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SABATO 5 GIUGNO TUTTI/E IN PIAZZA A ROMA

CHAPLIN

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA

IMPEDIAMO LA FINANZIARIA-MASSACRO

Il durissimo conflitto che si svolge in Grecia ha una importanza cruciale per le sorti dell’Europa sociale, per le condizioni di vita dei lavoratori, dei pensionati e dei più indifesi tra i cittadini, per il futuro dei servizi pubblici e dei beni comuni.

Perché, dopo che i governi europei hanno dilapidato centinaia di miliardi di euro per soccorrere banche e imperi finanziari, l’attacco ai settori popolari, ai servizi sociali e ai beni comuni sta avvenendo in tutta Europa, imponendo che a pagare non siano quelli che la crisi l’hanno provocata ma di nuovo i salariati, i precari, i disoccupati, i pensionati: i quali, in Italia sono stati ulteriormente spremuti, con milioni di licenziati e cassaintegrati cui a breve scadrà ogni ammortizzatore sociale, con il dilagare di un precariato senza speranze, con tagli impressionanti dei servizi sociali, con un massacro nella scuola pubblica (41 mila posti di lavoro in meno) e l’espulsione in massa dei precari, con l’incessante attacco al pubblico impiego, con la crescita a dismisura dell’evasione fiscale, con il dilagare della corruzione, mentre la pressione del fisco sui salari e sulle pensioni diventa intollerabile.

In più, il governo vuole, con il “Collegato al Lavoro”, togliere le residue garanzie giuridiche ai lavoratori, attraverso l’arbitrato concertato con i sindacati complici; e annuncia ulteriori attacchi al diritto di sciopero e la riscrittura dello Statuto dei lavoratori per cancellarne definitivamente ogni funzione, continuando a negare i diritti ai sindacati di base,

Solo una generale mobilitazione europea, coordinata da coloro che ritengono possibile un mondo non fondato sul profitto e sulla mercificazione globale, in una stretta alleanza tra forze sindacali, sociali e politiche alternative, può modificare gli eventi. Dunque, nel quadro dell’indispensabile stagione di mobilitazioni e scioperi, promuoviamo per il 5 giugno una manifestazione nazionale a Roma che proponiamo alle strutture sindacali, sociali e politiche che si battono contro le catastrofiche ricette di “uscita dalla crisi” del potere economico e politico e che vogliono che la crisi sia pagata da chi l’ha provocata.

Impediamo la Finanziaria- massacro

NO ai licenziamenti, all’attacco alla spesa sociale e ai lavoratori pubblici, SI alla tutela dei pensionati, dei precari, dei disoccupati.

Cancellazione del Collegato Lavoro, dei tagli nella Scuola e nei servizi pubblici.

Tassiamo i grandi patrimoni e le operazioni finanziarie; non un euro o un posto di lavoro in meno per salvare banche, finanzieri e padroni.

Respingiamo l’attacco al diritto di sciopero, ai diritti sindacali e del lavoro, ai contratti, alle pensioni, ai beni comuni.

A fianco dei lavoratori greci ed europei in lotta.

Piero Bernocchi Confederazione COBAS

Pier Paolo Leonardi (RdB) e Fabrizio Tomaselli (SdL) USB - Unione Sindacale di Base

5 giugno.pdf 478,63 kB

DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.