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I COBAS scioperano e manifestano il 12 dicembre

manifestazione

 Contro la patrimoniale alla rovescia del governo bipartisan Monti

Quanto fosse ultra-liberista il governo Monti, e la manovraccia che ci avrebbe imposto, era chiaro fin dalla investitura fatta da Re Giorgio (Napolitano). Per questo il 17 novembre abbiamo invitato, con la Cub, a scioperare, portando in piazza insieme agli studenti circa centomila manifestanti per sfiduciarlo immediatamente. Ma la soddisfazione generalizzata per la caduta di Berlusconi, le illusioni, fomentate dai massmedia, sui poteri salvifici di Monti, il sostegno trasversale delle caste politiche, l’acquiescienza di Cgil, Cisl e Uil hanno finora impedito che quella sfiducia di piazza avesse un seguito rilevante.

E così Monti ha potuto agire varando una patrimoniale alla rovescia, applicata ai residui redditi e diritti di milioni di salariati e ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti. La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni colpendo ancora una volta i più deboli, con lavoratori sfruttati fin da giovanissimi in attività usuranti che dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41); con il passaggio al contributivo per tutti/e, un furto di decine o centinaia di migliaia di euro; con la sparizione dell’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su. Ma anche la nuova ICI colpirà tanti lavoratori/trici a basso reddito, proprietari di una casa che spesso non hanno ancora pagato, mentre l’aumento di 2 punti dell’IVA deruberà ulteriormente settori popolari già spremuti fino all’osso.

La vera “patrimoniale” è invece sparita, insieme all’aumento dell’IRPEF per i redditi alti: e non pagheranno niente le banche, la grande finanza, gli squali redditieri, gli evasori che derubano le casse pubbliche di circa 300 miliardi l’anno, le caste del capitalismo di Stato, la cui corruzione nelle strutture istituzionali dilapida almeno 200 miliardi annui.

Mentre centrodestra e centrosinistra sottoscrivono, Cgil, Cisl e Uil, tagliate fuori malgrado  avessero accettato con calore Monti, hanno dato segni di vita, ma evitando di arrivare ad un vero sciopero generale, per il timore di effetti importanti sul quadro politico e non sollecitando una forte mobilitazione popolare. Lo sciopero, assurdamente frammentato, vedrà in campo il 12 dicembre solo la parte del lavoro privato su cui non grava la legge 146 antisciopero, e il 19 il Pubblico Impiego senza la scuola (solo una ora, insignificante nel contesto): e sopratutto la piattaforma degli scioperi non respinge l’intera manovraccia ma chiede alcuni  ritocchi che non ne cambierebbero la natura antipopolare.

Pur tuttavia il 12 dicembre può essere comunque una giornata di mobilitazione. che spetta anche a noi potenziare il più possibile. Perciò i COBAS hanno convocato (come  anche la Fiom) lo sciopero dell’intera giornata dei metalmeccanici e scioperi articolati a livello locale in altri settori del lavoro privato. Nel pomeriggio del 12, nelle principali città manifesteremo insieme anche a quei lavoratori/trici del Pubblico Impiego e della scuola che non potranno scioperare. In particolare a Roma l’appuntamento per tutti/e sarà a Piazza del Pantheon (ore 16). Presidi e sit-in poi proseguiranno (a Roma davanti alla Camera e al Senato) nei giorni seguenti in contemporanea con le votazioni in Aula.  

NO ALLA MANOVRACCIA,LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE

 Piero Bernocchi     portavoce nazionale COBAS

DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.