Organi Collegiali Territoriali. La riforma del Ministro Berlinguer.

ORGANI COLLEGIALI TERRITORIALI.

 

La riforma del Ministro Berlinguer

Ma quale democrazia, per la scuola meglio decisionismo e autoritarismo

In un incontro con i sindacati all'inizio del suo mandato Berlinguer era stato chiaro: la riforma degli organi collegiali sarebbe stata l'ultima, vi erano troppe diversità in Parlamento, più di 11 proposte di legge diverse. Il ministro, però, aveva espresso con chiarezza quale sarebbe stata la filosofia a cui ispirare la riforma: " per la democrazia reale è dannoso essere in molti… troppi, la democrazia funziona meglio in pochi. " "Gli Organi Collegiali della scuola hanno sofferto per la scelta sbagliata di cercare di introdurre nella scuola la democrazia tout court mutuata dalla politica, nella scuola la democrazia deve essere la democrazia scolastica e non altro…".

A nulla sono valse le contestazione, le uniche, dei COBAS: "Signor ministro secondo la sua filosofia la monarchia è il non plus ultra della democrazia…..aggettivare la democrazia ha il significato preciso di non volerla….."

Il 22 luglio ’99 la Gazzetta ufficiale ha pubblicato il Decreto Legislativo n.233 "Riforma degli organi collegiali territoriali della scuola" con il quale il ministro ha portato a segno i suoi obiettivi.

Lo stesso ministro ha affermato trionfalmente: "La partecipazione del personale della scuola. Degli studenti e delle famiglie da pletorica, e pertanto teorica, diventa effettiva : si passa infatti, in tutto il territorio nazionale, da circa 31.000 membri a 4.300.". Ma non si tratta solo di una falcidia nel numero ma una vera e propria strage nella composizione, nella rappresentanza delle componenti, nelle modalità di elezione, nelle funzioni.

Il D.Lvo è un'altro frutto avvelenato della legge 59/97 art.21 (quella detta Bassanini fondatrice dell'autonomia aziendalistica delle scuole), ancora una volta una delega al governo, ancora una volta una interpretazione ad libitum della delega da parte del ministro. Per fortuna le delega riguardava soltanto gli Organi colleggiali territoriali. Per la riforma degli organi colleggiali nelle scuole ci si è fermati ad un testo unificato (assai pernicioso anch'esso) redatto dalla VII commissione della camera ed ancora giaciente in Parlamento.

Modalità di elezioni

Le elezioni diretta avverranno solo per il Consiglio Scolastico Locale. Sia nel Consiglio Regionale dell' Istruzione, sia nel Consiglio superiore della Pubblica Istruzione i membri elettivi vengono eletti, con elezioni di secondo livello. I membri delle componenti elettive presenti nei Consigli Scolastici Locali eleggono tra dil loro (forse sarebbe più appropriato dire scelgono) i componenti del Consiglio regionale e quelli del Consiglio superiore.

Un marchingegno farraginoso ma utile a blindare gli organi, ad impedire la presenza delle minoranze ad assicurare alle "grandi organizzazioni" di stato il dominio e il controllo assoluto degli eletti. Nel Consiglio Locale dei 14-16 eletti tra il personale della scuola bisognerà raggiungere il 25- 30% dei voti per eleggere un candidato di una lista, (liste che saranno suddivise tra insegnanti dei vari ordini di scuola, personale ATA e presidi). Altro che sbarramento al 5% o maggioritario parlamentare! Figuriamoci poi se mai una rappresentante della minoranza potrà arrivare al Consiglio regionale o a quello superiore.

Componenti

I Genitori vengono ridotti a 3 nel Consiglio locale da 7 che erano nel Distretto, impensabile che uno di loro possa arrivare ad un Consiglio regionale.

Sempre nel Consiglio locale gli Studenti, anch'essi, vengono ridotti a 3 da 7 che erano, ma per questi tre neanche vengono eletti ma "designati dalle consulte provinciali degli studenti competenti per territorio", il che la dice lunga sulla democrazia voluta da Berliguer anche tra gli studenti.

Straboccano i membri nominati dal Ministro: dei 36 componenti il Consiglio Superiore 18 (15+3) sono nominati dal ministro.

Bisogna riconoscere, però che ad alcune minoranze vengono comunque garantite presenza e partecipazione a tutti i livelli sono i rappresentanti delle scuole private, e quelli delle "organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori" (Testuale senza distinzione )

Funzioni

Su nulla gli organi collegiali deliberano o decidono, non esistono e non sono previste risorse (personale, locali, facilitazioni perla partecipazione per chi si impegna e lavora nei Consigli, budget..) a garanzia delle possibilità di funzionamento degli organi collegiali. Ancora una volta chi decide, magari dopo aver ascoltato i pareri, sono il ministro e l'amministrazione.

Particolarmente grave è lo spostamento a livello regionale, e quidi della scomparsa delle minoranze, della Commissione di disciplina. Questo organo, oggi eletto in seno la consiglio provinciale, ha il compito importante di garantire, nelle questioni disciplinari e sanzionatorie più gravi, la libertà di insegnamento, spostato a livello regionale diventa un organo inquisitorio ancora più subalterno all'amministrazione di quanto non lo sia già oggi.

Insomma il ministro ce l'ha messa proprio tutta per scoraggiare la parteciazione e l'impegno di tutte le componenti della scuola. Ci vorrà un grande lavoro a tutti i livelli, parlamentari, organizzazioni, associazioni, studenti, genitori, insegnanti, perché si disveli il carattere autoritario e antidemocratico di questi nuovi organi e si ricominci un percorso per la cotruzione dei luoghi necessari perché vi siano scelte e gestione democratiche nel sistema scolastico.

Piero Castello
Esecutivo Nazionale
Cobas scuola

 
Organi Collegiali Territoriali della scuola Durata Membri designati o nominati Membri eletti Modalità di elezione Funzioni
Consiglio Scolastico Locale 3 anni 1 responsabile dell'ufficio scolastico periferico 5 rappres. EE.LL. 5 rappres.OO. dat.di lavoro e lavoratori 3 Rapp. Studenti 14-16 personale delle scuole statali (3 o 4 insegnanti per ordine di scuola, 1 ATA, 1 D.S.) 2 scuole private d.s. o docente 2 ATA scuole private 3 genitori scuole pubbliche o private elezione diretta Essi hanno competenze consultive e propositive nei confronti dell'Amministrazione periferica e delle istituzioni scolastiche autonome in merito all'attuazione dell'autonomia, all'organizzazione scolastica sul territorio di riferimento, all'edilizia scolastica, alla circolazione delle informazioni sul territorio, alle reti di scuole, all'informatizzazione, alla distribuzione dell'offerta formativa, all'educazione permanente, all'orientamento, alla continuità tra i vari cicli dell'istruzione, all'integrazione degli alunni con handicap, all'attuazione del diritto allo studio, all'adempimento dell'obbligo di istruzione e formazione, al monitoraggio dei bisogni formativi sul territorio, al censimento delle opportunità culturali e sportive offerte al giovani.
Consiglio Regionale del l'Istruzione 3 anni 5 rappres. delle OO.rappres.dei dat.di lavoro e dei lavoratori 1 Dirigente dell'ufficio scol. regionale ? tutti presidenti dei Condigli Locali 14-16 eletti nei Consigli Locali dal personale della scuola statale (3 o 4 insegnanti per ordine di scuola, un Dir.Scol., 1 ATA) 3 eletti nei Cons. Locali per la scuola privata Elezione di II grado tra gli eletti ai Consigli Locali Esso esprime pareri obbligatori in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, di attuazione delle innovazioni ordinamentali, di distribuzione dell'offerta formativa e di integrazione tra istruzione e formazione professionale, di educazione permanente, di politiche compensative con particolare riferimento all'obbligo formativo e al diritto allo studio, di reclutamento e mobilità del personale, di attuazione degli organici funzionali d'istituto. 2. Il Consiglio esprime all'organo competente parere obbligatorio sui provvedimenti relativi al personale docente per i quali la disciplina sullo stato giuridico preveda il parere di un organo collegiale a tutela della libertà d'insegnamento.
Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione 5 anni 15 nominati dal MPI (3 designati dal CNEL e 3 dalla Conferenza Stato-Regioni) 3 Nominati dal MPI e designati da ass. scuole private e comuni 3 dalle scuole di lingua tedesca, slovena e Valle d'Aosta. 15 personale della scuola statale (una unità almeno per ogni ordine di scuola) Elezioni di II grado tra gli eletti ai Consigli Locali Il Consiglio formula proposte ed esprime pareri obbligatori:a) sugli indirizzi in materia di definizione delle politiche del personale della scuola;b) sulle direttive del Ministro in materia di valutazione del sistema dell'istruzione;c) sugli obiettivi, indirizzi e standard del sistema di istruzione definiti a livello nazionale nonché sulla quota nazionale dei curricoli dei diversi tipi e indirizzi di studio;d) sull'organizzazione generale dell'istruzione.3. Il Consiglio si pronuncia inoltre sulle materie che il Ministro ritenga di sottoporgli.4. Il Consiglio esprime, anche di propria iniziativa, pareri facoltativi su proposte di legge e in genere in materia legislativa e normativa attinente alla Pubblica Istruzione e promuove indagini conoscitive sullo stato di settori specifici dell'istruzione, i cui risultati formano oggetto di relazione al Ministro.