Il Convegno organizzato dal CESP il 10 giugno scorso  è stato interessante, vivace, ricco di spunti e di “voci” diverse provenienti dal pianeta scuola. Buona anche  la partecipazione, con più di 90 persone provenienti dal Piemonte, Toscana, Lazio, Campania, Abruzzo, Molise,Sicilia, Sardegna. Nella prima parte, oltre all’intervento della presidente del CESP, Anna Grazia Stammati, che ha fatto il punto della situazione in merito alla problematiche oggetto del convegno e dell’avvocato Marco Barone, che si è soffermato sugli aspetti giuridici delle stesse, si sono alternati gli interventi della presidente dell’associazione 31 ottobre, Silvana Ronco e di un rappresentante dell’Uaar che sono entrati nel merito della campagna lanciata dai Cobas per l’insegnamento della materia Alternativa e l’istituzione di 25.000 cattedre per 25.000 precari ( così come previsto dalla sentenza del, come esempio di concreta applicazione del principio di laicità nella scuola ( al termine di questa prima parte è anche intervenuto un rappresentante della chiesa valdese, a sua volta interessata alla tema della laicità della scuola).

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 Convegno nazionale “ La scuola che non c’è” per il 10 giugno prossimo presso la Sala Convegni CESP e, a seguire,  un sit-in presso il MIUR

Firmata dai partiti la proposta di legge per l’abrogazione dell’art 14 della legge 135/2012, presentata al senato, il voto passa ora alla camera.

Oggi a Roma l' assemblea nazionale Cobas ha accolto la richiesta dei docenti inidonei, dei precari amministrativi e tecnici e dei docenti precari per la materia alternativa ed ha convocato un Convegno nazionale “ La scuola che non c’è” per il 10 giugno prossimo presso la Sala Convegni CESP e, a seguire,  un sit-in presso il Ministero della Pubblica istruzione. Al centro della discussione la prossima risoluzione della vertenza Inidonei/ITP e il lancio  della campagna per la laicità della scuola; tutti i partiti hanno infatti firmato la proposta di legge per l’abrogazione dell’art 14 della legge 135/2012, presentata al senato dalla senatrice Puglisi ( PD) e alla camera dal deputato Melilla ( SeL), i dati sono riportati nel sito del Senato. 

Ciò significa che i Docenti Inidonei sono riusciti ancora una volta a bloccare la legge che prevedeva il  loro spostamento forzato sui posti amministrativi e tecnici e il licenziamento definitivo dei precari ATA appartenenti a quei profili. La proposta di legge sarà messa  ora in votazione alla camera per la sua diretta approvazione.

I precari amministrativi e tecnici, unitisi alle battaglie dei docenti “ inidonei”, vedono così scongiurato il proprio licenziamento e bloccato definitivamente il tentativo di espulsione di tutti i precari amministrativi e tecnici dalla scuola ( 40.000 sono i posti coperti dal personale precario ATA).

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A Roma un’intera classe sospesa per non aver risposto agli indovinelli; altrove, minacce a docenti, studenti e genitori.

La ministra faccia annullare le illegali sanzioni e richiami all’ordine i pretoriani quizzomani.

Il successo della “tre giorni” di scioperi contro la scuola-quiz e gli indovinelli Invalsi ha provocato una meschina e illegale reazione repressiva da parte di molti invalsiani, presidi e docenti. La burocrazia centrale dell’Invalsi – reclutata per lo più negli ambienti finanziari e della tecnocrazia economica – ha cercato di minimizzare i risultati della protesta fornendo dati fasulli, rilanciati dal MIUR e riferiti alle classi-campione, che costituiscono solo il 5% del totale, con la presenza degli ispettori, dei docenti più proni alla scuola-quiz e ove spesso gli scioperanti sono stati sostituiti o le prove sono state effettuate con due o tre studenti. Ma le decine di migliaia di docenti ed Ata in sciopero, l’esteso boicottaggio degli studenti alle Superiori e dei genitori alle Elementari e Medie e le molte  migliaia di classi che hanno rifiutato l’umiliante pratica quizzarola hanno ingigantito l’attenzione dei massmedia e il dibattito culturale nel paese - che ha coinvolto tanti noti docenti universitari, uomini e donne della cultura - fino ad insinuare dubbi consistenti anche nella nuova compagine ministeriale, a partire dalla ministra Carrozza e dal sottosegretario Rossi Doria. Cosicché il nervosismo, partito dai palazzi quizzomani, si è trasmesso tra gli esecutori invalsiani che, come spesso capita alla “bassa truppa”, si sono rivelati più realisti del re, dando vita a meschine e inaccettabili vendette repressive verso i docenti in sciopero e gli studenti “ribelli”.

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Conclusa molto positivamente la “tre giorni” di sciopero contro la scuola-quiz

Conclusa molto positivamente la “tre giorni” di sciopero contro la scuola-quiz

Contro gli indovinelli Invalsi hanno scioperato in tutto decine di migliaia di docenti e Ata Oggi manifestazioni in...

Primo Piano

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NO ALL'INVALSI, NO AL SISTEMA DI (S)VALUTAZIONE

Dal 7 al 16 maggio prossimi nella scuola italiana, dalle elementari alle superiori, si ripeterà il distruttivo rito dei quiz-Invalsi, imposti come presunta misura della qualità del lavoro dei docenti e degli studenti e come valutazione, velleitaria e strumentale, del livello di istruzione fornita dai singoli istituti. In strutture inadeguate e in classi sovraffollate il MIUR (Ministero Istruzione, Università, Ricerca) cercherà di accelerare ulteriormente il percorso verso una distruttiva scuola-quiz, in un quadro generale di progressivo immiserimento dell'istruzione pubblica del nostro paese, che peserà come un macigno sulle future generazioni. La politica continua di tagli agli investimenti nella scuola e nell’Università dell’ultimo ventennio non poteva che determinare la situazione patologica attuale, che spiana la strada alle "proposte" private. Ma, mentre si minavano le condizioni strutturali della scuola pubblica, si è imposta anche nel nostro paese un'idea di scuola tutta schiacciata sulla presunta “valutazione”, secondo i catastrofici criteri della scuola-azienda, finalizzata a fornire l’istruzione come se fosse una qualsiasi merce in compra-vendita.

Altersummit

"Fermiamo l'austerità, prima che la austerità distrugga la democrazia" COSA E' L'ALTERSUMMIT Saranno due giorni di assemblea e incontri ad Atene, a cui parteciperanno migliaia di persone.Sarà un grande incontro europeo di sindacati, movimenti, associazioni, intellettuali e personalità, di diversi paesi e culture, uniti dalla volontà di costruire una forte alleanza europea contro l'austerità che distrugge democrazia e diritti.

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I docenti precari, ai quali è stata promessa la miseria di 11.000 posti con il concorso, abbracciano la proposta dei Cobas e scendono in campo per rivendicare il proprio diritto al ruolo e al lavoro pretendendo, così come previsto dalla normativa, l’introduzione immediata nelle scuole statali delle Attività Alternative all’Insegnamento della religione cattolica, sin dall’indicazione sulla scheda di iscrizione dell’istituzione stessa.

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Quando, dopo la vittoria contro il “concorsaccio”del 2000 e l’intera politica scolastica del ministro Berlinguer, i teorici dell’istruzione-merce cambiarono vistosamente la strategia nel processo di aziendalizzazione della scuola, i Cobas denunciarono subito come la vera polpetta avvelenata, che avrebbe messo in opera tutto il potere distruttivo della sedicente “autonomia scolastica” dell’ex-ministro (costretto dalla sconfitta ad abbandonare la direzione del Ministero), sarebbe stata l’istituzione (o meglio: la trasfigurazione di qualcosa che già esisteva ma non con tale funzione) del cosiddettofondo di Istituto.

Presentazione del libro "BENICOMUNISMO"

Martedi 4 giugno ore 17 a ROMA
Sala Convegni Cobas - V.le Manzoni 55
Presentazione del libro "BENICOMUNISMO"  di PIERO BERNOCCHI
Insieme all'Autore ne discuteranno  MARCO BERSANI, RAFFAELLA BOLINI,
GIUSEPPE DE MARZO

locandina.pdf 333,29 kB

Intervista di Federico Ferraù a Luciano Canfora- sabato 4 maggio 2013

«Poiché la scuola dovrebbe essenzialmente far nascere lo spirito critico, la miglior cosa sarebbe eliminare l’Invalsi e restituire i suoi test a chi li ha inventati». A dirlo è Luciano Canfora, tra i più autorevoli classicisti in Italia e all’estero, alla quasi-vigilia delle prove Invalsi.

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Contro la scuola-quiz dell’Invalsi,sciopero generale delle Scuole Materne ed Elementari il 7 maggio, delle Medie il 14 maggio, delle Superiori il 16 maggio

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Sembrava impossibile che un governo-zombie varasse un provvedimento così sconvolgente: e invece l’8 marzo Monti ha dato vita al Sistema Nazionale di (S)valutazione - bocciato dalle scuole quando fu proposto come  sperimentazione, dal Consiglio di Stato e dal Consiglio Nazionale Pubblica Istruzione -  introducendo uno strumento coercitivo per piegare l’istruzione alle logiche della scuola-azienda e della scuola-quiz e dando all’’INVALSI il potere di stabilire i criteri che dovrebbero orientare – ma in realtà SVALUTARE, imponendo una scuola-miseria - l’azione dei nostri istituti.

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INIDONEI

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Napoli 24/11/ 2012