INVALSI

INVALSI: Studenti e Cobas dichiarano aperte le ostilità

Assaggi

Roberto Ricci ha presentato a Roma,  presso la libreria Assaggi, il progetto Invalsi, di cui è responsabile nazionale. Lo abbiamo accolto come meritava, con una contestazione civile ma eclatante

Dopo il maldestro tentativo del finto ‘ governo tecnico’ di Monti di far entrare i Quiz Invalsi nella didattica, definendoli nel decreto sulla Semplificazione, “ attività ordinaria”, studenti e Cobas hanno infatti deciso di stipulare un’alleanza per fermare il distruttivo modello di valutazione, che impoverisce la didattica e non riqualifica la scuola.

La scuola-quiz tra le sperimentazioni fallite e la trappola INVALSI

exam

In questi ultimi giorni i sindacati della Triplice e altri sostenitori della scuola-azienda e della scuola-quiz si stanno vantando di aver bloccato l’orrenda sperimentazione gelminiana (fatta propria il 7 dicembre anche dal neo-ministro Profumo) Valorizza, che prevedeva premi in denaro e in seguito differenziazioni gerarchiche e salariali tra docenti utilizzando il grottesco metodo reputazionale. 

BOCCIAMO I QUIZ INVALSI E VOTIAMO CONTRO IL LORO INSERIMENTO NEL POF

Invalsi

Non riusciremo ad aumentare gli stipendi, ma vareremo un sistema di incentivi basato sui test Invalsi (MARIASTELLA GELMINI, “La Repubblica” 9/10/2011)

 Si erano affannati a dire che non era vero, ma ormai il progetto è dichiarato e chiaro a tutti: mentre si massacra la scuola pubblica (e insieme a lei le pensioni, la sanità, gli stipendi, i diritti dei lavoratori), si cerca di far passare un modello meritocratico per il quale, se la tua scuola non ha soldi e il tuo stipendio è una miseria, la colpa alla fin fine è anche (anzi soprattutto) tua.

L'Invalsi per il governo Monti e per la Commissione Europea

Test
Difendiamo la scuola bene comune lottando contro i quiz Invalsi

INVALSI: attenzione ai primi Collegi Docenti!

Invalsi

NON INSERIAMO LE PROVE NEL PIANO ANNUALE DELLE ATTIVITA’ E NEL POF

I presidi–padroni hanno provato a dirlo in tutte le scuole d’Italia che le prove INVALSI sono obbligatorie, ma sono stati sonoramente smentiti: prima dal MIUR (Nota n. 2792 del 20.4.11), da varie sentenze e poi dall’archiviazione di tutti i provvedimenti disciplinari che alcuni presidi avevano pensato di intraprendere contro quei colleghi che si erano rifiutati di somministrare e/o correggere le prove o rinunciare alle proprie ore curriculari.

CONCLUSO CON SUCCESSO IL PRIMO TEMPO DELLA PARTITA CONTRO LA SCUOLA-QUIZ

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A GIUGNO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI CONTRO LA SCUOLA-MISERIA E LA SCUOLA-QUIZ

Si è concluso oggi con grande successo il primo tempo della partita contro gli ignobili quiz Invalsi e la scuola ad indovinelli. L’indignazione contro questa degenerazione dell’insegnamento si è espressa in mille forme da parte dei docenti, degli studenti, dei genitori: alle superiori almeno il 20% della categoria e degli studenti si è sottratto a ricatti e minacce (il dato fornito da Gelmini è ridicolo: si riferisce solo alle 2000 classi-campione, con circa 50 mila studenti, dove i quiz sono stati gestiti dagli ispettori ministeriali; ma è tra gli altri 2 milioni e 150 mila che si è svolta la protesta); alle medie e alle elementari le cifre sono state minori perché molti Collegi avevano deliberato ad inizio anno o perché i quiz Invalsi sono stati imposti come obbligatori alla prova di Terza Media, ma comunque il malcontento è stato diffusissimo. Un ruolo assai negativo lo hanno giocato in tante scuole i presidi-padroni, convinti oramai dal MIUR di essere i proprietari degli istituti e di poter cancellare gli organi collegiali. Questi DS (dittatori scolastici) ne hanno fatte di tutti i colori per costringere docenti e studenti a svolgere i grotteschi e distruttivi quiz, che insultano la scuola pubblica e ogni didattica di qualità e che vorrebbero annullare ogni serio insegnamento per addestrare gli studenti a indovinelli da Settimana Enigmistica. A tanti docenti è stato impedito fisicamente di entrare nelle proprie classi, alcuni hanno addirittura dovuto chiamare i carabinieri per poter fare lezione, altri sono stati sostituiti da bidelli ed addetti di segreteria.

INDIGNATI IN MASSA CONTRO I QUIZ INVALSI E I PRESIDI-PADRONI

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L’indignazione contro gli ignobili quiz Invalsi è esplosa oggi in massa nelle scuole superiori di quasi tutte le città. In centinaia di scuole i plichi dell’Invalsi non sono stati nemmeno aperti e scaricati nelle segreterie e da stasera, probabilmente, finiranno nell’immondizia. In tante altre scuole i presidi-padroni, che sono stati convinti in questi mesi dal MIUR e dal governo di essere i proprietari delle scuole, ne hanno fatto di tutti i colori per costringere docenti e studenti a piegarsi e a svolgere quei grotteschi, truffaldini e distruttivi quiz Invalsi, che insultano la scuola pubblica e ogni didattica di qualità e che vorrebbero costringerci a buttare alle ortiche ogni serio insegnamento per passare il tempo ad addestrare gli studenti a insulsi quiz da scuola-guida. Le minacce a docenti e studenti sono state le più assurde e inqualificabili: a tanti docenti è stato impedito fisicamente di entrare nelle proprie classi (come alla nostra responsabile di Trieste, Daniela Antoni, il cui preside si è piazzato sulla porta impedendole l’accesso e provocandole un collasso); altri sono stati incredibilmente sostituiti da bidelli ed addetti di segreteria come in alcune scuole di Torino. In molte scuole, parecchie decine di studenti sono stati ammassati in aula magna, dove qualche docente, prono ai nuovi padroni, ha “somministrato” l’amarissima medicina dei quiz.