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4 NOVEMBRE MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO LA GUERRA, PER IL RITIRO DELLE TRUPPE DALL'AFGHANISTAN E IL TAGLIO DELLE SPESE MILITARI.

A ROMA SIT-IN a P.Navona ore 16
Iniziative a Vicenza, Novara, Bologna, Genova, Firenze, Pisa, Livorno,
Colleferro, Catania, Napoli.
Il Consiglio dei ministri ha appena votato il rifinanziamento delle missioni
militari all'estero compresa quella dell'Afghanistan, e il ministro della
guerra La Russa prevede che le truppe italiane resteranno in Afghanistan per
altri 5 anni.

A otto anni dall'inizio dei bombardamenti su Kabul, la resistenza
all'occupazione si è notevolmente rafforzata mettendo in crisi gli obiettivi
politici e militari della Nato e delle potenze occidentali alleate degli
Usa. Le recenti elezioni presidenziali si sono rivelate una farsa con un
milione di schede annullate su 5 milioni di votanti, e la commedia del voto
continuerà con il ballottaggio tra Karzai e Abdullah fissato per il 7
novembre prossimo.
Intanto sono circa 40.000 i morti civili che nessuno commemora, e dal 2001
ad oggi c'è stata una progressiva crescita, anno dopo anno, dei soldati
stranieri morti.
Nell'opinione pubblica internazionale è cresciuta la convinzione che la cosa
giusta da fare è porre fine alla guerra.
SMENTIAMO LA PREVISIONE DEL MINISTRO DELLA GUERRA LA RUSSA!
Il 4 Novembre - festa delle forze armate e della retorica militarista -
giornata di mobilitazione nazionale per il ritiro delle truppe
dall'Afghanistan, il taglio delle spese militari, per rendere omaggio alle
centinaia di migliaia di civili ignoti morti in Afghanistan, Iraq,
Palestina.
Patto Permanente contro la Guerra

Una grande giornata di lotta quella del 12 marzo contro la distruzione della scuola pubblica, una giornata di esaltante “risveglio” del popolo della scuola. Lo sciopero ha avuto una partecipazione oltre le previsioni: dai dati delle principali città, più del 50% di docenti ed Ata vi hanno partecipato, avvicinandosi al record del 17 febbraio 2000 (contro il concorsaccio, 60% di adesioni). E in piazza a Roma i docenti, Ata, studenti e cittadini erano almeno 50 mila in un corteo combattivo, indignato per le sorti della scuola ma anche ferocemente ironico contro i suoi distruttori, come hanno sottolineato gli interventi davanti al Ministero della Pubblica Istruzione, a partire da quello del portavoce dei Cobas Piero Bernocchi. Notevole la partecipazione dei precari da tutta Italia. Forte l’indignazione nei confronti della coppia Tremomti-Gelmini che sta imponendo, con il massimo di confusione e arbitrio, la distruttiva “riforma” delle superiori nonostante non sia ancora legge, mancando il parere della Corte dei Conti, la firma di Napolitano e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale: una “riforma” che non è frutto di progetti didattici, ma solo della nefasta idea che l’istruzione sia un investimento improduttivo e dunque richieda brutali tagli.

IL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, dopo aver dato il VIA, Con il Decreto Ministeriale 82 DEL 29 SETTEMBRE 2009, AI COSIDDETTI "CONTRATTI DI DISPONIBILITA” E istituito le "graduatorie prioritarie” per le supplenze temporanee per i DOCENTI E GLI ATA precari licenziati a seguito dei tagli, HA ORA EMANATO, IN DATA 17 dicembe 2009, il DM 100 CON il quale viene disciplinato l’accesso agli elenchi prioritari e parzialmente esteso il diritto ad essere inclusi nelle graduatorie prioritarie.