Il 23 dicembre 2025 è stato sottoscritto in via definitiva il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2022/2024 del comparto Istruzione e Ricerca. Un contratto già fortemente contestato dai COBAS perché incapace di garantire un reale recupero stipendiale dell’inflazione e della perdita del potere d’acquisto. Ma alle critiche sul merito del contratto si è ora aggiunta l’errata erogazione degli arretrati dovuti al personale docente, educativo e ATA. Con il cedolino di gennaio 2026, il personale scolastico ha potuto finalmente verificare l’applicazione degli aumenti stipendiali previsti dal nuovo CCNL e ricevere gli arretrati relativi agli anni 2024 e 2025. Tuttavia, ciò che doveva rappresentare almeno un parziale ristoro economico si è trasformato per molte lavoratrici e molti lavoratori in una vera e propria beffa. Gli importi accreditati non corrispondono infatti a quelli indicati nelle tabelle ufficiali diffuse dopo la firma del contratto.
Come COBAS abbiamo ricevuto numerose segnalazioni provenienti da docenti di ogni ordine e grado e dal personale ATA, che ci hanno inviato i propri cedolini per una verifica puntuale. Il quadro che emerge è preoccupante e desolante. Errori di calcolo, differenze inspiegabili tra situazioni analoghe, importi notevolmente inferiori rispetto a quanto spettante. Una gestione opaca e approssimativa che ricade ancora una volta sulla vita concreta del personale scolastico, già provato da stipendi bassi. In molti casi, gli arretrati percepiti risultano significativamente inferiori rispetto a quelli annunciati dal Ministero e riportati nelle tabelle ufficiali. In altri, le differenze sono addirittura clamorose, al punto da far ipotizzare errori sistematici nella procedura di liquidazione.
Portiamo alcuni esempi concreti, tra i tanti pervenuti alla nostra organizzazione. Una docente della scuola dell’infanzia/primaria a tempo indeterminato, in fascia stipendiale 0-8, ha ricevuto arretrati lordi pari a 115,56 euro. Secondo le tabelle ufficiali, l’importo spettante era invece di 1.291,84 euro. La differenza in meno è quindi di ben 1.176,28 euro. Una docente della scuola secondaria di secondo grado a tempo indeterminato, in fascia 0-8, ha percepito arretrati lordi pari a 352,74 euro, a fronte di un importo spettante di 1.381,80 euro. La differenza negativa ammonta a 1.092,06 euro.
Questi non sono casi isolati. Nella maggior parte delle segnalazioni ricevute, gli arretrati risultano inferiori rispetto a quanto previsto, seppur con scarti meno eclatanti ma comunque significativi. Una docente della scuola dell’infanzia/primaria a tempo indeterminato, in fascia 28-34, ha ricevuto arretrati lordi per 1.485,58 euro, mentre l’importo spettante era di 1.813,54 euro, con una differenza in meno di 327,96 euro. Un docente della scuola secondaria di primo grado a tempo indeterminato, in fascia 21-27, ha percepito 1.602,79 euro di arretrati lordi, a fronte di un importo dovuto di 1.795,86 euro, con una perdita di 197,07 euro.
Le differenze riscontrate non possono essere liquidate come semplici variazioni individuali dovute alla situazione fiscale o contributiva personale. In molti casi si tratta di importi lordi dichiarati, e quindi il confronto con le tabelle ufficiali è diretto e oggettivo. Siamo dunque di fronte a un problema reale e diffuso, che richiede risposte immediate e trasparenti da parte dell’amministrazione. Questa vicenda si inserisce in un contesto già critico. Il CCNL 2022/2024 è stato presentato come un contratto di “svolta” dall’amministrazione e non solo, ma nella realtà produce aumenti stipendiali insufficienti a compensare l’inflazione e il potere d’acquisto. Ora, persino quei limitati arretrati promessi vengono erogati in modo errato o incompleto.
Per il personale scolastico, ciò significa non solo un danno economico concreto, ma anche un ulteriore clima di sfiducia verso le istituzioni che dovrebbero garantire correttezza e trasparenza. Ancora una volta, chi lavora nella scuola è costretto a controllare, verificare, contestare, per ottenere ciò che gli spetta di diritto. Invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della scuola a controllare attentamente il cedolino di gennaio 2026, in particolare quello “pagamenti vari” relativo agli arretrati, e a confrontare gli importi ricevuti con quelli indicati nelle tabelle ufficiali. In caso di anomalie, è fondamentale non “lasciar correre” e segnalare il problema. I COBAS Scuola sono a disposizione per effettuare verifiche sui cedolini e promuovere le iniziative necessarie affinché venga riconosciuto integralmente quanto dovuto. Non è accettabile che, dopo anni di attesa, il personale scolastico debba subire anche l’ennesimo danno economico.

