N.40 (Set./Ott. 2008) Giornale dei Comitati di Base della Scuola

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Guida normativa: Nelle pagine centrali il nostro consueto inserto di inizio d’anno per resistere nella scuola dell’Autonomia.
Gelmini anno zero Un ddl così ambiguo da dar ragione anche ai Cobas, pag. 4
Stato giuridico L’Aprea ci riprova, pag. 5
Debiti scolastici Le proposte Cobas, pag. 6 e 7
Didattica Riflessioni su Autonomia scolastica e libri di testo, pag. 8 e 9
Precariato Abolito per legge, pag. 10 e 11
Ata/Itp ex EELL Solo la lotta paga, pag. 12
Inidonei I pericoli del nuovo contratto di utilizzazione, pag. 12
Ccnl al tramonto Manovre concertative, pag. 14
Salari in rosso Scala mobile dove sei? pag. 15
Razzismo La disinformazione crea mostri, pag. 16
Orario di lavoro Per l’Ue fino a 65 ore, pag. 16
Fondi pensione Perdite senza fine, pag. 17

COBAS40-web.pdf 1,08 MB

DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.