INVALSI

Migliaia di classi alle Superiori liberate dai quiz

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Vince lo sciopero e il boicottaggio di docenti, Ata e studenti contro gli Invalsiani

 Manifestazioni in 42 città contro la scuola-quiz e la scuola-miseria

Grazie anche al rilevante contributo degli studenti, il blocco degli indovinelli Invalsi alle Superiori è andato anche meglio di quelli, già positivi, delle precedenti giornate di sciopero nella Primaria e nella Media. Molte decine di migliaia di docenti, studenti ed Ata, scioperando o boicottando le prove, hanno liberato dai quiz tante migliaia di classi in una giornata in cui l’alleanza tra lavoratori/trici e studenti ha dato frutti oltre il previsto.

La scuola è tutta un quiz! Ovvero: come ti immiserisco l’istruzione con il “merito”.

Profumo

Nel mese scorso decine di migliaia di docenti, Ata e studenti hanno scioperato e/o boicottato gli assurdi indovinelli Invalsi per bloccare la distruttiva scuola-quiz. Abbiamo fornito tutte le argomentazioni dei COBAS e degli esperti internazionali che da anni spiegano quanto sia catastrofico valutare le scuole, i docenti e gli studenti mediante quiz, test e competizioni varie, e l’immiserimento della didattica che tali meccanismi hanno provocato in tutti i paesi (USA in primis) che li hanno introdotti.  Non ci aspettavano che il ministro Profumo e gli Invalsiani facessero rapida marcia indietro: ma certo il rilancio da azzardo pokeristico che Profumo si appresta a fare mercoledì prossimo in Consiglio dei Ministri lascia sconcertati. L’insieme di provvedimenti annunciati ieri, e chiamati pomposamente dai mass-media addirittura “Riforma Profumo”, assomigliano all’insieme di cianfrusaglie e chincaglieria che i conquistadores europei regalavano agli indigeni delle Americhe mentre li depredavano delle loro ricchezze.

Dopo il successo della protesta nella scuola Primaria e Media il 16 maggio scioperano docenti ed Ata delle Superiori contro i quiz Invalsi

Invalsi

   In decine di città manifestazioni provinciali insieme gli studenti

  A Roma manifestazione al Miur (V.Trastevere, ore 10)

Si è conclusa positivamente la prima fase di sciopero contro i ridicoli e deleteri quiz Invalsi. Nonostante le minacce di illegali sanzioni e le bugie diffuse a piene mani dai presidi, istigati dagli Invalsiani e dagli ispettori del MIUR, sull’obbligatorietà degli indovinelli, molte decine di migliaia di docenti della scuola Primaria e Media e parecchi ATA hanno scioperato rifiutandosi di “somministrare” i quiz, aiutati in questo alle Elementari da migliaia di genitori che hanno lasciato i propri figli a casa, collaborando attivamente al boicottaggio della ridicola procedura.

Il MIUR, in grossa difficoltà, ha fatto carte false sui dati dello sciopero, fornendo cifre, peraltro truffaldine (anche lì centinaia di classi non hanno svolto i quiz), solo su circa 3000 classi-campione, omettendo oltretutto di dire agli organi di informazione che: a) le classi-campione, ove si concentrano i Signori Invalsi e le maggiori pressioni dei presidi, sono a malapena un decimo di quelle ove si dovevano svolgere gli indovinelli; 2) molte di queste classi che hanno effettuato i quiz avevano numeri limitatissimi di alunni/e presenti; 3) varie classi sono state accorpate per giungere ad una cifra accettabile di presenti. Va poi segnalato che - mentre una parte dei presidi, raggiunta dalle nostre diffide, ha avuto l’accortezza di non procedere contro lo sciopero - ci sono arrivate da tante scuole notizie di illegali sostituzioni che configurano esplicita attività antisindacale: stiamo effettuando rapide verifiche in merito e laddove le notizie saranno confermate procederemo per vie legali nei confronti dei presidi Invalsiani.

Un successo il primo giorno di sciopero contro i distruttivi quiz Invalsi

Quiz

Domani si replica alle Medie, il 16 alle Superiori con manifestazioni provinciali insieme gli studenti

Malgrado le minacce ai docenti e le menzogne diffuse da tanti presidi, su istigazione dei Signori Invalsi e degli ispettori del MIUR, nonostante siano state utilizzate contro la protesta anche due micro-sigle simil-Cobas, che dopo essersi aggregate in extremis alla nostra convocazione hanno revocato all’ultimo istante l’adesione consentendo a tanti presidi di annunciare trionfanti che lo sciopero COBAS era stato annullato, oggi decine di migliaia di docenti della scuola primaria e molti ATA hanno scioperato rifiutandosi di “somministrare” i demenziali e distruttivi quiz Invalsi. Ci arrivano però da tante scuole notizie di docenti in sciopero sostituiti, di classi accorpate e ammassate: se le notizie saranno confermate, laddove verificheremo attività anti-sindacali da parte di presidi adoratori dell’Invalsi saremo obbligati a procedere per vie legali. Anche tanti genitori hanno tenuto a casa i bambini/e, ampliando la sacrosanta attività di boicottaggio degli indovinelli, che oltretutto dilapidano i già pochi soldi investiti nella scuola.

La scuola sciopera contro i disastrosi quiz Invalsi

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Il 9 maggio alle Elementari, il 10 alle Medie, il 16 alle Superiori

Manifestazioni provinciali il 9 e il 16 con docenti, Ata, studenti e genitori 

 

I Signori Invalsi e il MIUR, dopo aver ripetutamente modificato le date dei loro ridicoli quiz, stanno spingendo la grande maggioranza dei presidi ad esercitare minacce e illegali pressioni su docenti e studenti affinché non si sottraggano alla distruttiva farsa degli indovinelli Invalsi che verranno “somministrati” il 9 e l’11 maggio alle Elementari, il 10 alle Medie e il 16 alle Superiori. A tal fine si diffondono senza scrupoli montagne di falsità sull’obbligo di svolgere i quiz in orario scolastico per istituti, insegnanti e studenti e si annunciano provvedimenti disciplinari per chi vi si sottrarrà, con un mobbing che arriva fino a ventilare la sostituzione del personale che, rispondendo alla convocazione dei COBAS, sciopererà il 9 maggio alle Elementari, il 10 alle Medie e il 16 alle Superiori per protestare contro una misera scuola-quiz che smantella materialmente (tagli di scuole e posti di lavoro, blocchi di stipendi e scatti di anzianità, furto di pensioni, riduzione degli investimenti) e culturalmente l’istruzione, trasformando i docenti in addestratori di quiz, che preparino gli studenti ad una futura manovalanza precaria.