ORRENDO MASSACRO ISRAELIANO 9 PACIFISTI UCCISI E 30 FERITI

Gaza

In questi anni i governi israeliani si sono macchiati dei più orrendi crimini contro il popolo palestinese ed è impossibile stabilire una gerarchia tra tali atrocità. Ma il massacro nelle acque di fronte a Gaza, con 9 pacifisti ammazzati a sangue freddo dall’esercito israeliano e una trentina di feriti, desta orrore supremo non solo per la sua efferatezza ma anche per la sua bestiale demenza.

La Freedom Flotilla, otto navi organizzate dalle Reti internazionali di solidarietà con la Palestina - e in particolare con la popolazione della striscia di Gaza imprigionata senza i fondamentali beni di sopravvivenza in una prigione a cielo aperto di 40 km per 9 – stava navigando verso Gaza per portare ai palestinesi sotto assedio medicinali, viveri e beni di prima necessità, forzando lo spietato blocco imposto nella zona dall’esercito israeliano. Vi erano a bordo complessivamente circa 700 passeggeri di varie associazioni, ong, sindacati, comitati di solidarietà con la Palestina, parlamentari, di ben 40 paesi tra cui l’Italia.

Il governo israeliano, incurante dell’attenzione di tutti i massmedia internazionali, aveva annunciato che avrebbe fermato “con tutti i mezzi” le navi: ma che avesse programmato un massacro di tale portata davanti agli occhi di tutto il mondo lascia agghiacciati anche coloro che, come noi, non hanno mai dubitato della ferocia bellica dei governi israeliani degli ultimi decenni. Il governo israeliano ha tentato di fornire la grottesca giustificazione dell’”aggressione da parte dei militanti filo-palestinesi con coltelli, bastoni e armi da fuoco” ma è stato sbugiardato dalle autorità doganali della Turchia, da cui sono partite le navi, che hanno dichiarato come tutti i 700 passeggeri, in particolare quelli della nave più grande, la Mavi Marmara, siano stati perquisiti, così come le navi, e niente di pericoloso si trovasse a bordo o addosso ai passeggeri.

Nessuno dei governi, in primis quelli USA e italiano, che fino ad oggi hanno sempre coperto qualsiasi infamia israeliana contro il popolo palestinese, ha fino ad ora elevato una qualsivoglia protesta contro il massacro e ovviamente non farà nulla di quello che la comunità internazionale dovrebbe fare nei confronti di Israele, imponendogli, qui sì “con tutti i mezzi”, la restituzione della libertà, della terra e dei diritti al popolo palestinese, in particolare nella striscia di Gaza. Spetta a noi ora elevare la più indignata protesta e manifestare immediatamente in tutta Italia contro il massacro e contro i crimini del governo israeliano, per la fine del blocco a Gaza e dell’occupazione della Palestina.

A Roma, oggi 1 giugno alle ore 17 presso l'ambasciata israeliana a metà di V.Aldrovandi, all'incrocio con V.Mercati, tutti/e in piazza insieme alla Rete romana di solidarietà con il popolo palestinese.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS