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Bertagna I, Bertagna II- la sostanza resta identica

BERTAGNA I, BERTAGNA II: la sostanza resta identica.  

La proposta di riforma dei cicli scolatici così come emerge dal documento finale redatto dalla commissione Bertagna non varia sostanzialmente dal precedente, anzi il carattere sintetico evidenzia maggiormente il duro attacco alla scuola pubblica, i tagli a cui viene sottoposta, l'immiserimento e la banalizzazione dell'intero percorso scolastico.

Taglio di un anno alle scuole superiori. Da 5 a 4 anni (seppure in forma problematica e negativa è prevista l'opzione di i 5 anni per i licei).


Taglio drastico delle ore di lezione in tutti gli ordini di scuola: 825 ore annue (660 di curricolo nazionale 165 curriculo locale) per tutti gli ordini di scuola (Elementari da 27/30/40 a 25 ore settimanali; Medie da 30/40 a 25 ore settimanali; Superiori da 32/40 a 25 settimanali) più le eventuali da 0 a 300 ore facoltative annue nei laboratori a pagamento. 


Cancellazione del tempo pieno e del tempo prolungato: il documento prevede infatti 25 ore di lezione alla settimana in tutte le classi (comprese quindi quelle organizzate oggi a tempo pieno a 40 ore settimanali). I genitori  che vorranno il tempo pieno per i figli dovranno pagare la differenza!
Il tempo pieno, conquistato attraverso momenti di lotta, nasce, non solo come esigenza sociale, ma anche e soprattutto come modello pedagogico ben preciso. E' il contesto dove ancora è possibile rispettare i tempi dei bambini, la crescita armonica di tutta la personalità, stabilire relazioni significative sul piano personale e cognitivo. Una famiglia su quattro ha scelto quest'anno il tempo pieno, e sono 573 mila gli alunni che lo frequentano e in continuo aumento è la richiesta da parte dei genitori.


Cancellazione del valore legale dei titoli di studio: nei licei si conseguono titoli non professionalizzanti e non terminali, soltanto propedeutici agli studi universitari. Lo stesso accesso all'università sarà condizionato al superamento di prove ineludibili, sempre più accanite e selettive.


Ritornodell'insegnante unico/prevalente nella scuola elementare


Valutazione del comportamento degli alunni da registrare anche come debito formativo e causa di bocciatura.


Imposizione della scelta a 12/13 anni tra istruzione e formazione / apprendistato professionale per operare il più presto la selezione tra "i migliori" e "gli altri" ( sul modello tedesco che prevede il "doppio binario" e che si sta rivelando un autentico disastro).


Un'orgia continua di valutazioni anche in condotta: prove prevalentemente eterodirette a detrimento del processo insegnamento/ apprendimento e della stessa relazione educativa, per un insegnamento sempre più trasmissivo ed autoritario.

Conteggio degli esuberi annui  in seguito alla proposta della commissione Bertagna (fonte: Italia Oggi del4/XII/2001)Taglio ultimo anno della secondariaRiduzione orario alle 4 classi secondariaRiduzione orario e taglio T.P. scuole medieRiduzione orario e taglio T.P. scuole elementariPersonale ATAIstituti Profess. stataliTotale40.92227.99022.18936.0003.0006.000136.101

DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.