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IL 5 X MILLE AI PROGETTI INTERNAZIONALI DEI COBAS

IL 5 X MILLE AI PROGETTI INTERNAZIONALI DEI COBAS

Dai un contributo ai progetti internazionali dei Cobas - Associazione Azimut - 5 x 1.000 Codice Fiscale 97342300585
scarica il pdf dei progetti 2009

Cosa è la contribuzione 5 per mille?

E’ la possibilità, per ogni singolo lavoratore, di destinare il 5 per mille delle tasse già detratte in busta paga
agli enti senza scopo di lucro. Non si tratta quindi di alcun versamento aggiuntivo, ma di destinare dei soldi
già pagati, anziché allo Stato, ad una associazione onlus.
Per destinare questa quota, ogni singolo lavoratore deve compilare l’apposita casella contenuta nel
Modulo 730 o UNICO, relativa alla contribuzione del 5 per mille, firmandola e apponendovi il
codice fiscale di Azimut: 97342300585.
L’attribuzione del 5 per mille non è sostitutiva dell’8 per mille.

DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.