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Esempio di diffida

Esempio di diffida al Dirigente Scolastico per il rispetto degli obblighi di lavoro del personale docente

Al sig.

DIRIGENTE SCOLASTICO
SEDE

OGGETTO: obblighi di lavoro del personale docente- diffida formale.

L’art. 24 - comma “4” del CCNL 99 –“Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – Comparto Scuola”, pubblicato nel S.O. della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 133 del 9 giugno 1999 stabilisce che “gli obblighi di lavoro del personale docente sono funzionali all’orario di servizio stabilito dal piano delle attività e sono finalizzate allo svolgimento delle attività di insegnamento e di tutte le ulteriori attività di programmazione, ricerca, valutazione e documentazione necessarie all’efficace svolgimento dei processi formativi”.

Il Capo d'Istituto predispone questo piano (art. 24 CCNL 99), "sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali e i conseguenti impegni del personale docente che può prevedere attività aggiuntive". Il piano è ”deliberato dal collegio dei docenti nel quadro della programmazione” fatta salva la possibilità da parte dello stesso organo di modificarlo nel corso dell’anno scolastico per far fronte a nuove esigenze.

Gli impegni programmati nel piano delle attività sono quindi obbligo di lavoro. Tale obbligo si colloca nell'ambito dell'art. 42 del CCNL 95 -Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – Comparto Scuola pubblicato nel S.O. della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 207 del 5 settembre 1995 dove si stabilisce che gli obblighi di lavoro si articolano in attività di insegnamento, attività funzionali all’insegnamento ed attività aggiuntive.

Fra le attività funzionali all’insegnamento rientrano le “attività di carattere collegiale”. A norma del punto 3 - comma b dell’art. 42 succitato “gli obblighi relativi a queste attività sono programmati secondo criteri stabiliti dal collegio dei docenti …in modo da prevedere un impegno non superiore alle 40 ore annue”.

È quindi acclarato che le prestazioni relative alle attività funzionali all'insegnamento e alle attività aggiuntive si effettuano secondo modalità e tempi stabiliti dal piano annuale delle attività deliberato all’inizio dell’anno scolastico dal collegio dei docenti, e non possono superare il limite di 40 ore annuali. Gli impegni contenuti nel piano delle attività costituiscono tutti gli obblighi di lavoro del personale docente oltre i quali il Dirigente Scolastico non può imporre alcuna presenza a scuola.

È altresì acclarato che eventuali impegni di lavoro eccedenti le 40 ore debbono essere retribuite a norma dell’art. 25 del CCNL –99, in base alla tabella oraria, oppure in modo "forfettario" (art. 30 c. 2 del CCNI/99)

Le scriventi Organizzazioni Sindacali (COBAS- scuola, CISL-scuola) ed R.S.U. d’Istituto, per quanto riguarda questo Istituto Comprensivo, rilevano quanto segue:

la S.V. ha omesso di predisporre, prima dell’inizio delle lezioni, il piano annuale delle attività previsto dall’art. 24 comma 4 del CCNL/99, piano che non è stato quindi deliberato dal collegio;

ciò nonostante, la S.V. ha impegnato i docenti di questo Istituto in attività aggiuntive per un monte ore di gran lunga eccedente le 40 previste dall’ordinamento;

c.       l'utilizzazione del personale nelle attività aggiuntive è stata fatta in assenza della trattativa con la RSU come previsto dall'art. 3, comma 1 lett. a, lett. e CCNL 2001

Giusti i motivi di cui sopra questa le scriventi Organizzazioni Sindacali ed R.S.U; d’Istituto, invitano la S.V. al rispetto integrale di tutte le norme contrattuali che regolano la materia relativa agli obblighi di servizio del personale docente in quanto non è legittima l'autonoma iniziativa del Dirigente, e contestualmente diffidano dall’imporre ai docenti, anche nel periodo di sospensione delle lezioni, prestazioni lavorative eccedenti l’orario previsto dall’ordinamento.

Sono fatti salvi i diritti del personale interessato per quanto riguarda il pagamento delle ore di lavoro già prestate.

Con riserva di ogni altro eventuale atto a tutela dei legittimi interessi dei lavoratori interessati.

Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.

zombie

TRIONFA LA SCUOLA-MISERIA: BLOCCO DI CONTRATTI E SCATTI A TUTTO IL 2014,  ATTACCATI DOCENTI INIDONEI E SOSTEGNO, MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI TRA I PRECARI 

Come se non bastassero i tagli dei posti (20.000 di docenti e 15.000 di ATA) previsti dalla legge 133 per il 211-2112 il decreto legge con il quale il governo ha varato la manovra 2011 prosegue l’immiserimento della scuola pubblica. Ecco le misure previste nell’art. 19 del decreto:

 Blocco dei contratti e degli scatti di anzianità fino a tutto il 2014 : con la scusa di premiare il cosiddetto “merito”  gli stipendi di docenti ed Ata, già bloccati fino al 2013, lo saranno per un anno in più.

Migliaia di docenti inidonei costretti a trasformarsi in impiegati o a subire l’esodo verso altre amministrazioni: i circa 5.000 insegnanti inidonei hanno 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto per chiedere di divenire assistenti amministrativi o tecnici nella provincia di appartenenza. E se non si fa domanda o se in provincia non ci sono posti  mobilità forzata anche in altra regione o verso altri comparti.

Nessun ruolo e licenziamento di massa degli assistenti amministrativi e tecnici precari: se la quasi totalità dei docenti inidonei assumerà i ruoli di assistenti amministrativi o tecnici  spariranno i posti disponibili per le immissioni in ruolo e molti di quelli per gli incarichi e di conseguenza a migliaia saranno i precari licenziati.

Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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