Parità- dilagano i privilegi per le scuole private

PARITA': Dilagano i privilegi per le scuole private

 

Siamo stati facili profeti quando abbiamo previsto che la spallata della legge di parità ha dato al dettato costituzionale avrebbe consentito il dilagare dei provvedimenti a favore ed incentivazione delle scuole private. E' la legge n.62 del marzo 2000 che oggi consente sentenze dei TAR, provvedimenti amministrativi, leggi nazionali e regionali di muoversi nella direzione della provatizzazione-aziendalizzazione, del taglio di risorse e garanzie alla scuola pubblica e devolvere risorse e privilegi alle scuole private. Si contano sulle punta delle dita di una mano le Regioni che non hanno attuato o non stiano attuando attrverso i "buoni scuola" il trasferimento di risorse verso le famiglie i cui figli frequentano le scuole private. Ma in pochi ci saremmo aspettati la raffica di aggressioni alla scuola pubblica e di privilegi alle scuole private, adottata nei primi mesi del suo mandato dal governo di centro destra e dalla ministra Moratti. Proviamo a farne una sintesi:

1)Decreto legge con il quale si attribuisce lo stesso punteggio sia agli insegnanti della scuola pubblica che di quella privata. Il provvedimento è profondamente ingiusto perché gli insegnanti precari delle scuole pubbliche hanno dovuto attendere anni all'interno di graduatorie ed essere disponibili ad ogni forma di mobilità e di aleatorietà del lavoro per poter accedere alle supplenze. A parte l'iniziale privilegio la misura peserà con violenza sugli attuali docenti della scuole private, ci sono già diplomifici privati i quali intendono retribuire gli insegnanti, anziché con lo stipendio, con il punteggio che il servizio nella loro scuola garantisce.

2)Circolare Ministeriale che consente agli istituti non statali di assumere docenti non abilitati. Il provvedimento risulta distruttivo per ogni forma di certezza del diritto sia per i l docenti sia per il diritto allo studio e accesso ai saperi degli studenti. Ma il carattere devastante sia del Decreto legge che della circolare sfugge a chi non ricordi che l'articolo 5 della legge sulla parità consente di far lavorare il 25% del personale di ciascuna scuola come "volontario" il che toglie ogni possibilità di controllo ed ogni possibile forza contrattuale a tutti i docenti che lavorano nelle scuole private.

3)Finanziaria 2002 che prevede commissioni di esami composte tutte da membri interni. I diplomifici con il pagamento delle rette potranno mettere in atto la compravendita dei diplomi. Cessa ogni reale forma di controllo e verifica pubblica sull'azione delle scuole private.

4)Disegno di legge per l'immissione in ruolo degli Insegnanti di Religione Cattolica. Il D.L. prevede che nel caso il responsabile diocesano tolga l'idoneità all'insegnamento della Religione Cattolica l'insegnante dovrà coprire altra cattedra. L'operazione ha già funzionato nella scuola elementare: dal 1985 (nuovo concordato) è stata tolta a tutte le maestre/i già in servizio, la idoneità, esito: attualmente gli insegnanti di RC, scelti e assunti dai vicariati, ma pagati con i soldi del Ministero, sono diventati 33.000. In futuro basterà non rinnovare al 10% degli insegnanti di religione l'idoneità ed i vicariati potranno gestire un flusso di 3.000/3.500 posti di lavoro da gestire a piacere della Chiesa cattolica e dei suoi clientes.

5)Commissione per la elaborazione del Codice Deontologico degli insegnanti. Il codice Deontologico per i docenti è una misura esistente soltanto nei paesi autoritati e fascisti. In tutto l'occidente è garantita la libertà di insegnamento che si traduce nel fatto che gli insegnati rispondono esclusivamente alle leggi dello stato. Il che non è poco, ordinamenti, programmi, decreti, circolari, contratti di lavoro. Già la cosiddetta autonomia e aziendalizzazione sta mettendo a rischio grave la libertà e l'autonomia individuale e collegiale degli insegnanti. Il codice deontologico non sarà altro che una mordacchia per gli insegnati non conformisti. In più a presiedere la commissione la ministra ha messo il cardinale Tonini, la maggior parte dei componenti è di estrazione cattolica, la faccenda si commenta da sola.

6)Commissione per il riordino dei cicli. Anch'essa a maggioranza cattolica/ confindustriale ha già prodotto un documento in cui si anticipa a 12 anni la scelta tra "l'avviamento professionale" e licei, un ritorno agli anni '50, condito dalla demenzialità di considerare un "bonus" la frequenza della scuola dell'infanzia, così si avrà il diritto di anticipare ad 11 anni la "scelta" della propria esclusione o cooptazione nelle èlit dei liceali futuri universitari.

7)Commissione "Per il riconoscimento della funzione pubblica della scuola non statale". Manco a dirlo: la maggioranza dei membri sono di estrazione cattolica/ confidustriale. La sola istituzione della commissione ha un significato preciso: la fame vien mangiando, la parità come è adesso non ci basta abbiamo bisogno, Confindustria e Chiesa cattolica, di ben altro sia sul piano normativo che su quello delle risorse.

8)Disegno di Legge sugli organi Collegiali. Porta a compimento il processo di privatizzazione/aziendalizzazione della scuola pubblica, istituisce il Consiglio di amministrazione in ogni scuola, con membri esterni capaci di torcere gli obiettivi scolastici a fini mercantilistici e di campanile. Istituisce i nuclei di valutazione dei docenti con il che viene seppellita ogni velleità di libertà di insegnamento.

9)Altri 290 miliardi alle scuole private. Ivo Tarolli (Ccd-Cdu), relatore della finanziaria al Senato, spiega che "il dicastero dell'economia si è impegnato perché alle scuole private siano destinati altri 40 miliardi nel 2002, 100 nel 2003, 150 nel 2004" in questo modo "si sono poste le premesse per il vero riconoscimento della parità scolastica".

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