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Valutazione oggettiva

Conoscenze, competenze, capacità /Prove strutturate/ Valutazione oggettiva

 

Programmare la cultura in termini di "conoscenze, competenze e capacità", oltre ad essere praticamente impossibile, è funzionale ad un progetto di sradicamento della scuola dalla finalità che le è propria. La parola d’ordine della riforma, "dalla scuola delle conoscenze alla scuola delle competenze" indica che il fine della scuola non deve essere la formazione umana delle giovani generazioni attraverso la trasmissione di contenuti culturali, bensì quello di rilasciare "certificati di competenze": i giovani devono essere consegnati al mondo della produzione con curricoli che consentano ad "imprenditori e sindacalisti" -secondo quanto dichiarato recentemente dal ministro De Mauro- di avere "elementi oggettivi" per valutare il grado di utilizzabilità dei giovani in uscita dalla scuola.

In quest’ottica diventa cruciale il problema della cosiddetta "valutazione oggettiva": la recente polemica sulla soggettività della valutazione attraverso le interrogazioni, va inquadrata in questo progetto di trasformare la scuola in centro di certificazione di competenze, che a sua volta esige la diffusione capillare di sistemi di valutazione predeterminati, quali appunto le prove strutturate uniformanti e uniformate, con risposte già pronte per l’uso. Questo è uno dei tasselli fondamentali, che compongono il mosaico della scuola aziendalizzata.

Gli insegnanti che vogliono continuare ad essere educatori devono opporre resistenza attiva e consapevole al diffondersi di queste pratiche didattiche, umilianti per tutti, studenti compresi.

Nelle forme che ciascun docente ritiene più opportune, si dichiari (meglio sarebbe in occasione dei consigli di classe, dei collegi e in tutte le sedi dove possa essere verbalizzato), la propria adesione al movimento nazionale per l’abolizione della scuola-azienda, e per la riaffermazione della libertà culturale e di insegnamento, e quindi la propria indisponibilità a collaborare con tutte quelle iniziative didattiche che si muovono nella direzione suddetta, comprese, appunto, l’addestramento degli studenti alle prove strutturate, e l'elaborazione di criteri di valutazione sedicenti oggettivi.

Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.

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TRIONFA LA SCUOLA-MISERIA: BLOCCO DI CONTRATTI E SCATTI A TUTTO IL 2014,  ATTACCATI DOCENTI INIDONEI E SOSTEGNO, MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI TRA I PRECARI 

Come se non bastassero i tagli dei posti (20.000 di docenti e 15.000 di ATA) previsti dalla legge 133 per il 211-2112 il decreto legge con il quale il governo ha varato la manovra 2011 prosegue l’immiserimento della scuola pubblica. Ecco le misure previste nell’art. 19 del decreto:

 Blocco dei contratti e degli scatti di anzianità fino a tutto il 2014 : con la scusa di premiare il cosiddetto “merito”  gli stipendi di docenti ed Ata, già bloccati fino al 2013, lo saranno per un anno in più.

Migliaia di docenti inidonei costretti a trasformarsi in impiegati o a subire l’esodo verso altre amministrazioni: i circa 5.000 insegnanti inidonei hanno 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto per chiedere di divenire assistenti amministrativi o tecnici nella provincia di appartenenza. E se non si fa domanda o se in provincia non ci sono posti  mobilità forzata anche in altra regione o verso altri comparti.

Nessun ruolo e licenziamento di massa degli assistenti amministrativi e tecnici precari: se la quasi totalità dei docenti inidonei assumerà i ruoli di assistenti amministrativi o tecnici  spariranno i posti disponibili per le immissioni in ruolo e molti di quelli per gli incarichi e di conseguenza a migliaia saranno i precari licenziati.

Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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