Il 19 novembre, giorno della sentenza della Corte Costituzionale, tutti insieme per esigere il diritto alla pensione.

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Manifestazione nazionale di quota 96
Presidio al MIUR ore 14.00  viale Trastevere - Roma

Ha destato molte perplessità l’ultimo intervento del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza:  “A 70 anni i professori universitari, se fossero generosi e onesti, dovrebbero andare in pensione, e offrirsi di fare gratuitamente seminari, seguire laureandi, o offrire le proprie biblioteche all’università”.
Che cosa ha in mente per noi, oltre a farci rincorrere a 62 anni e oltre i bimbi dell’infanzia e della primaria?

Ha, inoltre, dichiarato che ha intenzione di chiedere al governo Letta 300 milioni nella legge di stabilità per il diritto allo studio e per la ricerca.  Interventi sacrosanti, ma ha dimenticato quanto dichiarato nell’estate scorsa riguardo alla soluzione della vicenda di Quota 96.

Gli ultimi decreti legge del governo, la legge di stabilità 2014 non sanano l’ingiustizia subita dai docenti e dal personale ATA bloccati dalla mostruosità della legge Monti/Fornero. La ricognizione del MIUR riporta ai numeri del 2012, contestati allora da Polillo che li raddoppiò per la precisa volontà politica di non dover trovare la copertura. Il MIUR conosceva e conosce i numeri dei massacrati dalla Fornero nella scuola, (circa 3500 interessati al pensionamento) e l’ammontare della copertura finanziaria (90milioni), ma la ministra Carrozza a oggi non ha mostrato la volontà politica di battersi in seno al governo, prono alla destra e alla salvaguardia della caste e dei potentati, coerentemente con quanto dichiarato fin dal suo insediamento.
Si deve dedurre che i problemi di sanare un’ingiustizia, ringiovanire la classe docente italiana, che è la più vecchia al mondo, aumentare posti per i precari, dare un minimo di certezza a tante famiglie, non sono rilevanti per il suo progetto di scuola.

Il 19 novembre prossimo, la corte costituzionale sentenzierà sulla costituzionalità dell’art.24 della Legge Fornero, se dovesse essere favorevole per il personale della scuola, ci auguriamo che venga considerato un imperativo ed un elemento importante per spingere il governo a prendere un provvedimento risolutivo.

I docenti e gli ATA di quota 96 di tutta Italia, il giorno della sentenza, saranno in presidio davanti al MIUR e vogliono incontrare il ministro per chiedere l’immediato provvedimento per andare in pensione il 1 settembre 2014.

E’ una questione non più rinviabile!

Docenti e ATA quota96