L'audizione in VII Commissione Cultura del Senato

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No ai presidi Padroni: I COBAS chiedono il ritiro del DDL e un decreto per l'assunzione stabile dei precari

Ieri si è svolta al Senato l’audizione in VII Commissione cultura per discutere del ddl scuola.
Solito schieramento delle organizzazioni sindacali presenti con i propri segretari generali che, come hanno rimarcato nuovamente nei propri interventi, lamentano l’assoluta mancanza di ascolto da parte del MIUR. I segretari hanno affermato che per la prima volta c’è in campo un disegno di legge rispetto al quale non si sono ascoltati i sindacati di categoria e che, quindi, si presenta privo di criteri per poter essere operativo, tanto da toccare aspetti di incostituzionalità.
Hanno tutti richiamato lo sciopero del 5 maggio, ma nessuno ha parlato del Blocco degli scrutini, cosa che ho invece fatto io in apertura del mio intervento, ricordando che oltre il 5 maggio ci sono stati il 6 e il 12 ( oltre che il 7 ) che hanno rappresentato un’opposizione all’Invalsi e al ddl da parte di famiglie e studenti, il che dimostra che l’opposizione alla pratica Invalsi e al disegno di legge è generalizzata a livello sociale.
Rispetto al Blocco degli scrutini ho anche precisato che sono i docenti che chiedono la radicalizzazione dello scontro, perché i docenti vivono come umiliante e vessatorio nei propri confronti il testo della riforma, evidenziando anche come dall’incontro alla Camera a quello al Senato siano stati acquisiti ed inseriti degli elementi non presenti nella prima versione ( tutta la parte introduttiva del primo articolo e poi, sparsi nel testo riferimenti al rispetto degli organi collegali, agli ATA, alla scuola in carcere, etc.), ma che si dimostrano pure enunciazioni prive di alcun fondamento, visto che permangono ancora tutti gli aspetti negativi del primo testo.
Anche in relazione ai poteri del dirigente, il testo presenta un cambiamento in apertura, perché sparisce la frase “ nelle more della revisione dell’art 21 L 59 1997, i dirigenti acquisiscono nuovi poteri” ( cito a memoria), mentre nel nuovo si dice semplicemente che si dà ampia attuazione all’art 21 della L 59, il che potrebbe anche far ben sperare in un cambiamento di prospettiva ma invece continua a dimostrare quanto i Cobas dicono dal 1997 e che cioè è proprio l’autonomia a contenere gli elementi che permettono oggi a Renzi e al Governo di portare avanti un affondo in tal senso, come hanno già fatto in passato Moratti, Aprea e Gelmini, che si sono sempre richiamati all’autonomia per giustificare tagli e disegni di legge restrittivi dei poteri degli organi collegiali.
Poi ho trattatoi temi del precariato ( richiamando alla necessità di immettere intanto in ruolo tutti i 150.000, facendo rimanere le Gae insieme per ulteriori immissioni in ruolo al 50% dei posti dall’una e dall’altra graduatoria); dei Quota 96, che rappresentano un ulteriore risorsa di organico per i precari e la cui posizione occorrerebbe definire in questo ddl; degli inidonei ( per i quali ho indicato anche dove e come bisognerebbe sanare la loro situazione ); istruzione adulti e scuola in carcere ( facendo presente che sostenere che sostenere che entro 60 giorni dall'pprovazione della legge, il ministro apporterà cambiamenti al DPR 26372012, istitutivo della riorganizzazione dell'istruzione adulti, significa non aver presente che il 1° settembre entra in vigore la nuova istruzione adulti e che, quindi, gli eventuali cambiamenti arriveranno troppo tardi, generando altra confusione in una situazione, peraltro, già confusa e complessa); ATA ( ho richiesto più organico, visto che si parla di circa 5000/10.000 posti disponibili).
Ho poi fatto presente che sostenere che per l’anno 2015/2016 i dirigenti, entro i 15 giorni dall’approvazione della legge, sentiti gli organi collegiali predispongono l’organico funzionale per l’anno prossimo significa ignorare quali sono i tempi scolastici e i delicati meccanismi di una seria programmazione didattica, alla quale evidentemente il governo non è preparato, ma che invece appartiene ai docenti che ravvisano in questa modalità un altro umiliante schiaffo alla propria professionalità, nonché una ulteriore conferma del restringimento delle competenze attribuite in ambito didattico al collegio dei docenti.
Nella seconda parte della discussione si è però fatta evidente la differenza tra noi e gli altri, soprattutto in materia di carriera dei docenti, di riforma degli organi collegiali, organico funzionale ( anche per gli ATA), di valutazione e, rimarcando che mi sembrava si stesse entrando in una discussione sugli emendamenti che rendeva sbiadita la contrapposizione in atto ridspetto al provvedimento, ho fatto presente che andava quantomeno rimarcata la comune richiesta generale di abrogazione dell’art 9 ( super poteri ai presidi) e dell’art 14 (divieto del conferimento supplenze dopo i 36 mesi) e lo scorporo di un Decreto Legge sul precariato dal testo di legge.
Detto questo mi è sembrato che i senatori presenti fossero alquanto attenti alle critiche, presumibilmente perché si apprestano ad un maggiore scontro interno in sede di discussione in aula.

Anna Grazia Stammati
28 Maggio 2015