N.39 (Apr./Mag. 2008) Giornale dei Comitati di Base della Scuola

Sindacalismo di base Un percorso unitario da sviluppare, pag. 2
Modelli in crisi La Scuola-Azienda al capolinea, pag. 3
Prove Invalsi Agli esami della media, pag. 4
Inique sanzioni Ritirate le punizioni, pag. 5
Nel tritacarne Continuano i guai per Tecnici e Professionali, pag. 6
Precariato Ruolo e diritti cercansi, pag.6 e 7
Relazioni sindacali Si cambia, ma in peggio, pag. 8
Casta sindacale Meno automatismi salariali e più concertazione, pag. 9
Scuole private ... e io pago, pag. 10
Università Divieto di accesso, pag. 10
Inidonei Lottare contro il rischio del licenziamento, pag. 11
Docenti e media Mostri in prima pagina, pag. 12
Costo della vita Schizofrenia concertativa, pag. 15
Il 5 x mille a Azimut Solidarietà Cobas, pag. 15

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DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.