante la quale si chiederà un confronto sulle problematiche emerse nel convegno.

 Anna Grazia Stammati – presidente CESP

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