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Le favole di Espero

Rendimenti & tassi

Scrive Espero: “Maggior rendimento rispetto al Tfr. Anche se è difficile fare previsioni ... il rendimento nel medio periodo delle risorse conferite in gestione ai fondi è da considerarsi superiore a quello riconosciuto per legge al Tfr“.
Non è vero. Se integriamo i dati provvisori - pubblicati a marzo dalla Covip, la Commissione di Vigilanza sui fondi Pensione - relativi al periodo 2003/2006 (molto favorevoli ai fondi, tanto che si citano solo questi senza completarli con quelli precedenti) con quelli relativi al periodo 2000/2002 scopriamo che il rendimento complessivo dei Fondi chiusi nei 7 anni presi in considerazione risulta ancora inferiore alla corrispondente rivalutazione del Tfr, a causa delle evidenti oscillazioni dei primi a confronto con il più lento ma sempre positivo andamento del secondo.
Oscillazioni che certamente non depongono a favore dell’affidabilità nel tempo dei fondi, ragion per cui qualche malizioso sostiene che anche l’anticipo al 2007 del meccanismo del silenzio/assenso (che non è attualmente applicabile ai dipendenti pubblici) sia da collegare a un prevedibile calo dei mercati borsisitci fin dai prossimi mesi (come, per altro, preannuncia anche Il Sole 24 Ore nel dossier di lunedì 30 aprile) che avrebbe reso evidente quanto poco hanno a che fare i fondi con la pre-videnza.
Inoltre per dare un tono di scientificità a queste previsioni Espero ha preparato delle “simulazioni costruite su ipotesi ragionate e aggiornate” tra le quali spiccano la rivalutazione annua del Tfr del 3,15% e un “prudenziale” rendimento annuo del fondo pari al 4,15%. Ovviamente, partendo da questi presupposti tutte le simulazioni non possono che risultare favorevoli alla scelta del fondo, ma, come già abbiamo visto, nessuna fonte ha rilevato rendimenti così elevati e stabili. 
Per altro, i commenti delle diverse simulazioni hanno questo tenore: "ha un'elevata convenienza", "difende il suo stile di vita", "i vantaggi nell'aderire sono visibili", "la convenienza ad aderire ... è più che evidente", "fruirà di un secondo capitale accumulato" senza neppure esserci un cenno alle stime della stessa Covip (Relazione annuale per il 2004, giugno 2005) che ha rivisto al ribasso il tasso di sostituzione - cioè il rapporto percentuale tra ultimo stipendio e rendita vitalizia – che per profili di reddito a “crescita lineare”, come il nostro, si fermerebbe a un miserabile 12,6% dopo però aver versato il 10% del proprio reddito per almeno 35 anni! Altro che “convenienza” …
Il vantaggio economico effettivo sarebbe ovviamente maggiore per coloro che posseggono una maggiore disponibilità di contribuzione (alla faccia della solidarietà …) e così finalmente si ammette che i fondi non riescono a rispondere alle esigenze di coloro per i quali sarebbero stati pensati: giovani e precari che già oggi stentano ad arrivare alla fine del mese e sono nell’impossibilità di destinare parti del proprio reddito al fondo.

DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.