LEGITTIMO LO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI CONVOCATO DAI COBAS

Dopo la convocazione da parte dei COBAS dello sciopero durante gli scrutini, alcuni sindacati concertativi e passivi hanno dichiarato falsamente, purtroppo ripresi senza confutazione da alcuni organi di stampa, che tale sciopero sarebbe illegale. Ora, malgrado la anticostituzionale legge 146 del ‘90, definitiva “anti-COBAS”, abbia drasticamente ridotto il libero diritto di sciopero, è ancora possibile scioperare durante gli scrutini finali per due giorni consecutivi, a patto di escludere le classi terminali e le attività di esame.

E vista la confusione strumentale in materia, approfittiamo per precisare anche che: 1) è invece illegale svolgere scrutini prima della fine dell’anno scolastico: e i COBAS denunceranno i capi di istituto che lo facessero; 2) è altrettanto illegale spostare i calendari degli scrutini per evitare lo sciopero; 3) è illegale la sostituzione durante gli scrutini dei docenti in sciopero; 4) chiediamo ad ogni docente ed ATA un solo giorno di sciopero, quello che blocca il maggior numero di scrutini; e) organizzeremo “casse di resistenza” per dividere l’onere della trattenuta che sarà dell’intera giornata.

Sottolineiamo poi che ciò che eventualmente succederà, al di fuori di quanto consentito dalla 146, dopo i due giorni convocati dai COBAS, verrà deciso insieme al movimento dei precari e ai docenti ed ATA che parteciperanno alla lotta, dato che la prosecuzione dello sciopero oltre i due giorni comporterebbe una responsabilità individuale che andrà calibrata con il livello di partecipazione e di incidenza dello sciopero.

Dunque, docenti ed ATA sciopereranno per l’intera giornata, non svolgendo gli scrutini né alcuna altra attività, il 7-8 giugno nelle regioni Emilia-Romagna, Calabria e nella Provincia di Trento; 10-11 giugno nelle regioni Marche, Puglia e Veneto; 11-12 giugno per le regioni Sardegna e Umbria; 14-15 giugno per tutte le altre regioni e per la Provincia di Bolzano.

Lo sciopero è convocato per la cancellazione dei 41 mila tagli di posti di lavoro docente ed Ata, ultima e sanguinosa tappa del massacro della scuola pubblica; l’assunzione a tempo indeterminato dei precari/e; massicci investimenti nella scuola pubblica che consentano il funzionamento regolare degli istituti allo stremo per carenza di risorse; il ritiro della “riforma” delle superiori, del decreto Brunetta e delle proposte di legge Aprea e Goisis; la restituzione a tutti/e dei diritti sindacali a partire dal diritto di assemblea.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS