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CONTRO IL MASSACRO DELLA SCUOLA SCIOPERO GENERALE IL 12 MARZO

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Non passa giorno senza che l’attacco alla scuola pubblica e il suo progressivo immiserimento e smantellamento proseguano il loro distruttivo percorso, tracciato da un governo che, accelerando sulla scia di quanto fatto da Berlinguer, Moratti e Fioroni, vuole togliere ogni centralità alla istruzione pubblica, considerata una spesa improduttiva da ridurre brutalmente. Proprio mentre le Commissioni Istruzione e Cultura di Camera e Senato si apprestano a dare il via libera alla micidiale “riforma” delle superiori, che cancellerebbe decine di migliaia di posti di lavoro di docenti ed ATA e taglierebbe materie e ore di insegnamento fondamentali, la Commissione Lavoro alla Camera ha introdotto nel Disegno di legge sul lavoro collegato alla Finanziariauno sciagurato articolo che permetterebbe di considerare l’apprendistato come adempimento dell’obbligo scolastico e incentiverebbe clamorosamente l’uscita dalla scuola a 15 anni, mentre la politica istituzionale dovrebbe piuttosto porsi il serio problema dell’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni. Ce ne è abbastanza per chiamare docenti ed ATA ad una lotta decisa e a tutto campo, sollecitando anche la mobilitazione degli studenti e di tutto il popolo della scuola pubblica. Perciò per il 12 marzo i COBAS convocano lo sciopero generale della scuola dell’intera giornata, per il ritiro della “riforma” delle superiori, contro i tagli, la legge Brunetta e la proposta di legge Aprea, perché l’obbligo scolastico venga piuttosto innalzato e non certo abbassato a 15 anni, contro il decreto “ammazza precari”, per l’assunzione dei precari su tutti i posti vacanti, per significativi investimenti nella scuola, , per la democrazia sindacale nelle scuole e la restituzione a tutti del diritto di assemblea. Durante la giornata di sciopero si svolgerà a Roma una manifestazione nazionale della scuola: in testa al corteo ci saranno i precari/e, che in questi mesi si sono battuti coraggiosamente in difesa della scuola pubblica, della qualità dell’insegnamento e del loro posto di lavoro.

DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.