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La Nota MIUR sul programma annuale 2010: un nuovo e grave attacco alla scuola pubblica

PROGRAMMA ANNUALE 2010

 

Il giorno 22/12/2009 perviene alle Istituzioni Scolastiche la nota del MIUR n. 9537 del 14/12/2009 avente per oggetto le “indicazioni riepilogative per il programma annuale 2010”.

La nota n. 9537 rappresenta un nuovo e sempre più grave attacco alla scuola pubblica statale, assolutamente coerente con i provvedimenti adottati che negli ultimi 15 anni fino alla L. 133/08, la cosiddetta Brunetta-Tremonti, che prevede un taglio ai finanziamenti per le Istituzioni Scolastiche di 7.800 milioni di euro nel triennio 2009/11.

Sicuramente la politica scolastica messa in atto dai vari governi che si sono succeduti è stata punitiva nei confronti della scuola pubblica statale e premiante verso la scuola privata, ora paritaria.

Anche in questo caso ricordiamo la L.62/2000 che ha riconosciuto la parità scolastica alle scuole private e il D.M. 21/07 che ha ridotto drasticamente i fondi destinati alle Istituzioni Scolastiche Statali.

Tenuto conto che la Scuola Pubblica Statale rappresenta, in forza del dettato costituzionale, un luogo di formazione delle coscienze dei giovani cittadini del domani, di educazione al pensiero critico, se viene privata degli investimenti necessari non può assolvere a tali compiti istituzionali. Inoltre, rappresenta l’unico punto di riferimento istituzionale sul territorio, soprattutto quello caratterizzato da un forte disagio sociale.

La nota 9537, si traduce in indicazioni tecniche che, commentate nel merito, evidenziano la devastante politica scolastica del Ministero e del Governo.

1. la nota arriva alle scuole in data 22 dicembre 2009 ben oltre i termini previsti dalla normativa vigente (D.I. 44/01) per la predisposizione del Programma Annuale che potrebbe essere già stato redatto e approvato;

2. la nota in esame rappresenta un atto amministrativo di livello inferiore che non può sostituire la norma principale (D.I. 44/01);

3. in tono perentorio si impone alle Istituzioni Scolastiche di non iscrivere ulterioriimporti a carico del MIUR;

4. per le supplenze brevi, l’ottenimento di nuovi finanziamenti, in via eccezionale, dovrà tener conto del tasso di assenteismo medio nazionale (si noti l’ismo dispregiativo) per tipologia di scuola, potranno essere attribuite altre risorse previa verifica dell’effettiva inderogabilità dell’ulteriore fabbisogno. Chi valuterà l’inderogabilità? Con quali modalità? E’ addirittura pleonastico ricordare che l’unica “verifica” dell’inderogabilità deriva dall’assenza del personale. La mancata sostituzione dei docenti assenti interrompe il diritto allo studio come ribadito, con buona pace della coerenza, anche dal MIUR in una recente nota (n. 14991 del 6 Ottobre). Inoltre, in risposta a quesiti relativi alla possibilità di conferire supplenze brevi anche in caso di esaurimento dei fondi appositi, viene detto che:“ ferma restando l’esigenza di contenere il conferimento delle supplenze nella misura del possibile, va comunque assicurato l’ordinato svolgimento delle attività di istruzione, di formazione, di orientamento, giacchè il diritto allo studio va in ogni caso garantito”, nota MIUR n. 3545 del 29 aprile 2009;

5. altra economia viene operata sulla fornitura dei servizi di pulizia in ragione del 25% dei contratti già stipulati e operanti. La conseguenza, tenuto conto dell’ampiezza, della fatiscenza degli edifici scolastici, del taglio agli organici del personale ATA sarà quella di avere scuole sempre più sporche e insicure. I famosi vantaggi per le scuole legati a questi contratti, come si vede ad un anno dalla stipula sono già scomparsi;

6. arroganza e ignoranza delle norme relative alla redazione dei bilanci della Pubblica Amministrazione hanno prodotto le indicazioni del 5° e 6° capoverso della pagina 3 della nota 9537 che non trovano alcun riscontro nel D.I. 44/01.

a) L’avanzo di amministrazione, ormai non più presunto, è certamente la differenza tra i residui attivi e passivi più il fondo cassa e non l’entità pari al fondo cassa al netto dei residui passivi come “segnalato” nella nota 9537. Con l’applicazione delle predette indicazioni la stragrande maggioranza delle Scuole non potrebbe più operare in quanto si troverebbe nelle condizioni finanziare di disavanzo di amministrazione;

b) i residui attivi non possono essere inseriti nell’aggregato “Z – Disponibilità da programmare” perché sono somme già impegnate per il pagamento dei contributi di legge o già liquidate con anticipi di cassa. L’inserimento dei residui attivi di competenza del MIUR nell’aggregato Z avrà come conseguenza il blocco di qualsiasi attività e progetto. L’obiettivo del MIUR, con l’indicazione di inserire l’avanzo di amministrazione determinato da residui attivi di competenza di questa Direzione Generale, va inserito opportunamente nell’aggregato “Z – disponibilità da programmare”, fino alla loro riscossione, è molto chiaramente quello di non onorare i crediti degli anni 2005/2006/2007/2008 che spettano alle scuole.

In conclusione si invitano i Dirigenti Scolastici e i Direttori dei S.G.A., ai sensi del D.I. 44/01 e per le suddette motivazioni, a non tener conto delle indicazioni della Direzione Generale per la Politica Finanziaria e per il Bilancio del MIUR nella redazione del programma annuale 2010.

Una grande giornata di lotta quella del 12 marzo contro la distruzione della scuola pubblica, una giornata di esaltante “risveglio” del popolo della scuola. Lo sciopero ha avuto una partecipazione oltre le previsioni: dai dati delle principali città, più del 50% di docenti ed Ata vi hanno partecipato, avvicinandosi al record del 17 febbraio 2000 (contro il concorsaccio, 60% di adesioni). E in piazza a Roma i docenti, Ata, studenti e cittadini erano almeno 50 mila in un corteo combattivo, indignato per le sorti della scuola ma anche ferocemente ironico contro i suoi distruttori, come hanno sottolineato gli interventi davanti al Ministero della Pubblica Istruzione, a partire da quello del portavoce dei Cobas Piero Bernocchi. Notevole la partecipazione dei precari da tutta Italia. Forte l’indignazione nei confronti della coppia Tremomti-Gelmini che sta imponendo, con il massimo di confusione e arbitrio, la distruttiva “riforma” delle superiori nonostante non sia ancora legge, mancando il parere della Corte dei Conti, la firma di Napolitano e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale: una “riforma” che non è frutto di progetti didattici, ma solo della nefasta idea che l’istruzione sia un investimento improduttivo e dunque richieda brutali tagli.

IL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, dopo aver dato il VIA, Con il Decreto Ministeriale 82 DEL 29 SETTEMBRE 2009, AI COSIDDETTI "CONTRATTI DI DISPONIBILITA” E istituito le "graduatorie prioritarie” per le supplenze temporanee per i DOCENTI E GLI ATA precari licenziati a seguito dei tagli, HA ORA EMANATO, IN DATA 17 dicembe 2009, il DM 100 CON il quale viene disciplinato l’accesso agli elenchi prioritari e parzialmente esteso il diritto ad essere inclusi nelle graduatorie prioritarie.