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Ricorsi al Tribunale del Lavoro 30.10.01.

Coordinamento ATA. Ricorsi al Tribunale del Lavoro.

COBAS

Comitati di Base della Scuola

COORDINAMENTO ATA

A TUTTI I LAVORATORI INTERESSATI

ITP, ASSISTENTI AMMINISTRATIVI, TECNICI ED AUSILIARI

TRANSITATI DAGLI ENTI LOCALI

OGGETTO: RICORSI AL TRIBUNALE DEL LAVORO

Livorno, 15.09.2001

Con effetto della L. 124/99 art. 8, il personale ATA transitato dagli EE.LL dal 1° gennaio 2001 oltre ad aver perso ogni beneficio delle code contrattuali EE.LL., ad oggi non vede ancora riconosciuti i diritti maturati nell’Ente di provenienza del percorso lavorativo e formativo.

E dopo due anni attendono ancora la ricostruzione di carriera. Con circolare prot. 105/SD dell’ 11 giugno 2001 si comunicava che dal 7 giugno sarebbero state attivate le procedure automatiche per l’acquisizione dei dati necessari a definire gli inquadramenti. Tale operazione, propedeutica alla definizione dell’organico di diritto 2001/02 con scadenza del 25 luglio 2001, aveva e ha lo scopo di ottenere l’obbiettivo dichiarato dal precedente governo (che trova continuità nell’attuale ministro Moratti) di far ricadere tutto il costo di questa operazione sui lavoratori e nella sostanza determina perdita di salario e di diritti, grazie al colpevole soccorso di CGIL-­CISL-UIL-SNALS con l’accordo del 20 luglio 2000.

Nonostante la scadenza, solo poche istituzioni scolastiche hanno attivato tali procedure, ma già dai primi dati risulta evidente tutta la giustezza dell'opposizione attivata dai COBAS e dai vari comitati locali, infatti mediamente il salario risulta decurtato di £.300.000/350.000mensili e l’anzianità lavorativa penalizzata di diversi anni, con graviricadute sulla progressionesalariale e sul sistema pensionistico.

Rimangono pertanto invariate le nostre proposte iniziali. Delle due, l’una:

· o viene ricostruita la carriera su tutto il maturato dell’anzianità effettivamente lavorata con il riconoscimento del livello professionale acquisito,

· o viene riconosciuta la possibilità di opzione e il conseguente reintegro nelle competenze dell’Ente di provenienza (L.124/99 con successivo DM 184), in modo da garantire continuità al percorso lavorativo senza ingiustificate penalizzazioni.

Risulterebbe illegittima e intollerabile la mortificazione di entrambi i diritti!

Nei Tentativi di Conciliazione Obbligatorio presso gli Uffici Provinciali del lavoro e nei ricorsi già inoltrati, si è chiesto:

· la condanna del Ministero al riconoscimento di ogni diritto maturato dal personale ATA ricorrente, derivante dal CCNL EE.LL. e non previsto dal CCNL Scuola, sia ai fini retributivi, pensionistici, che giuridici, con efficacia retroattiva e con ogni effetto di legge;

·          la condanna del Ministero all’adempimento degli obblighi di legge (in alcuni casi in solido con l’ente di provenienza) in tema di trasferimento di personale volti alla ricostruzione di carriera di ogni singolo ricorrente sia ai fini giuridici che economici, in applicazione del combinato disposto dall’art 34 del D.lgs n.29/93 e dell’art. 2112 codice civile;

·          la dichiarazione di illegittimità dell’accordo sindacale 20.07.2000 nella parte in cui contrasti con il disposto dell’art. 8 c. 3 della legge 3 maggio 1999 n. 124, con l’art. 2112 c.c. (così modificato in virtù della direttiva 77/187/CE), richiamato dall’art.34 del decreto legislativo 29/1991.

Non c’è molto da aggiungere  alle parole del segretario nazionale della CGIL scuola Panini:

"Si chiude positivamente la complessa vicenda del passaggio dei circa 70.000 lavoratori ATA degli enti locali allo Stato... l’accordo garantisce la fase transizione tra due sistemi contrattuali diversi salvaguardando sostanzialmente i diritti dei lavoratori interessati...”

Come COBAS e coordinamento ATA, ci siamo mobilitati contro questa truffa con tentativi di conciliazione, mobilitazioni, iniziative di lotta ed in estremo con i ricorsi legali.

A partire da metà gennaio si avranno finalmente le prime udienze fissate dai Giudici del Lavoro, in vista di queste scadenze risulterà indispensabile alzare il livello dell’attenzione sul problema, pertanto invitiamo tutti gli interessati a mobilitarsi, a partire dalla propria condizione di lavoro, per far valere i propri diritti partecipando alle nostre iniziative.

Per il coordinamento ATA

Silvio Lami

Per avviare i ricorsi contattare: Cobas scuola Livorno

via Pieroni 27 Livorno

tel. 0586-219063 // 335-8353980

Alcuni colleghi ci hanno chiesto chiarimenti tecnici in merito alla scelta di esserci rivolti al Giudice del Lavoro piuttosto che al TAR, nel merito alleghiamo di seguito nota dell’Ufficio Legale della Confederazione COBAS di Livorno.

Nel ricorso in oggetto, la ricostruzione di carriera di ogni singolo dipendente rappresenta solo una delle richieste indirizzate al Giudice ed è consequenziale rispetto al riconoscimento di un diritto derivante direttamente dalla legge.

Deriva dalla legge 124/99, ma anche dall’applicazione dell’art.21 12 c.c., applicabile senza dubbio al pubblico impiego in virtù di espressa previsione contenuta nel d.l. 29/93, laddove prevede che nei trasferimenti di personale i lavoratori e le lavoratrici debbano mantenere ogni diritto maturato alle dipendenze del precedente datore di lavoro.

Non si cerca di modificare una legge, come si è tentato di fare con l’accordo del 20 luglio 2000, nè di applicarlo in modo diverso. Si tratta di chiedere il rispetto di un diritto soggettivo riconosciuto dalla legge e non applicato nel trasferimento. Per questo ci siamo rivolti al Giudice del Lavoro e non al TAR. Il Tribunale Amministrativo Regionale si occupa della tutela degli Interessi Legittimi e non dei diritti. Dire che la ricostruzione di carriera è un interesse legittimo, equivale a dire che non è un diritto. Se avessimo aditi il TAR avremmo detto al personale ATA: non avete diritti, però avete l’interesse a vedervi ricostruire la carriera. La scelta del Giudice del Lavoro, è direttamente correlata alla scelta sostanziale di difendere un diritto e non un interesse ed è in questo senso obbligata.

I ricorsi a livello nazionale sono ormai migliaia, per quanti non si fossero ancora attivati ricordiamo che per la ricostruzione di carriera non esiste scadenza amministrativa, pertanto possono ancora farlo rivolgendosi direttamente alla sede COBAS più vicina.

Abbiamo chiesto, dunque, la condanna del Ministero all’Istruzione (MIUR) al riconoscimento di ogni diritto maturato dal personale ATA ricorrente, derivante dal CCNL Enti Locali e non previsto dal CCNL Scuola, sia ai fini retributivi, che pensionistici, che giuridici latu sensu, con efficacia retroattiva e con ogni effetto di legge e solo di conseguenza, quale uno dei diritti maturati, la condanna del Ministero all’adempimento degli obblighi di legge in tema di trasferimento di personale volti alla ricostruzione di carriera di ogni singolo ricorrente sia ai fini giuridici latu sensu, che economici, in applicazione del combinato disposto dell’art. 34 del D.leg. n.29/93 e dell’art.2112 c.c.

La scelta di siglare un accordo sindacale peggiorativo, rispetto a quello che la semplice applicazione del 2112 c.c. avrebbe comportato, è stata poi stigmatizzata a livello sindacale e conseguentemente impugnata a livello legale.

Non si può ottenere quello che si rivendica come diritto se non si elimina il problema, perché di questo si tratta, di un semplice “accordo sindacale”. Pertanto, abbiamo chiesto la dichiarazione di illegittimità dell’accordo sindacale del 20.07.2000 nella parte in cui contrasti con il disposto dell’art. 8 terzo comma della legge n.124, con l’art.2112 c.c. (così modificato in virtù della direttiva 77/187/CE), richiamato dall’art. 34 del decreto legislativo 29/1993.

Paradossalmente, ed è questo il corollario del ricorso, se nessuno avesse emanato leggi (124/99) e se nessuno avesse siglato accordi, il personale in oggetto sarebbe stato trasferito attraverso il meccanismo del 2112 c.c., cioè con ogni diritto.

Per l’Ufficio Legale

Dr. Marco Guercio

Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.

zombie

TRIONFA LA SCUOLA-MISERIA: BLOCCO DI CONTRATTI E SCATTI A TUTTO IL 2014,  ATTACCATI DOCENTI INIDONEI E SOSTEGNO, MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI TRA I PRECARI 

Come se non bastassero i tagli dei posti (20.000 di docenti e 15.000 di ATA) previsti dalla legge 133 per il 211-2112 il decreto legge con il quale il governo ha varato la manovra 2011 prosegue l’immiserimento della scuola pubblica. Ecco le misure previste nell’art. 19 del decreto:

 Blocco dei contratti e degli scatti di anzianità fino a tutto il 2014 : con la scusa di premiare il cosiddetto “merito”  gli stipendi di docenti ed Ata, già bloccati fino al 2013, lo saranno per un anno in più.

Migliaia di docenti inidonei costretti a trasformarsi in impiegati o a subire l’esodo verso altre amministrazioni: i circa 5.000 insegnanti inidonei hanno 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto per chiedere di divenire assistenti amministrativi o tecnici nella provincia di appartenenza. E se non si fa domanda o se in provincia non ci sono posti  mobilità forzata anche in altra regione o verso altri comparti.

Nessun ruolo e licenziamento di massa degli assistenti amministrativi e tecnici precari: se la quasi totalità dei docenti inidonei assumerà i ruoli di assistenti amministrativi o tecnici  spariranno i posti disponibili per le immissioni in ruolo e molti di quelli per gli incarichi e di conseguenza a migliaia saranno i precari licenziati.

Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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