Conflitti d'interesse

Previdenza Flash

 

Affari sindacali & conflitti d’interesse

“La Cisl ha ceduto al partner americano il 34,6% di Unionvita, la compagnia di assicurazioni costituita nel '94 insieme con Alico, compagnia vita del colosso statunitense Aig. Allora l'operazione fu voluta dal segretario del tempo, Sergio D'Antoni, e gestita dal suo braccio destro Luigi Cocilovo. L'obiettivo dichiarato era quello di lanciare alla grande la Cisl nella previdenza integrativa, attraverso la partnership con una multinazionale tra le più forti al mondo. La Cisl investì allora circa 9 miliardi di lire per il 50% della compagnia. E da allora ha espresso il presidente (prima lo stesso Cocilovo, poi Melino Pillitteri) … Unionvita è presente in Fonchim come uno dei gestori del fondo dei lavoratori chimici”. Se “qualunque fondo pensione di categoria (costituito dai sindacati e dalle imprese) avesse scelto tra i propri gestori Unionvita avrebbe attirato sulla Cisl il sospetto di aver favorito la compagnia di proprietà” ed essendo “chiaro che la Cisl si trovava nel conflitto d'interessi di dover da un lato operare affinché i fondi scegliessero i gestori migliori e dall'altro di tener conto della necessità di promuovere Unionvita … così il sindacato di via Po, che nel frattempo è sceso nel capitale della compagnia dal 50 al 35% circa, ha alla fine scelto di mollare tutto ... Dalla vendita agli americani, alla fine di una «trattativa estenuante - dice Bonfanti -, la Cisl ha ricavato 11 milioni di euro”
(CorriereEconomia, 12/3/2007). Unionvita, oltre a Fonchim, gestisce Unionfondo, un fondo pensione aperto.

Rocco Carannante, tesoriere della Uil e membro della segreteria nazionale Uil, dal 2000 è membro del CdA dell’Unipol, è nel CdA del fondo pensione Previambiente (Igiene ambientale e settori affini) e fa parte del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inpdap dal 1995.

Graziano Trerè, ex segretario organizzativo e segreteria nazionale Cisl, amministratore unico Ial Cisl (ente di formazione professionale), fa parte del consiglio di amministrazione di Unipol dal 1998 ad oggi. Trerè, in occasione della vicenda Consorte/Unipol, ha dichiarato che anche la Cgil, pur essendo uscita dal CdA di Unipol nel 1999, rimane azionista della stessa Unipol come la Cisl e la Uil. L’Unipol“gestisce 16 mandati sui 43 fondi collettivi che risultavano autorizzati dalla Covip al 30 giugno dello scorso anno”
(Il Sole 24 Ore, 9/1/2007).

“Non capiamo per quale motivo i datori di lavoro devono gestire una parte dei risparmi dei lavoratori (la legge prevede che la metà dei posti del consiglio di amministrazione dei fondi chiusi di categoria siano riservati ai rappresentati dei datori di lavoro).Noi crediamo che ogni lavoratore deve essere libero di decidere a chi affidare i suoi risparmi, con piena effettiva libertà di scelta, senza alcun vincolo (o trappola) imposto dal sindacato e dai datori di lavoro, avvallato dai partiti politici che hanno approvato la legge ...L'art. 5 comma 1 del Decreto Legislativo n. 252/2005 stabilisce che la metà dei posti nei consigli di amministrazione dei fondi chiusi di categoria sono riservati ai rappresentanti dei lavoratori, cioè ai sindacati.È evidente (e sta accadendo in molte aziende) che il sindacato consigli quindi di aderire ai fondi di categoria, addirittura l'unico che c'è in ogni settore e che dà diritto al contributo aggiuntivo del datore di lavoro, come prevedono i contratti nazionali di lavoro.Quindi in ogni settore (commercio, industria, chimica, etc.) c'è un monopolio di fatto, il lavoratore ha poca scelta.Se il lavoratore si rende conto che ci sono altri fondi, anche ditipo negoziale gestiti dai sindacati, per lui più convenienti (rendimenti maggiori e/o costi minori), può fare ben poco, e ilsindacato gli dirà che, ovviamente per il suo bene, gli conviene aderire al fondo negoziale di categoria.Quindi anche qui c'è un bel conflitto di interessi fra i sindacalisti di professione e i lavoratori,al punto che i lavoratori non hanno neanche la libertà di scelta fra i vari fondi di categoria gestiti dai sindacati!D'altronde, fino a pochi fa, i segretari nazionali dei grandi sindacati erano a turno presidenti dell'Inps, abituati al monopolio, e la mentalità è quella.Resta per noi da capire cosa c'entra tutto ciò con l'interesse dei lavoratori, che dovrebbe essere l'obiettivo numero 1 (se non l'unico) del sindacato”
(www.TuaPensione.it).

 

Arbitri di parte
Secondo Luigi Scimìa, presidente della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione - Covip, l’authority che dovrebbe vigilare sui fondi pensione, se i lavoratori si rifiuteranno di dare il Tfr ai fondi pensione, “tra due o tre anni bisognerà intervenire … rendendo obbligatoria l’adesione” (Il Sole 24 Ore, 14/4/2007). 
Luigi Scimìa, ex presidente del fondo pensione Bnl (che tra l’altro, naviga da qualche anno in cattive acque) “vigila” su qualcosa che ha diretto fino a poco tempo fa e più che da controllore agisce da agente pubblicitario dei fondi pensione.
Per altro “il fatto che ci sia la Covip a vigilare secondo noi non è sufficiente, perché nei casi Parmalat, Cirio, Argentina, Giacomelli, Finmatica, Finpart, etc., la presenza di varie autorità di controllo (Consob, Banca d’Italia, Società di revisione, Società di rating, etc.) non ha impedito che centinaia di migliaia di risparmiatori ci rimettessero i loro soldi”
(www.TuaPensione.it)