Docenti “idonei ad altri compiti” Convegno e Incontro al MIUR

Docenti “idonei ad altri compiti” Convegno e Incontro al MIUR

Un successo insperato/Un ottimo riconoscimento

per i Cobas, per il Cesp e per i colleghi e le colleghe

“ idonei ad altri compiti”

Il convegno Cesp di ieri, 20 aprile 2012, è iniziato sotto difficili auspici per i partecipanti all’incontro ( docenti utilizzati in altri compiti per motivi di salute). Le pessime condizioni meteorologiche e lo sciopero dei mezzi, non solo non hanno facilitato la presenza dei docenti, ma hanno obbligato molti insegnanti a rimanere a casa, per non rischiare di sommare malanno a malanno. Nonostante questo, 70 colleghi e colleghe si sono ritrovati a Roma, presso la Casa delle Culture, arrivando anche da altre regioni ( Veneto- Friuli-Toscana-Campania-Sardegna) e si sono confrontati/e sulle molteplici problematiche riguardanti la propria permanenza nella scuola e sui nodi che ancora rimangono aperti a nove mesi dalla prima manovra finanziaria di luglio.

Nell’incontro ( relatori Anna Grazia Stammati-  presidente del CESP, Marco Barone- avvocato Cobas, Luigi Satta- rappresentante del Copdus, coordinatori Titti Mazzacane e Filippo Agostini) si è discusso nel merito: 1) delle inique norme che hanno disciplinato da luglio ad oggi il passaggio nei profili ATA dei docenti idonei ad altri compiti, così come previsto dalla manovra finanziaria; 2) della incomprensibile revoca del pensionamento per motivi di salute ( la cosiddetta dispensa) attuata solo per alcuni colleghi/e e su alcuni territori, con il rientro forzato sul posto di lavoro, nonostante  liquidazione e stipendi già ricevuti; 3) dell’assoluta mancanza di informazione sulle procedure di mobilità’ forzata’ sui ruoli amministrativi dello stato , delle agenzie, degli enti locali, etc., cui saranno sottoposti, obbligatoriamente, i restanti docenti utilizzati su mansioni diverse da quelle dell’insegnamento. A questo proposito è stato sottolineata, attraverso un ampio excursus normativo, l’impossibilità di procedere a qualunque forma “ imposta” di mobilità intercompartimentale del personale, in presenza di precise norme contrattuali che la regolamentano, perché questo aprirebbe un contenzioso lungo, dispendioso  e non utile.

A metà mattinata, così come previsto, i docenti si sono recati, sotto una pioggia battente, al MIUR a Viale Trastevere, dove era stato indetto un sit-in e chiesto un incontro al Ministro e ai suoi più stretti collaboratori. Dopo una lunga attesa e qualche momento di tensione tra  i manifestanti e le forze dell’ordine, una delegazione di quattro docenti ( Cobas e colleghi “ idonei ad altri compiti”), è stata  ricevuta dal Vice Capo di Gabinetto e Dirigente Generale presso gli Uffici di diretta collaborazione del ministro, Dott.ssa Sabrina BONO e dal Capo Segreteria del Ministro, Dott. Giuseppe COSENTINO, alla presenza della responsabile delle relazioni sindacali, Dott.ssa Caterina DE LUCA.

I dirigenti presenti hanno affermato che il colloquio avveniva dopo una diretta consultazione con lo stesso Ministro e che l’incontro era da ritenersi ‘ Politico più che Tecnico’. Dopo aver ascoltato con interesse ed attenzione tutte le problematiche rappresentate dalla delegazione, i dirigenti, in particolare per quanto riguarda la questione relativa ai provvedimenti di annullamento delle dispense, prima di fornire le dovute risposte  si sono consultati anche con altri dirigenti ministeriali. Il dottor Cosentino ha affermato che il ministro è molto attento alle questioni poste dal personale “idoneo ad altri compiti” e in particolare al fenomeno del burnout, strettamente legato alla  specificità della funzione docente. In tal senso è facilmente comprensibile la posizione di voler collegare il lavoro del personale “ idoneo ad altri compiti” con una funzione specifica strettamente connessa con la docenza, pur se il posto non è ritenuto in ‘organico di diritto’. Tutto questo si collega con il superamento della stessa differenza tra organico di diritto e organico di fatto; ciononostante  al momento vi sono vincoli rigidissimi che determinano l’esigenza di non far aumentare il numero degli alunni per classe, anche se, in relazione a quanto posto sul rispetto della norma contrattuale, l’amministrazione non vuole certo incorrere in lunghi contenziosi.

La delegazione ha tenuto a ribadire, a scanso di equivoci,che pur rientrando gli “ idonei ad altri compiti” in quelle figure professionali già individuate dagli stessi decreti delegati del ’74 ( come figure di supporto alla funzione docente) e ricomprese in successive leggi e  contratti nazionali, ciò non significa certo che il campo si possa allargare sino a potervi inglobare, oggi,  il multiforme mondo di quelle nuove figure istituite di fatto dall’autonomia scolastica, ma non normate contrattualmente ( vedi lo staff dirigenziale e la pletora delle nuove figure di coordinatori – di materie, di dipartimento e quant’altro-), che non hanno nulla a che vedere con la specificità di una funzione come quella espletata dai docenti “idonei ad altri compiti”.

La dott.ssa Bono, nell’articolazione delle sue risposte  ha riportato quanto dichiarato telefonicamente dal dottor Chiappetta in merito ai provvedimenti di sospensione delle pensioni per malattia ( dispense ): “ i provvedimenti sono stati attuati in prima istanza nel Lazio ( la cui ragioneria ha anche richiesto il richiamo a visita), ma la decisone è stata presa dal MEF e non dalla ragioneria territoriale, tanto che il provvedimento sarà a breve esteso all’intero territorio nazionale”. La delegazione Cobas ha dissentito con fermezza ma pacatezza con quanto riportato, perché, dai precedenti, specifici, colloqui intercorsi con la direzione provinciale del tesoro, l’iter emerso è stato invece diverso da quello riportato.

Nonostante le posizioni anche divergenti, il Dottor Cosentino ha affermato che pur non  potendosi prevedere la presenza di una delegazione Cobas al tavolo della trattativa ( così come chiesto dai presenti ), dopo la presentazione di un documento con i punti trattati nell’incontro, sarà possibile mettere in campo un nuovo appuntamento e saranno trovate le modalità per una successiva consultazione.

Al termine dell’incontro la delegazione si è riunita con i colleghi e le colleghe che, nel frattempo erano ritornati nella sala del Convegno, ed è stata fatta insieme una valutazione dell’incontro.

La posizione dell’amministrazione ha in realtà sorpreso un po’ tutti ( ed ha avuto un grande impatto sui partecipanti), perché si è trattato sicuramente di un riconoscimento per le modalità, la correttezza e la competenza con cui i Cobas, unitamente ai colleghi e alle colleghe direttamente interessati/e, stanno portando avanti la battaglia in difesa dei diritti del personale “ idoneo ad altri compiti” ( persino i funzionari, durante il colloquio hanno cominciato ad usare questa definizione al posto di inidonei). Da questa estate ad oggi infatti, i Cobas hanno risposto mossa su mossa a tutti i passaggi normativi messi in campo e, in alcuni momenti, hanno costretto ad uscire allo scoperto sia l’amministrazione che le organizzazioni sindacali.

Al termine della giornata si è stabilito che tutti i colleghi e le colleghe “ idonei ad altri compiti” che non hanno sino ad ora presentato la diffida nei confronti dell’amministrazione, per non essere spostati ‘forzatamente’ dal proprio posto, in previsione della mobilità intercompartimentale, lo faranno ora, in previsione delle consultazioni in atto tra la Funzione Pubblica e i vari ministeri, al fine del reperimento dei posti necessari per iniziare tale procedura.

 

Anna Grazia Stammati

( presidente cesp-esecutivo nazionale Cobas)