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Appello per lo sciopero generale della scuola contro la riforma moratti

DEMORATTIZZIAMO LA SCUOLARIFORMA moratti BOCCIATA

APPELLO PER LO SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

CONTRO LA “RIFORMA” MORATTI

Nello scorso anno scolastico un grande movimento di docenti, Ata, studenti, genitori e cittadini si è mobilitato incessantemente per fermare la distruttiva controriforma Moratti e in particolare lo smantellamento del tempo pieno e prolungato, la disgregazione della scuola elementare, la precarizzazione generalizzata del lavoro, la separazione tra la scuola e l’avviamento “al mestiere”, la massiccia riduzione dei posti di lavoro.

Per la prima volta, nella pluridecennale lotta in difesa della scuola pubblica e per il suo miglioramento, la partecipazione alle lotte dei cittadini e dei “non addetti” ai lavori, soprattutto nelle vesti di genitori, è stata massiccia e trainante: centinaia di migliaia di persone sono scese ripetutamente in piazza, estendendo la loro protesta verso tutto il progetto privatizzante e mercificante della Moratti e del governo Berlusconi.

Unico punto debole di tale mobilitazione è stata l’assenza di quel grande sciopero generale unitario di tutto il personale della scuola dalla materna all’università richiesto a gran voce da tutti i protagonisti delle lotte. I Cobas avevano cercato di giungere a tale sciopero, facendo appello a tutte le strutture sindacali che si erano dichiarate ostili al progetto morattiano e, solo dopo aver preso atto della non-volontà di promuovere tale sciopero da parte delle altre organizzazioni, se ne erano assunti la responsabilità, non riuscendo però da soli a far esprimere la coralità di tutta la categoria che si oppone alla politica scolastica della Moratti.

 La ministra e Berlusconi hanno sfruttato questo punto debole del movimento, diffondendo la tesi secondo la quale le iniziative dello scorso anno erano “proteste della sinistra massimalista” che “strumentalizzava” ogni argomento per “fare la guerra al governo”: e a riprova di tale tesi, segnalava appunto come “la maggioranza dei docenti” non avesse scioperato contro la riforma.

Così, anche se il cammino della controriforma è stato rallentato, la ripresa dell’anno scolastico vede la Moratti ed il suo “esercito” di funzionari ministeriali, “governatori” regionali e dirigenti scolastici scatenati per imporre comunque la “riforma”, in barba a leggi e decreti, e in nome dell’arbitrio, dell’illegalità, del sopruso e dell’aggressività più sfrontati.

Questi due mesi saranno decisivi per le sorti dello scontro tra i sostenitori della scuola-azienda e dell’istruzione-merce e coloro che vogliono difendere e migliorare la “scuola di tutti/e e per tutti/e”. A tal fine, la massima partecipazione popolare in difesa della scuola pubblica è decisiva e dobbiamo fare tutti/e ogni sforzo per ottenerla. Ma ai docenti ed Ata spetta il compito cruciale di esprimere l’opposizione della grande maggioranza della categoria alla “riforma Moratti” e di chiederne inequivocabilmente la cancellazione, utilizzando lo strumento “storico” dei lavoratori/trici.

PER QUESTO RIVOLGIAMO UN APPELLO A TUTTI I SINDACATI DEI DOCENTI ED ATA CHE SI SONO ESPRESSI CONTRO LA “RIFORMA”, A TUTTE LE STRUTTURE AUTORGANIZZATE, AI COORDINAMENTI E AI COMITATI PERCHE’ SI PROGRAMMI E SI ORGANIZZI INSIEME, CON MODALITA’ COMUNI, LO SCIOPERO GENERALE DI TUTTA LA SCUOLA, IN TEMPI RAPIDI, PER BLOCCARE PER UN GIORNO TUTTI GLI ISTITUTI SCOLASTICI, PER PORTARE IN PIAZZA CENTINAIA DI MIGLIAIA DI LAVORATORI/TRICI E CITTADINI, PER BATTERE LA CONTRORIFORMA MORATTI.

DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.