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ELEZIONI RSU NELLA SCUOLA, DEMAGOGIA CGIL E DEMOCRAZIA SINDACALE

ELEZIONI RSU NELLA SCUOLA, DEMAGOGIA CGIL E DEMOCRAZIA SINDACALE

Con un articolo del decreto Brunetta, le elezioni delle RSU nella scuola, che dovevano svolgersi a dicembre prossimo, sono state spostate al novembre 2010 e si effettueranno in contemporanea con quelle di tutti gli altri settori del Pubblico Impiego.

Le esistenti RSU restano dunque in carica ancora per un anno. Ricordiamo che il distacco delle elezioni RSU nella scuola da quelle degli altri comparti del Pubblico Impiego fu causato nel 1998 dai ricorsi alla magistratura e poi dalle richieste al governo D'Alema dei sindacati concertativi (in primis dalla Cgil) contro le modalità di svolgimento di quelle prime elezioni, che prevedevano liste provinciali e, conseguentemente, l'assegnazione pressochè certa della rappresentanza anche ai COBAS.

Bocciati i ricorsi dalla magistratura, i confederali - ma sopratutto la Cgil - fecero intervenire il governo "amico" D'Alema che, incredibilmente con un decreto ad hoc, rinviò le elezioni di due anni, a sole 48 ore dall'apertura delle urne.

In ogni caso, le elezioni di quest'anno si sarebbero svolte con le stesse regole delle precedenti tre tornate elettorali. Regole antidemocratiche e che violano il principio costituzionale della libertà sindacale: i COBAS (e i sindacati considerati non "rappresentativi" secondo le norme legislative e contrattuali imposte, anche grazie ai governi "amici", dal monopolio Cgil-Cisl-Uil nell'ultimo ventennio) non hanno libertà di parola, non possono indire assemblee in orario di lavoro per cercare candidati/e, per invitare a votarli o semplicemente per far conoscere le loro posizioni; i lavoratori/trici non possono scegliere liberamente a quale assemblea partecipare; la rappresentatività nazionale non è determinata sulla base di liste nazionali o provinciali, ma sulla base di voti alle liste di scuola, come se per determinare i partiti che entrano in Parlamento valessero i voti per i Consigli di Circoscrizione; i sindacati firmatari di contratto partecipano comunque alla delegazione trattante anche se non hanno RSU elette! QUESTE SONO LE VERE OFFESE ALLA DEMOCRAZIA, ALTRO CHE UN ANNO DI RINVIO. LA CGIL/FLC - che è l'ultima a poter parlare sul tema, visto che nel 1998 impose, tramite il "governo amico" D'Alema, un rinvio di due anni a 48 ore dall'apertura delle urne - SI IMPEGNA PER LE PROSSIME ELEZIONI AD ELIMINARE QUESTE REGOLE CHE ESSA STESSA, CON CISL E UIL, HA IMPOSTO? SI POTRANNO AVERE LIBERE ASSEMBLEE, LIBERA PROPAGANDA ELETTORALE? AVREMO OLTRE ALLE LISTE DI SCUOLA ANCHE UNA LISTA NAZIONALE O LISTE PROVINCIALI SULLA CUI BASE VERIFICARE CHI E' DAVVERO RAPPRESENTATIVO E CHI LUCRA SU UN MONOPOLIO DEI DIRITTI SINDACALI CHE FINORA HA FATTO COMODO A TUTTI I GOVERNI?

 

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.