PRECARIATO - Da ott. 2009

Il movimento dei precari/e della scuola di nuovo in piazza il 22 settembre 2012

No al nuovo "concorsaccio", no alla deportazione degli inidonei, no alla scuola -miseria e alla scuola-quiz.

Il popolo dei precari e delle precarie della scuola, unito contro i tagli e contro il concorso del ministro Profumo, torna in piazza: in migliaia hanno attraversato Roma nella manifestazione di sabato 22, spezzando un silenzio che durava ormai da troppo tempo. Al loro fianco i Cobas che, oltre a partecipare al percorso di elaborazione e preparazione dell’evento, hanno contribuito attivamente a tutta la fase organizzativa, con la mobilitazione dalle sedi di tutta Italia e l’allestimento dei pullman per raggiungere la capitale.

Comunicato dei precari e delle precarie dei Cobas – Comitati di base della scuola

La scuola pubblica è al collasso. Usciamo da anni di tagli devastanti imposti dal duo Tremonti-Gelmini, con la perdita di più di 140.000 posti di lavoro tra il personale precario docente e ATA.  Il taglio lineare di risorse economiche e umane ha avuto e continua ad avere dirette conseguenze:

SENTENZA PRECARI COBAS

Precari

Il Giudice del Lavoro di Roma ha accolto il ricorso patrocinato dall’avvocato Marco Tavernese e sostenuto dai Cobas, condannando il Miur a risarcire in favore dei precari - a fronte dei contratti a termine illegittimamente stipulati - una somma pari a 15 mensilità di retribuzione. 
Alleghiamo una sentenza (le restanti sono assolutamente identiche).

SODDISFAZIONE PER LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI LIVORNO CHE HA RICONOSCIUTO AI PRECARI RICORRENTI, SOSTENUTI DAI COBAS, IL DIRITTO AD ESSERE ASSUNTI IN RUOLO E ALLA MATURAZIONE DEGLI SCATTI DI ANZIANITA’ DOPO 3 ANNI DI SERVIZIO

Precario

I Cobas Scuola di Livorno  esprimono soddisfazione per la sentenza del tribunale di Livorno, che ha riconosciuto ai docenti precari ricorrenti, sostenuti dalla nostra organizzazione, il diritto ad essere assunti in ruolo e alla maturazione degli scatti di anzianità dopo aver svolto tre anni di servizio. È stato affermato il principio per cui anche nella scuola i contratti a tempo determinato non possono essere reiterati senza limiti ma, dopo alcuni anni di precariato, si ha diritto ad avere prospettive certe di lavoro.

Seguendo una serie di sentenze simili espresse da diverse sedi giudiziarie in tutta Italia, ancora una volta si è riconosciuto illegittimo il comportamento dei Ministeri dell’Economia e della Pubblica Istruzione, che mantengono a tempo determinato il 15% del personale docente, al fine di risparmiare su stipendi, contributi e ferie estive. Si tratta di 117mila insegnanti, spesso con molti anni di esperienza alle spalle, che lavorano tutto l’anno come i loro colleghi di ruolo ma che percepiscono uno stipendio pari a quello di un docente al suo esordio nella scuola. Alla maggior parte dei precari viene inoltre sottoposto un contratto che scade il 30 Giugno, lasciandoli disoccupati nei mesi estivi. La percentuale di precari è ancora più alta per il personale Ata (collaboratori, tecnici e amministrativi), essenziale per il funzionamento delle scuole.

- "Code" e "pettine": evitiamo la guerra tra precari/e fomentata negli anni dai governi di centrodestra e centrosinistra -

15 ottobre palermo precari il

UNO SPETTRO S’AGGIRA TRA I PRECARI DELLA SCUOLA

E’ lo spettro del pasticcio delle “code” e del “pettine” …

    La sentenza della Corte Costituzionale n.41/2011, che ha abrogato le “code” nelle Graduatorie ad Esaurimento, sta facendo scoppiare, tra i precari della scuola, una vera e propria “guerra tra poveri”: - precari che stanno lavorando con contratti a tempo determinato nelle province del Nord, contro precari delle province del Sud rimasti disoccupati per effetto dei tagli della legge 133/’08;

- precari delle province più piccole e con meno disponibilità di posti, contro precari delle grandi province e delle aree metropolitane.

  

I PRECARI/E DELLA SCUOLA SARANNO IN PRIMA LINEA NELLO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI DI FINE ANNO

 Mentre la devastazione sistematica della scuola pubblica messa in atto dal Governo si consuma nella sostanziale indifferenza dei sindacati concertativi e delle forze di tutto l'arco istituzionale, è stata annunciata la cancellazione di altri 41mila posti di lavoro, che si sommano ai 50mila tagli dello scorso anno e agli altri 50mila circa già previsti per il 2011/2012. Ciò significa che buona parte dei precari, dopo 10/ 20 anni di lavoro verrà espulsa definitivamente dalla scuola, mentre il personale già assunto, a causa del consistente numero di sovrannumerari, si troverà ad affrontare una vita da 'precario di ruolo'. Ma questo non è tutto:una serie di false riforme, utili solo a contenere la spesa ed a tagliare le gambe alla Scuola Pubblica stanno favorendo una strisciante privatizzazione dell'istruzione statale, mentre l'azzeramento dei debiti che lo Stato ha accumulato nei confronti delle scuole che hanno dovuto anticipare soldi di finanziamenti mai arrivati, sta mettendo in ginocchio l'intero sistema scolastico, che non ha più liquidi né per il pagamento delle supplenze né per affrontare le minime spese correnti . Accanto a questo, poi, l'aumento del numero degli alunni per classe, l'eliminazione delle sperimentazioni nei licei, la riduzione del numero delle ore di insegnamento nei tecnici e professionali, la scomparsa di intere classi di concorso, stanno compromettendo definitivamente la qualità dell'insegnamento e la possibilità che la scuola sia elemento centrale nel percorso formativo delle nuove generazioni. Per questi motivi la proclamazione dello sciopero degli scrutini di fine anno scolastico, fatta dai Cobas Scuola, non può che essere una scelta condivisa dai precari, visto che accoglie una richiesta che viene da tutto il mondo del precariato organizzato. L'Assemblea Nazionale dei precari scuola del 31 gennaio a Napoli si era data infatti questo obiettivo di lotta e la richiesta di proclamare uno sciopero degli scrutini è stata poi ribadita con forza negli interventi che hanno concluso la manifestazione nazionale del 12 marzo a Roma. Da quella data, dal Veneto alla Sicilia, sono stati lanciati ulteriori appelli per la proclamazione dello sciopero. Oggi abbiamo lo strumento per rendere la fine d'anno scolastico veramente turbolenta; ci vogliono invisibili, noi cercheremo di conquistare il massimo di visibilità e lanceremo un segnale forte a questo governo e a quelle forze che con il loro silenzio si sono rese complici della devastazione della scuola pubblica statale.   I precari dovranno essere in prima linea e per questo facciamo appello a tutti i comitati, coordinamenti, organizzazioni e singoli per condividere con noi un calendario di iniziative che da domani fino a giugno dovranno informare e mobilitare tutto il mondo della scuola in vista dello sciopero degli scrutini. A questo proposito proponiamo: 1) Assemblee provinciali da tenere nell'ultima settimana di aprile per informare i colleghi e le colleghe, diffondendo il Vademecum sullo sciopero (a cura dei Cobas) che servirà a fugare i dubbi e le menzogne; per convocare la stampa e le televisioni locali affinché si dia spazio allo sciopero anche nelle cronache provinciali e regionali; 2) Agli inizi di maggio conferenza stampa nazionale a Roma sullo sciopero di fine anno con la presenza di delegati da tutt'Italia, e a seguire riunione nazionale degli stessi per discutere dello stato della mobilitazione e per decidere ulteriori iniziative da mettere in campo; 3) In occasione dell'uscita degli organici, presidi sotto gli Uffici scolastici provinciali e/o regionali; 4)Da quella data sino allo sciopero degli scrutini, picchetti, assemblee, volantinaggi, sit-in, banchetti per continuare il lavoro di informazione e coinvolgimento di tutto il mondo della scuola   Si invitano tutti i coordinamenti, comitati, collettivi, realtà organizzate a sottoscrivere questo appello in modo che si possa inviare agli organi di stampa un comunicato congiunto e condiviso che dimostri l'unità dei precari contro le politiche scolastiche in atto. Precari Scuola Cobas   Per comunicazioni, info, adesioni:   http://retecomitatiprecariscuola.netsons.org/forum/ Gruppo facebook: sciopero degli scrutini di fine anno precaridisalernoinlotta@gmail.com 349 2344625

DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.