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SODDISFAZIONE PER LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI LIVORNO CHE HA RICONOSCIUTO AI PRECARI RICORRENTI, SOSTENUTI DAI COBAS, IL DIRITTO AD ESSERE ASSUNTI IN RUOLO E ALLA MATURAZIONE DEGLI SCATTI DI ANZIANITA’ DOPO 3 ANNI DI SERVIZIO

Precario

I Cobas Scuola di Livorno  esprimono soddisfazione per la sentenza del tribunale di Livorno, che ha riconosciuto ai docenti precari ricorrenti, sostenuti dalla nostra organizzazione, il diritto ad essere assunti in ruolo e alla maturazione degli scatti di anzianità dopo aver svolto tre anni di servizio. È stato affermato il principio per cui anche nella scuola i contratti a tempo determinato non possono essere reiterati senza limiti ma, dopo alcuni anni di precariato, si ha diritto ad avere prospettive certe di lavoro.

Seguendo una serie di sentenze simili espresse da diverse sedi giudiziarie in tutta Italia, ancora una volta si è riconosciuto illegittimo il comportamento dei Ministeri dell’Economia e della Pubblica Istruzione, che mantengono a tempo determinato il 15% del personale docente, al fine di risparmiare su stipendi, contributi e ferie estive. Si tratta di 117mila insegnanti, spesso con molti anni di esperienza alle spalle, che lavorano tutto l’anno come i loro colleghi di ruolo ma che percepiscono uno stipendio pari a quello di un docente al suo esordio nella scuola. Alla maggior parte dei precari viene inoltre sottoposto un contratto che scade il 30 Giugno, lasciandoli disoccupati nei mesi estivi. La percentuale di precari è ancora più alta per il personale Ata (collaboratori, tecnici e amministrativi), essenziale per il funzionamento delle scuole.

Nonostante questo risultato positivo, siamo consapevoli che la lotta contro il dilagare del precariato nella scuola è ben lungi da essere terminata. Proprio nei giorni scorsi, il governo Berlusconi, per fronteggiare le ondate di ricorsi che si stanno abbattendo sul Ministero dell’Economia, ha approvato il decreto sullo sviluppo, che prevede, tra l’altro, norme che ribadiscono il ricorso a contratti a tempo determinato nella scuola e la negazione degli scatti di anzianità, motivandolo con presunte necessità organizzative. Per vanificare i ricorsi saranno però costretti ad incrementare il numero delle immissioni in ruolo rispetto agli ultimi due anni. Staremo a vedere ma questo risultato, anche se parziale,  è senz’altro  attribuibile ai ricorsi e a chi come  i  Cobas li hanno promossi .

Continueranno a sostenere i docenti precari vincitori della sentenza del Tribunale di Livorno in occasione dell’appello chiesto dal Ministero dell’Istruzione e ringraziamo l’avv. Marco Guercio per l’ottimo lavoro fin qui svolto, lavoro che proseguirà presso il tribunale di Lucca con l’udienza del 26 Maggio e presso quello di Pisa il 5 Luglio con il primo  dei tre ricorsi di docenti ed ATA o intrapreso.Un altro gruppo di ricorsi sarà invece di nuovo discusso prossimamente a Livorno.

Siamo consapevoli che , dopo l’approvazione del decreto sullo sviluppo, la strada dei ricorsi è in salita, ma, come Cobas, continueremo a batterci  sul piano legale e con tutte le forme di lotta possibili, a partire dal blocco degli scrutini programmato a Giugno, contro i tagli dei posti di lavoro e i licenziamenti di massa e  per l’aumento degli organici e  l’immissione in ruolo dei precari su tutti i posti vacanti e disponibili.

DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.