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SCIOPERO DELLA FAME PER I DIRITTI SINDACALI E DEMOCRATICI

LADRI DI DEMOCRAZIA

SCIOPERO DELLA FAME PER I DIRITTI SINDACALI E DEMOCRATICI

 

PER L’INVIO DI MESSAGGI DI SOLIDARIETA’

dirittoparola@yahoo.it

 

Roma, 14 giugno 2007

 

Comunicato-stampa (pdf)

 

Concluso dopo 57 giorni lo sciopero della fame COBAS per i diritti sindacali

 

Si è concluso al 57°giorno, dopo l'incontro con la Commissione Lavoro della Camera, lo sciopero della fame davanti alla sede dell'Unione per denunciare il regime monopolistico di Cgil-Cisl-Uil sui diritti sindacali e per reclamare per i COBAS e per tutti i lavoratori/trici i diritti "minimi" di libera assemblea in orario di lavoro e di libera iscrizione nel privato e tra i pensionati mediante trattenuta in busta-paga. Lo sciopero è stato sostenuto da cinque militanti COBAS che hanno messo seriamente a repentaglio la propria salute, Nicola Giua, Mauro Cannatà, Mimmo Teramo, Maurilio Emanuele e Nanni Alliata.

 

Nicola Giua, già indebolito dal digiuno, ha subito anche violenze quando, nel corso della protesta COBAS davanti a Palazzo Chigi per ricordare a Prodi gli impegni assunti nell'incontro a P. SS. Apostoli, si è incatenato con Nanni Alliata alle finestre del palazzo.

 

Durante lo sciopero decine di migliaia di cittadini hanno firmato in sostegno alle nostre rivendicazioni: e tra essi una ottantina di parlamentari e un migliaio di esponenti politici, istituzionali, sindacali. Tre partiti governativi (PRC, PdCI, Verdi) si sono espressi a favore delle nostre rivendicazioni, impegnandosi a sostenerle all'interno del governo e in Parlamento.

 

Ma l'elemento che ci ha convinto a sospendere lo sciopero è stato l'incontro con la Commissione Lavoro della Camera. Sia gli esponenti del governo che hanno preso la parola (il presidente della Commissione Gianni Pagliarini del PdCI e Augusto Rocchi del PRC) sia quelli dell'opposizione (Rosso e Baldelli di Forza Italia) hanno convenuto sulla legittimità delle nostre richieste e sulla necessità che, in attesa di una democratica legge sulla rappresentanza da tutti auspicata, vengano restituiti a tutti i sindacati i diritti "minimi" di agibilità, in primis il diritto di assemblea in orario di lavoro.

 

Alla luce di questi risultati e impegni da parte delle forze politiche, interrompiamo la lotta in corso e diamo tempo ad esse perché, durante l'estate, facciano seguire alle parole i fatti. Mentre ringraziamo ancora una volta i nostri militanti che si sono sottoposti ad una prova così estenuante, segnaliamo che se le forze politico-istituzionali non daranno seguito agli impegni presi, la lotta ripartirà a settembre in forme nuove ma ancora più decise e intransigenti.

 

Piero Bernocchi
Confederazione COBAS

 

 

 

Roma, 4 giugno 2007

 

Comunicato-stampa (pdf)

 

AL 48 GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME I COBAS INVECE DI SOLUZIONI TROVANO LA POLIZIA: PERCOSSO NICOLA GIUA IN SCIOPERO DELLA FAME.
FERMATO PIERO BERNOCCHI ED ESPONENTI DELL’ESECUTIVO NAZIONALE

 

Oggi pomeriggio alle ore 17.00, Nicola Giua e Nanni Alliata, accompagnati da una cinquantina di esponenti e rappresentanti della Confederazione COBAS si sono incatenati alle inferriate del Palazzo del Governo (Palazzo Chigi) per portare una pacifica e inoffensiva protesta contro il silenzio assoluto sullo sciopero della fame per i diritti sindacali in corso già da 48 giorni.

 

La polizia è intervenuta immediatamente con forza palesemente eccessiva contro i dimostranti, ponendo in stato di fermo sei di loro tra cui il Portavoce Nazionale dei Cobas Scuola Piero Bernocchi tradotto subito in commissariato. Tra le persone fermate vari membri dell’Esecutivo Nazionale.

 

Nicola Giua, già fortemente indebolito da 32 giorni di digiuno, e da un malore che lo ha visto ricoverato d’urgenza solo 2 giorni fa in ospedale, incatenato ad un inferriata ed al collo, è stato fatto oggetto di violenza dalle forze dell’ordine ed è attualmente in precarie condizioni assistito dal medico Roberto Maurizi e con evidenti difficoltà respiratorie.

 

Le rivendicazioni-base di questa campagna sono il diritto di assemblea in orario di servizio per ogni sindacato e per ogni gruppo di lavoratori/trici e il diritto di libera iscrizione a qualsiasi sindacato, oggi non garantito né ai lavoratori del settore privato né ai pensionati.

 

Esecutivo Nazionale Confederazione Cobas

 

02-06-07

 

Comunicato-stampa (pdf)

 

DIRITTI SINDACALI E DEMOCRAZIA IN PERICOLO 46° GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME UN MEMBRO DEI COBAS RICOVERATO D'URGENZA IN OSPEDALE RIFIUTA DI RIMANERE IN OSSERVAZIONE PER CONTINUARE LA PROTESTA

 

Al 46° giorno di sciopero della fame, che la Confederazione Cobas ha intrapreso per l'affermazione del diritto di tutti/e i/le lavoratori/trici e di tutte le loro Organizzazioni a svolgere attività sindacale nei luoghi di lavoro (diritto di assemblea e di libera iscrizione a qualunque sindacato) Nicola Giua - componente dell'Esecutivo Nazionale dei Cobas Scuola, al 30° giorno di digiuno - ha subito un mancamento.

 

Visitato dal dottor Maurizi, che dal 18 aprile segue gli scioperanti, Nicola è stato trovato in uno stato di disorientamento spazio temporale che denotava l'aggravamento di condizioni generali già precarie in seguito al lungo digiuno. Il dottor Maurizi disponeva quindi l'immediato ricovero che personalmente curava presso l'ospedale San Giacomo.

 

Effettuati gli accertamenti del caso, veniva disposta infusione venosa di soluzioni glucosate e saline e disposta altresì la permanenza in ospedale per 24h in regime di osservazione.

 

Ma Nicola ha rifiutato di rimanere in ospedale e ha deciso di continuare, insieme a Nanni Alliata, il digiuno finché non si dissolverà la cappa di silenzio che - da oltre un mese e mezzo - gli organi di informazione hanno calato su questa lotta per la democrazia e per la sostanziale attuazione dell'art. 39 della Costituzione.

 

Dunque la protesta continua fino a quando il Governo - che attraverso le parole del premier Prodi si era già impegnato in tal senso - non deciderà di avviare un costruttivo confronto con la Confederazione Cobas sul problema dei diritti sindacali.

 

Piero Bernocchi
Confederazione Cobas

 

29-05-07

 

Comunicato-stampa

 

Al 42°giorno lo sciopero della fame per i diritti sindacali

 

Sostegno a parole da partiti di governo, ma ancora nessun risultato tangibile

 

Oramai al 42° giorno, lo sciopero della fame dei COBAS per i diritti sindacali continua con Nicola Giua, al 26° giorno di digiuno, e Nanni Alliata, dopo che Mauro Cannatà, Maurilio Emanuele e Mimmo Teramo hanno dovuto cedere per gravi disfunzioni fisiche che ne mettevano a repentaglio la vita. Proseguiamo la lotta per la restituzione dei diritti annullati da governi di centrodestra e di centrosinistra, con l’instaurazione di un “regime” monopolistico Cgil-Cisl-Uil. Per riavere compiutamente una democrazia sindacale, ci vorrebbe una legge che il governo non è però intenzionato a fare.

 

Dunque, rivendichiamo almeno il diritto di assemblea in orario di servizio e quello di libera iscrizione mediante trattenuta in busta-paga, oggi non garantito ai lavoratori del settore privato né ai pensionati.

 

In questi 42 giorni abbiamo raccolto migliaia di firme di sostegno tra esponenti politici, sindacali e delle associazioni, di cui oltre settanta tra i parlamentari tra i quali alla Camera il presidente della Commissione lavoro Gianni Pagliarini del PdCI, Rocchi, Russo, Cannavò, Caruso, Burgio del PRC, Leoluca Orlando dell'Italia dei Valori e Luciano Pettinari della Sinistra Democratica; al Senato tutto il gruppo PRC a partire dal capogruppo Giovanni Russo Spena, la capogruppo PdCI-Verdi Manuela Palermi e Dino Tibaldi dello stesso gruppo, Mauro Bulgarelli dei Verdi, Franco Turigliatto e Fernando Rossi indipendenti, Piero Di Siena della SD; e poi il sottosegretario all'Economia Paolo Cento dei Verdi, gli europarlamentari Marco Rizzo del PdCI, Vittorio Agnoletto e Giusto Catania del PRC; e ancora, Paolo Beni presidente ARCI, Francesco Forgione presidente Antimafia, Giorgio Cremaschi segretario nazionale FIOM. Inoltre, tre partiti della coalizione di governo – PRC, PdCI e Verdi – hanno espresso pieno consenso alle nostre richieste e solidarietà alla lotta.

 

Ma il governo, nonostante lo stesso Prodi, nel breve incontro avuto a Piazza SS.Apostoli mercoledi scorso, abbia espresso il suo interessamento per una soluzione positiva della vicenda, non ha offerto ancora alcuna soluzione concreta di fronte ad una battaglia cruciale per la democrazia e per i diritti dei lavoratori/trici. Sono previste audizioni con le Commissioni lavoro di Camera e Senato e vedremo se qualcosa si sbloccherà: intanto noi non cediamo!

 

Piero Bernocchi - Confederazione COBAS

 

23-05-07

 

Comunicato-stampa

 

Un ringraziamento corale per Mimmo Teramo che deve cedere: ma al 36°giorno lo sciopero della fame continua

 

“Grave deperimento organico, disidratazione, marcata bradicardia e ipotensione, situazione generale non più controllabile e foriera di gravi patologie in particolare cardiovascolari”: questa la diagnosi allarmata del dottor Maurizi dopo il secondo collasso subito da Mimmo Teramo. Abbiamo caldamente pregato Mimmo, a cui va il nostro ringraziamento corale, di abbandonare il camper, da trentasei giorni davanti alla sede dell’Unione, e di riprendere a mangiare. Ma lo sciopero della fame continua. A Nicola Giua, al 21° giorno di digiuno, si affianca Nanni Alliata dell’Esecutivo nazionale dei Cobas della scuola, per proseguire la lotta per la restituzione dei diritti sindacali, annullati da governi di centrodestra e di centrosinistra, con l’instaurazione di un “regime” monopolistico Cgil-Cisl-Uil. Per riavere compiutamente una democrazia sindacale, ci vorrebbe una legge che il governo non è però intenzionato a fare. Dunque, rivendichiamo almeno i diritti “minimi” di assemblea in orario di servizio e di libera iscrizione mediante trattenuta in busta-paga, oggi non garantito ai lavoratori del settore privato né ai pensionati, da un governo che ha vinto le elezioni denunciando gli arbitrii del berlusconismo in materia di democrazia. In questi 36 giorni abbiamo raccolto migliaia di firme di sostegno tra esponenti politici, sindacali e delle associazioni, di cui oltre settanta tra i parlamentari. Citiamo il presidente della Commissione lavoro della Camera Pagliarini del PdCI, il sottosegretario all'Economia Cento dei Verdi, il capogruppo PRC al Senato Russo Spena, la capogruppo PdCI-Verdi del Senato Palermi e Tibaldi dello stesso gruppo, gli europarlamentari Rizzo del PdCI, Agnoletto e Catania del PRC, i deputati Orlando dell'Italia dei Valori e Pettinari della Sinistra democratica, Bulgarelli senatore dei Verdi, Rocchi, Russo, Cannavò, Caruso, Burgio del PRC, Menapace senatrice del PRC, Turigliatto e Rossi senatori indipendenti; Beni presidente ARCI, Forgione presidente Antimafia, Cremaschi segretario nazionale FIOM. Inoltre, tre partiti della coalizione di governo – PRC, PdCI e Verdi – hanno espresso pieno consenso alle nostre richieste e solidarietà alla lotta. Ma il governo continua a non rispondere di fronte ad una battaglia cruciale per la democrazia e per i diritti dei lavoratori, nonché della salute dei nostri esponenti che la rischiano seriamente per affermare un principio di libertà. E noi andiamo avanti!

 

Piero Bernocchi Confederazione COBAS

 

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Caro Presidente,

 

da 32 giorni esponenti della Confederazione COBAS conducono un gravoso sciopero della fame per i diritti sindacali davanti alla sede nazionale dell'Unione in Piazza SS. Apostoli. La lotta mira alla restituzione dei diritti sindacali che in questi anni sono stati annullati, o ridotti ai minimi termini, da governi di centrodestra e di centrosinistra, con l’instaurazione di un “regime” monopolistico di Cgil-Cisl-Uil.
In particolare, rivendichiamo il diritto di assemblea in orario di servizio che ci viene negato e il diritto di libera iscrizione mediante trattenuta in busta paga a qualsiasi sindacato, oggi non garantito né ai lavoratori del settore privato né ai pensionati che aderiscono alla nostra Organizzazione Sindacale.
In generale, il ripristino di una vera libertà sindacale richiederebbe una legge organica che, purtroppo, il governo non appare intenzionato a proporre e la maggioranza del Parlamento ad approvare.
Dunque, qui ed ora, esigiamo almeno i diritti minimi di libertà di assemblea e di iscrizione da un governo che ha vinto le elezioni denunciando gli arbitrii del berlusconismo in materia di democrazia.
In questi 32 giorni abbiamo raccolto migliaia di firme di esponenti politici, sindacali e delle associazioni a favore delle nostre richieste, di cui oltre settanta tra i parlamentari.
Citiamo tra gli altri/e il presidente della Commissione lavoro della Camera Gianni Pagliarini del PdCI, il sottosegretario all'Economia Paolo Cento dei Verdi, il capogruppo del PRC al Senato Giovanni Russo Spena, la capogruppo PdCI-Verdi del Senato Manuela Palermi e Dino Tibaldi dello stesso gruppo, gli europarlamentari Marco Rizzo del PdCI, Vittorio Agnoletto e Giusto Catania del PRC, i deputati Leoluca Orlando dell'Italia dei Valori e Luciano Pettinari della Sinistra democratica, Mauro Bulgarelli senatore dei Verdi, Augusto Rocchi, Franco Russo, Salvatore Cannavò, Francesco Caruso, Alberto Burgio del PRC, Lidia Menapace senatrice del PRC, Franco Turigliatto e Fernando Rossi senatori indipendenti; Paolo Beni presidente ARCI, Francesco Forgione presidente Antimafia, Giorgio Cremaschi segretario nazionale FIOM, Marco Bersani e Maurizio Gubbiotti coordinatori, rispettivamente, di ATTAC e di Legambiente, Alex Zanotelli.
Ma il governo (oltre che tutti i principali mass-media) continua a disinteressarsi di una battaglia cruciale per la democrazia e per i diritti dei lavoratori, nonché della salute dei nostri esponenti che la rischiano seriamente pur di affermare un elementare principio di libertà. Le chiediamo quindi un Suo autorevole intervento che, come già fatto per la tragica catena giornaliera di “omicidi bianchi” sul lavoro, ponga all’attenzione del Parlamento e di tutti i cittadini/e il ripristino delle principali garanzie a tutela del lavoro e dei diritti sindacali nel nostro Paese.
Per esporre compiutamente le nostre richieste, La preghiamo di offrirci l’occasione di incontrarLa in tempi ragionevolmente ravvicinati, poiché le condizioni fisiche dei nostri scioperanti stanno divenendo sempre più precarie e a rischio.

 

Roma, 19 maggio 2007

 

Per la Confederazione COBAS
(Piero Bernocchi)

 

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16-05-07

 

Comunicato- stampa

 

Prodi non sopporta il dissenso

 

29° giorno di sciopero della fame per i diritti sindacali

 

Narra la leggenda che il padre del Buddha, un re potente, per evitare che il figlio fosse turbato dai conflitti della vita, vietava ogni alterco a corte e faceva recidere i fiori che appassivano.

 

Pare che voglia imitare quel re lo staff di Prodi, evitandogli i “traumi” della contestazione e del dissenso.

 

Così, questa mattina un sonnacchioso Convegno ministeriale a Roma, durante il quale il ministro Fioroni doveva esporre a burocrati e presidi in gita-premio le linee dell’imminente smantellamento dell’istruzione professionale pubblica, è stato blindato come la “zona rossa” dei G8. Divieto di accesso per un chilometro di strade, rimozione delle auto, pulizia supplementare dei marciapiedi e soprattutto repressione di ogni dissenso: il gruppo di militanti Cobas, intenzionato a distribuire un volantino sul degrado della scuola, sul contratto che non c’è e sull’assenza di democrazia sindacale, è stato fatto “prigioniero” da un nugolo di poliziotti che per tre ore ha impedito qualsiasi movimento.

 

Volevamo segnalare ai convegnisti l’intollerabile degrado della scuola senza fondi per le spese più elementari, le migliaia di classi senza docenti in mancanza di soldi per i supplenti; la spesa militare aumentata del 13% e la costruzione di 130 aerei da guerra, gli F35, che costeranno quanto il 60% del bilancio annuo della scuola; il contratto che non c’è, scaduto da 17 mesi; il furto di democrazia che subiamo, non potendo neanche fare assemblee, e che ci costringe da 29 giorni allo sciopero della fame (Nicola Giua e Mimmo Teramo, oramai pelle e ossa, erano con noi, ma Prodi e Fioroni non li hanno voluti né vedere né sentire) senza che il governo apra bocca.

 

Da adulto, Buddha si immerse nelle sofferenze del mondo e ci lasciò messaggi di solidarietà e comprensione universale. A quando l’uscita di Prodi dal “giardino incantato” per fare i conti con il dissenso dilagante nei confronti del governo e della sottrazione delle più elementari libertà?

 

Piero Bernocchi
portavoce nazionale dei Cobas – Comitati di base della scuola

 

12-05-07

 

Comunicato- stampa

 

Dopo lo sciopero della scuola, al 25°giorno continua il digiuno per i diritti sindacali

 

Nicola Giua e Mimmo Teramo, esponenti della Confederazione COBAS, subentrati una settimana fa a Mauro Cannatà e Maurilio Emanuele nello sciopero della fame per i diritti sindacali davanti alla sede dell'Unione, nonostante abbiano già perso 5-6 chili, proseguono la lotta iniziata venticinque giorni fa.

 

Ieri, durante lo sciopero e la manifestazione nazionale dei COBAS della scuola, i due digiunatori, davanti al Ministero della Pubblica istruzione, sono stati intervistati da TV e stampa e circondati dall'affetto e dalla solidarietà dei manifestanti.

 

Il giorno prima erano intervenuti al Convegno promosso dai COBAS sulla democrazia nei luoghi di lavoro e sui diritti sindacali. Durante il Convegno, che ha avuto un momento particolarmente intenso con l'arrivo delle lavoratrici precarie di TramBus in lotta da mesi per i propri diritti, esponenti dei partiti di governo - come Augusto Rocchi, capogruppo PRC della Commissione Lavoro della Camera, Dino Tibaldi, senatore e responsabile lavoro del PdCI, il deputato Franco Turigliatto di Sinistra Critica e Luciano Pettinari, deputato della Sinistra Democratica - hanno espresso la condivisione degli obiettivi dello sciopero della fame e l'impegno a sostenerli all'interno del governo. Analogo impegno è stato preso nel corso di una riunione successiva da parte della Segreteria nazionale del PRC. Un incontro tra i COBAS e la Commissione Lavoro della Camera si terrà nella prossima settimana.

Sono poi migliaia le firme a favore delle nostre rivendicazioni per il diritto di assemblea in orario di servizio e per il diritto di libera iscrizione, mediante trattenuta in busta-paga, a qualsiasi sindacato, oggi non è garantito né ai lavoratori del settore privato né ai pensionati: e aumentano sempre più anche tra i parlamentari (oltre settanta, tra cui il Presidente della Commissione lavoro della Camera Gianni Pagliarini del PdCI, il sottosegretario all'Economia Paolo Cento dei Verdi, il capogruppo del PRC al Senato Giovanni Russo Spena e tutto il gruppo, la capogruppo PdCI-Verdi del Senato Manuela Palermi e Dino Tibaldi dello stesso gruppo, gli europarlamentari Marco Rizzo del PdCI, Vittorio Agnoletto e Giusto Catania del PRC, i deputati Leoluca Orlando dell'Italia dei Valori e Luciano Pettinari della Sinistra democratica, Mauro Bulgarelli senatore dei Verdi, Augusto Rocchi, Franco Russo, Salvatore Cannavò, Francesco Caruso, Alberto Burgio e altri deputati del PRC, Lidia Menapace senatrice del PRC, Franco Turigliatto e Fernando Rossi senatori indipendenti) e tra gli esponenti di sindacati, associazioni e istituzioni (Paolo Beni presidente nazionale dell'ARCI, Francesco Forgione presidente dell'Antimafia, Giorgio Cremaschi segretario nazionale della FIOM, Marco Bersani e Maurizio Gubbiotti coordinatori, rispettivamente, di ATTAC e di Legambiente, Alex Zanotelli, Luca Casarini dei Centri sociali del Nord-Est e tantissimi altri/e).

Piero Bernocchi Confederazione COBAS

 

8-05-07

 

Un enorme grazie a Maurilio: e lo sciopero della fame per i diritti sindacali continua

 

Al diciottesimo giorno di sciopero della fame davanti alla sede nazionale dell'Unione, abbiamo dovuto chiedere con la massima ed affettuosa insistenza a Maurilio Emanuele di interrompere lo sciopero e riprendere ad alimentarsi.

 

Il grave collasso che aveva subito ieri, la caduta verticale della pressione e altri dati clinici assai allarmanti, come segnalato nella relazione medica del dott.Maurizi (che segue e assiste fin dall'inizio gli scioperanti), hanno determinato un quadro clinico ad altissimo rischio per Maurilio che, seppure a malincuore, ha dovuto accettare l'indicazione medica e quella di tutta la nostra organizzazione, interrompendo il digiuno.

 

Al suo posto, però, inizia da oggi lo sciopero un altro esponente dell'Esecutivo nazionale della Confederazione COBAS, Mimmo Teramo, lavoratore della Telecom e protagonista delle battaglie contro la privatizzazione e lo smantellamento della telefonia pubblica e nazionale. E, insieme a lui, continua lo sciopero Mauro Cannatà, anch'esso però duramente provato da diciotto giorni di VERO digiuno.

 

Ma - nonostante questi drammatici passaggi della nostra lotta per reclamare la restituzione ai lavoratori/trici e a tutte le organizzazioni sindacali dei diritti di rappresentanza, di libertà di assemblea, di iscrizione, che in questi anni sono stati annullati, o ridotti ai minimi termini, da governi di centrodestra e di centrosinistra - l'Unione e il governo continuano a non dare segni di vita.

 

Neanche le centinaia di firme di parlamentari, sindacalisti, esponenti delle associazioni sociali e culturali che sostengono la nostra lotta, sono riuscite per ora a smuovere l'inerzia governativa.

 

Rivendichiamo il diritto di assemblea in orario di servizio per ogni sindacato e per ogni gruppo di lavoratori/trici e il diritto di libera iscrizione, mediante trattenuta in busta-paga, a qualsiasi sindacato, oggi non garantito né ai lavoratori del settore privato né ai pensionati.

 

Un pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori/trici richiederebbe una legge davvero democratica che il governo Prodi non intende fare: ma esigiamo, qui ed ora, almeno i diritti minimi di libertà di assemblea e di iscrizione.

 

Fino a quando il governo e l'Unione continueranno ad essere indifferenti al sacrificio e alla salute di lavoratori disposti a metterla a rischio per affermare i diritti democratici dei salariati/e?

 

Piero Bernocchi Confederazione COBAS

 

Relazione clinica sullo stato di salute di Mauro Cannatà e Maurilio Emanuele

 

Allo stato attuale, dopo 17 gg. di digiuno, le condizioni di entrambi si sono decisamente precarizzate. Ieri, Maurilio Emanuele ha avuto un episodio lipotimico con parziale perdita di coscienza (PA 80/60, glicemia stick 60) risoltosi con infusione di soluzione glucosata.Le condizioni permangono comunque precarie,i valori pressori si sono parzialmente ristabiliti, l'azione cardiaca si manifesta con toni deboli pause nette ritmo bradicardico, intervallato da alcune extrasistoli non riscontrate nei precedenti controlli, a livello visivo lamenta transitori disturbi dell'accomodazione, per cui si sconsiglia vivamente di continuare il digiuno, riprendendo un'alimentazione controllata.
Mauro Cannatà presenta condizioni relativamente piu' discrete, per quanto ad una valutazione clinica generale non ritengo possibile anche per lui continuare senza rischi incombenti sul piano cardiovascolare.

 

Dott. Roberto Maurizi

 

 

 

2-05-07

 

Comunicato- stampa

 

SEDICESIMO GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME PER I DIRITTI SINDACALI.
L'UNIONE E IL GOVERNO CONTINUANO A TACERE

 

Con grande sacrificio personale e alcuni preoccupanti segnali di possibili danni fisici (perchè i Cobas sono abituati a fare sul serio anche quando intraprendono forme di lotta a loro non abituali) Mauro Cannatà e Maurilio Emanuele, dell'Esecutivo nazionale della Confederazione COBAS, sono arrivati oggi al sedicesimo giorno di sciopero della fame davanti alla sede nazionale dell'Unione (Roma, P.SS Apostoli), per reclamare la restituzione ai lavoratori/trici e a tutte le organizzazioni sindacali dei diritti di rappresentanza, di libertà di assemblea, di iscrizione, che in questi anni sono stati annullati, o ridotti ai minimi termini, da governi di centrodestra e di centrosinistra.

 

Malgrado la grande importanza del tema e la gravità dei rischi che Mauro e Maurilio stanno correndo a nome di tanti lavoratori/trici che chiedono il ripristino della democrazia nei posti di lavoro e a livello sindacale, l'Unione e il governo continuano a mostrarsi ciechi e sordi.

 

Neanche le centinaia di firme di esponenti politici, sindacali e delle associazioni sociali e culturali che sostengono la nostra lotta (l'intero Comitato Politico Nazionale del PRC e suoi parlamentari come Rocchi, Russo, Cannavò, Burgio, Menapace, Pegolo, Perugia e tanti altri/e; il Presidente della Commissione lavoro della Camera Gianni Pagliarini del PdCI e il responsabile del Lavoro dello stesso partito Dino Tibaldi; il senatore dei Verdi Mauro Bulgarelli e Franco Turigliatto di Sinistra Critica; il deputato Leoluca Orlando dell'Italia dei Valori; il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi; il presidente dell'ARCI Paolo Beni; Marco Bersani coordinatore nazionale di ATTAC e Maurizio Gubbiotti, coordinatore delle Segreteria di Legambiente;Alex Zanotelli, Luca Casarini e tantissimi altri/e) sono riuscite per ora a smuovere l'indifferenza del governo.

 

Rivendichiamo il diritto di assemblea in orario di servizio per ogni sindacato e per ogni gruppo di lavoratori/trici e il diritto di libera iscrizione, mediante trattenuta in busta-paga, a qualsiasi sindacato, oggi non garantito né ai lavoratori del settore privato né ai pensionati.

 

Un pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori/trici richiederebbe una legge davvero democratica che il governo Prodi non intende fare: ma esigiamo, qui ed ora, almeno i diritti minimi di libertà di assemblea e di iscrizione, che non costano nulla economicamente allo Stato.

 

Fino a quando il governo e l'Unione continueranno ad essere indifferenti al sacrificio e alla salute di lavoratori disposti a metterla a rischio per affermare i diritti democratici dei salariati/e?

 

Piero Bernocchi
Confederazione Cobas

 

26-04-07

 

Siamo oramai al NONO giorno dello sciopero della fame di due membri (Mauro Cannatà e Maurilio Emanuele) dell'Esecutivo nazionale della Confederazione COBAS davanti alla sede nazionale dell'Unione (Roma, P.SS Apostoli) per reclamare, di fronte alle forze di governo, l'urgenza della restituzione ai lavoratori/trici e a tutte le organizzazioni sindacali dei diritti di rappresentanza, di trattativa, di libertà di assemblea, di iscrizione, che in questi anni sono stati annullati, o ridotti ai minimi termini, da governi di centrodestra e di centrosinistra, con l’instaurazione di un vero e proprio “regime” monopolistico di Cgil-Cisl-Uil sul modello degli ex-sindacati di Stato dell’Est europeo.

 

Rivendichiamo il diritto di assemblea in orario di servizio per ogni sindacato e per ogni gruppo di lavoratori/trici e il diritto di libera iscrizione, mediante trattenuta in busta-paga, a qualsiasi sindacato (non solo a quelli governativi), oggi non garantito né ai lavoratori del settore privato né ai pensionati.

 

In generale, una rappresentanza democratica dei diritti dei lavoratori/trici dovrebbe rispettare almeno i seguenti criteri: 1) la rappresentanza nazionale di categoria va stabilita mediante elezioni su liste nazionali, consentendo ad ognuno di votare per il sindacato che preferisce e non obbligandolo, come avviene ora nel pubblico impiego, a presentarsi come candidato/a per la Rsu nel proprio posto di lavoro al fine di consentire ai colleghi/e di votare per la rappresentanza nazionale del sindacato preferito. I lavoratori devono poter votare con due schede, una per il livello nazionale e una per la RSU del posto di lavoro, come accade a livello politico separando le elezioni comunali dalle nazionali; 2) la percentuale fissata per ottenere la rappresentatività nazionale non deve impedire ai sindacati che non la raggiungono di avere i diritti “minimi” di assemblea e propaganda nei luoghi di lavoro; 3) nelle elezioni delle RSU non ci devono essere quote garantite a nessuno, come invece avviene ora, vergognosamente, nel settore privato dove il 33% è assegnato d’ufficio a Cgil.Cisl-Uil; 4) alle elezioni devono partecipare, in forma attiva e passiva, anche i precari in servizio; 5) ogni accordo va sottoposto a referendum vincolante tra i lavoratori del comparto o del posto di lavoro.

 

Queste elementari regole democratiche richiederebbero il varo di una legge che il governo Prodi non appare intenzionato a promuovere. Dunque esigiamo, qui ed ora, almeno i diritti minimi di libertà di assemblea e di iscrizione (che non costano nulla economicamente allo Stato) da parte di un governo che ha vinto le elezioni denunciando i soprusi del berlusconismo in materia di democrazia.

 

Ma al nono giorno di sciopero della fame e di presidio davanti alla loro sede nazionale, e malgrado le centinaia di messaggi di solidarietà e di appoggio che ci pervengono da strutture di lavoratori/trici e anche da responsabili politici e sindacali legati allo schieramento governativo, l'Unione continua a tacere. Fino a quando?

 

26 APRILE ORE 17 SIT-IN A ROMA (P.SS.APOSTOLI) DAVANTI ALLA SEDE DELL’UNIONE

 

23-04-07

 

Siamo oramai al sesto giorno dello sciopero della fame di due membri (Mauro Cannatà e Maurilio Emanuele) dell'Esecutivo nazionale della Confederazione COBAS davanti alla sede nazionale dell'Unione (Roma, P.SS Apostoli) per reclamare, di fronte alle forze di governo, l'urgenza della restituzione ai lavoratori/trici e a tutte le organizzazioni sindacali dei diritti di rappresentanza, di trattativa, di libertà di assemblea, di iscrizione, che in questi anni sono stati annullati, o ridotti ai minimi termini, da governi di centrodestra e di centrosinistra, consentendo la creazione di un “regime” monopolistico da parte di Cgil-Cisl-Uil in materia di diritti sindacali.

 

Rivendichiamo il diritto di assemblea in orario di servizio per ogni sindacato e per ogni gruppo di lavoratori/trici e il diritto di libera iscrizione, mediante trattenuta in busta-paga, a qualsiasi sindacato, oggi non garantito né ai lavoratori del settore privato né ai pensionati. Ben conscienti che un vero e pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori/trici e dei sindacati (tutti, non solo quelli di governo) richiederebbe una legge davvero democratica che il governo Prodi non intende fare, esigiamo, qui ed ora, almeno i diritti minimi di libertà di assemblea e di iscrizione (che non costano nulla economicamente allo Stato) da parte di un governo che ha vinto le elezioni denunciando i soprusi del berlusconismo in materia di democrazia.

 

Ma al sesto giorno di sciopero della fame e di presidio davanti alla loro sede nazionale, e malgrado le centinaia di messaggi di solidarietà e di appoggio che ci pervengono da strutture di lavoratori/trici, ma anche da parte di responsabili politici e sindacali legati allo schieramento governativo, l'Unione tace. Fino a quando?

 

23 APRILE ORE 17.30 SIT-IN DAVANTI ALLA SEDE DELL'UNIONE (Roma, P.SS.Apostoli)

 

18-04-07

 

SCIOPERO DELLA FAME PER I DIRITTI SINDACALI E DEMOCRATICI

Una grande giornata di lotta quella del 12 marzo contro la distruzione della scuola pubblica, una giornata di esaltante “risveglio” del popolo della scuola. Lo sciopero ha avuto una partecipazione oltre le previsioni: dai dati delle principali città, più del 50% di docenti ed Ata vi hanno partecipato, avvicinandosi al record del 17 febbraio 2000 (contro il concorsaccio, 60% di adesioni). E in piazza a Roma i docenti, Ata, studenti e cittadini erano almeno 50 mila in un corteo combattivo, indignato per le sorti della scuola ma anche ferocemente ironico contro i suoi distruttori, come hanno sottolineato gli interventi davanti al Ministero della Pubblica Istruzione, a partire da quello del portavoce dei Cobas Piero Bernocchi. Notevole la partecipazione dei precari da tutta Italia. Forte l’indignazione nei confronti della coppia Tremomti-Gelmini che sta imponendo, con il massimo di confusione e arbitrio, la distruttiva “riforma” delle superiori nonostante non sia ancora legge, mancando il parere della Corte dei Conti, la firma di Napolitano e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale: una “riforma” che non è frutto di progetti didattici, ma solo della nefasta idea che l’istruzione sia un investimento improduttivo e dunque richieda brutali tagli.

IL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, dopo aver dato il VIA, Con il Decreto Ministeriale 82 DEL 29 SETTEMBRE 2009, AI COSIDDETTI "CONTRATTI DI DISPONIBILITA” E istituito le "graduatorie prioritarie” per le supplenze temporanee per i DOCENTI E GLI ATA precari licenziati a seguito dei tagli, HA ORA EMANATO, IN DATA 17 dicembe 2009, il DM 100 CON il quale viene disciplinato l’accesso agli elenchi prioritari e parzialmente esteso il diritto ad essere inclusi nelle graduatorie prioritarie.