L'ingordigia del governo e di Cgil-Cisl-Uil sul TFR

Comunicato-stampa

 

Il governo, ancora non sazio della pesantissima Finanziaria e del vistoso aumento di introiti dalla tassazione degli ultimi mesi, insiste nella "spremitura" dei salariati e dei pensionati. Mentre si annuncia un'ulteriore attacco a pensioni già drammaticamente decurtate dalla "riforma" Dini e dopo aver avviato, con la trappola del silenzio/assenso, lo scippo del TFR nel settore privato, in un delirio di ingordigia oggi il governo, tramite il ministro Nicolais, annuncia che nel giro di un paio di giorni sarà pronto un provvedimento per sottrarre anche ai dipendenti pubblici la propria liquidazione.

Ancora una volta il governo Prodi si dimostra alleato e complice della Confindustria e del grande capitale finanziario quanto e più di Berlusconi che aveva messo in conto lo scippo del TFR per il 2008 nel settore privato e non prima del 2010 per il pubblico.

Addirittura entusiasti Cgil-Cisl-Uil per questa iniziativa che - parole del segretario Uil Angeletti - "renderà giustizia ai lavoratori pubblici". In realtà sono i sindacati concertativi a portare a compimento, grazie al governo amico, l'affare del secolo: se per il TFR del settore privato si calcolavano circa 20 miliardi di euro annuali da amministrare di concerto con i padroni nei Consigli di gestione dei Fondi pensione, figuriamoci che somma colossale avranno tra le mani se vi si aggiungeranno le liquidazioni del Pubblico impiego.

Ma, dal punto di vista dei lavoratori/trici, i Fondi sono solo investimenti speculativi sul mercato finanziario che da un giorno all'altro possono fallire, come è capitato a famosissimi e apparentemente potenti Fondi negli USA e altrove.

Non abbandoniamo la certezza della nostra liquidazione, non consegniamo il nostro TFR alla speculazione finanziaria, organizziamo anche nel pubblico impiego la difesa del TFR e il boicottaggio dei fondi-pensione privati.

 

Piero Bernocchi

portavoce nazionale Cobas - Comitati di base della scuola