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IL GOVERNO APPROVA LA RIFORMA DELLE SUPERIORI LA SCUOLA SCIOPERA IL 12 MARZO

Manifestazione nazionale a Roma fino al Ministero

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ai Regolamenti della sciagurata “riforma” delle superiori. Tale “riforma” non ha alle spalle alcun progetto didattico, come non ne avevano alle elementari la “maestra unica” o la devitalizzazione del Tempo Pieno. Si cancellano o si immiseriscono materie importanti di studio, si tagliano ore di insegnamento cruciali (in media 4 ore settimanali in meno), si sopprimono laboratori e esperienze pratiche professionalizzanti, si cacciano decine di migliaia di precari, eliminandone il posto di lavoro, soltanto in nome del Dio Risparmio, a spese di una istruzione sempre più impoverita, giudicata un investimento improduttivo da questo e dagli ultimi governi. Ma la partita non si chiude qui.

La scuola in ginocchio: è ora di dire basta. A Pisa il 18 febbraio alle ore 15 sit-in davanti al Provveditorato

LA SCUOLA IN GINOCCHIO

Migliaia di insegnanti e Ata precari, a causa dei tagli del Governo, dopo anni di precariato sono stati brutalmente licenziati. La scuola italiana trova alle prese con classi sovraffollate, carenza di fondi per le spese ordinarie (carta igienica,sapone, carta per fotocopie) e per le supplenze. E’ diventata la norma chiedere sempre più soldi ai genitori, non nominare i supplenti ed ovviare alla mancanza di docenti dividendo le classi; la carenza di personale Ata ha reso le scuole menopulite, meno sorvegliate e mal amministrate. In una situazione così disastrata è arrivata pochi giorni fa l’approvazione da parte del consiglio dei ministri della “riforma” delle scuole superiori.

17 febbraio 2000 - 17 febbraio 2010 A dieci anni dalla vittoria sul "concorsaccio" di Berlinguer

Verso lo sciopero generale e la manifestazione nazionale della scuola del 12 marzo

Il 17 febbraio 2000 centinaia di migliaia di docenti partecipavano allo sciopero e alla manifestazione nazionale che i Cobas avevano organizzato per dire NO al progetto del ministro Berlinguer e del centrosinistra (nonchè di Cgil-Cisl-Uil e Snals), intenzionati ad introdurre nella scuola, tramite quello che i Cobas chiamarono “il concorsaccio”, una vistosa differenziazione stipendiale (6 milioni di lire annui in più, da assegnare ad un 20% di insegnanti presunti “meritevoli”) fondata su un non meglio precisato “merito”, legato ad una pretestuosa valutazione del “curriculo” e una grottesca prova selettiva a base di quiz. Il clamoroso successo dello sciopero (il più grande di tutta la storia della scuola pubblica italiana) e del corteo Cobas (con almeno centomila partecipanti) portò alle dimissioni di Berlinguer e alla cancellazione del “concorsaccio”: che, però, era solo uno degli strumenti (seppur il più micidiale) per imporre la trasformazione della scuola in direzione aziendalistica e mercificata.

PENSIONI sempre più misere con la revisione dei coefficienti

In pensione con meno soldi e più tardi!

Questo è sempre stato l'incubo di lavoratori e lavoratrici. Incubo che si sta maledettamente concretizzando con l’azione congiunta dei padroni e dei governi che si sono succeduti dal 1992 in avanti (senza particolari distinzioni tra centrodestra e centrosinistra, anzi i provvedimenti di questi ultimi sono stati quelli più “efficaci” in tal senso).

I COBAS partecipano al Primo Marzo di lotta e di protesta dei migranti

La rivolta di Rosarno ha drammaticamente portato alla ribalta i perversi ingranaggi dello sfruttamento dei migranti: brutali ricatti per imporre lavoro in nero, paghe miserrime e condizioni di lavoro bestiali, vessazioni e violenze da parte dei “caporali”, ricoveri fatiscenti totalmente privi di servizi igienici, luce ed acqua, nessuna assistenza sanitaria: e il tutto spesso sotto il tallone di ferro della criminalità organizzata.

Da trent’anni a questa parte migliaia e migliaia di immigrati si spostano nel Sud d’Italia seguendo il ritmo delle stagioni e delle colture, manodopera maschile a basso costo su cui si è retta l’agricoltura e buona parte dell’economia del Meridione.

Lo scandalo degli insegnanti di religione, ingigantito dalla decisione governativa di regalare ad essi un “tesoretto” tramite aumenti biennali, è in realtà un insieme intollerabile di scandali. Il primo di essi riguarda l’imposizione della religione come materia insostituibile nella scuola pubblica e strumento di propaganda clericale tra i giovani. La possibilità di rendere tale materia almeno davvero facoltativa è stata negli anni vanificata dalle enormi difficoltà imposte nei confronti della materia “alternativa”: fermo restando che, per i Cobas e per ogni laico/a, la religione è e dovrebbe essere questione privata da tenere estranea alla scuola pubblica. Ma non meno scandalosa è l’altra pietra miliare del “feudo” clericale nella scuola, e cioè le modalità di reclutamento degli insegnanti di religione, non assunti come tutti gli altri docenti in base a concorsi e titoli riconosciuti dallo Stato, ma tramite insindacabile giudizio della Curia cattolica, che fornisce e toglie il placet in base alla sua dottrina.

IL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, dopo aver dato il VIA, Con il Decreto Ministeriale 82 DEL 29 SETTEMBRE 2009, AI COSIDDETTI "CONTRATTI DI DISPONIBILITA” E istituito le "graduatorie prioritarie” per le supplenze temporanee per i DOCENTI E GLI ATA precari licenziati a seguito dei tagli, HA ORA EMANATO, IN DATA 17 dicembe 2009, il DM 100 CON il quale viene disciplinato l’accesso agli elenchi prioritari e parzialmente esteso il diritto ad essere inclusi nelle graduatorie prioritarie.