Pof

POF Nazionale

 

Il POF è un corollario della disarticolazione del sistema nazionale della pubblica istruzione, frammentato in tante scuole in competizione tra di loro. Il POF non ha valenza culturale, i suoi effetti consistono nel separare le scuole l’una dall’altra e nello spingerle funzionare sul modello aziendale. Allo stato attuale i POF sono documenti che raccolgono chiacchiere; diventeranno realmente operativi e sempre più coercitivi, quando collegheranno le scuole ai poteri territoriali, sia in termini di raccolta di risorse che di scambi e favori. In questo progressivo intreccio di interessi che ruotano intorno alla scuola, la vera autonomia, quella della cultura, è destinata a perire.

Il documento di POF nazionale che segue, da presentare in ogni scuola, è finalizzato a contrastare questi effetti di frammentazione e di aziendalizzazione, e afferma il valore di civiltà di un sistema nazionale della Pubblica Istruzione.

Premessa

In base all' articolo 3 del regolamento sull'autonomia scolastica, il Piano dell'Offerta formativa (POF), è il documento che costituisce l'identità culturale dell'istituzione scolastica che lo adotta. Solo i docenti di una scuola che sia istituita con una fisionomia ideologica precisa ed escludente, e che abbia di conseguenza reclutato il suo personale sulla base di una fedeltà a un'ideologia particolare, potrebbero fissare in un documento una sua autentica identità culturale. Si tratterebbe in tal caso di una istituzione privata e non pubblica. Poiché, almeno per ora, la scuola è pubblica, si è concordato tra le scuole, a livello nazionale, di adottare un "POF nazionale", ovvero un documento comune delle scuole italiane, che rigettano l'impianto aziendale loro imposto dalla recente riforma, e la distruzione del sistema scolastico nazionale attraverso la sua frammentazione in tanti istituti in competizione tra loro.

Occorre coinvolgere le famiglie nella adozione del POF nazionale, chiamato a garantire alcuni fondamentali elementi di civiltà educativa, oggi in pericolo, espressi nei punti seguenti, costitutivi del POF nazionale:

1) Valore irrinunciabile della individuale libertà di insegnamento dei docenti ( diritto garantito dall'alt. 33 della Costituzione), che sola è in grado di promuovere la cultura e la formazione, mortificate dall'imposizione burocratica di didattiche ministeriali e dalla mentalità di stampo aziendalistico

2) Valore irrinunciabile del pluralismo didattico e culturale, quale principio fondante di qualsiasi istituzione educativa degna di tal nome.

3) I collegamenti della scuola con le attività del territorio e con le istituzioni locali non devono in alcun caso condizionare la scelta dei contenuti culturali e l'organizzazione intema della scuola, ne devono essere l'occasione per un utilizzazione strumentale e propagandistica della scuola stessa *

4) La scuola garantisce l'acquisizione di organici contenuti disciplinari attraverso percorsi curriculari delle singole discipline svolti in un quadro di stabilità e di continuità didattica. Pertanto in questa scuola si privilegiano i progetti didattici che non interferiscono con l'orario curriculare, che non moltiplicano dispersivamente gli impegni degli studenti.e che non alimentino la pratica della cosiddetta pluridisciplinarietà, che ha già prodotto, in pratica, atteggiamenti mentali di superficialità, approssimazione, ed espedienti diseducativi.

5) Compito e dovere della scuola è di garantire nel miglior modo possibile la formazione umana e critica degli studenti. La scuola scoraggia pertanto lo studio in funzione esclusiva dei voti, e soprattutto la sua subordinazione agli aspetti più deteriori delle prove dell' esame di Stato.

6) La scuola si considera tutt'ora parte di un sistema nazionale d'istruzione pubblica basato sulla trasmissione di valori educativi e non su competenze meramente strumentali, e si propone, pertanto, di formare, prima di tutto, l'uomo e il cittadino. La scuola respinge quindi tutte le iniziative che, direttamente o indirettamente, alimentino atteggiamenti competitivi tra singoli istituti, e rivalità tra insegnanti e studenti. Quanto indicato qui di seguito nella parte informativa di questo documento, assolve la funzione di illustrare alle famiglie i tratti distintivi di questa scuola, senza alcun intento propagandistico o competitivo nei confronti di altri istituti: sappiano infatti le famiglie che, in questa scuola, i loro figli sono studenti, non clienti o utenti.

* Negli istituti tecnici e professionali può essere aggiunta la formula ' tali collegamenti devono essere stabiliti unicamente per dare concretezza ed operatività agli insegnamenti professionalizzanti autonomamente programmati dall'Istituto'

Segue la parte specifica in cui ciascun Istituto indicherà le proprie caratteristiche, coerentemente con lo spirito della Premessa.

Una grande giornata di lotta quella del 12 marzo contro la distruzione della scuola pubblica, una giornata di esaltante “risveglio” del popolo della scuola. Lo sciopero ha avuto una partecipazione oltre le previsioni: dai dati delle principali città, più del 50% di docenti ed Ata vi hanno partecipato, avvicinandosi al record del 17 febbraio 2000 (contro il concorsaccio, 60% di adesioni). E in piazza a Roma i docenti, Ata, studenti e cittadini erano almeno 50 mila in un corteo combattivo, indignato per le sorti della scuola ma anche ferocemente ironico contro i suoi distruttori, come hanno sottolineato gli interventi davanti al Ministero della Pubblica Istruzione, a partire da quello del portavoce dei Cobas Piero Bernocchi. Notevole la partecipazione dei precari da tutta Italia. Forte l’indignazione nei confronti della coppia Tremomti-Gelmini che sta imponendo, con il massimo di confusione e arbitrio, la distruttiva “riforma” delle superiori nonostante non sia ancora legge, mancando il parere della Corte dei Conti, la firma di Napolitano e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale: una “riforma” che non è frutto di progetti didattici, ma solo della nefasta idea che l’istruzione sia un investimento improduttivo e dunque richieda brutali tagli.

IL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, dopo aver dato il VIA, Con il Decreto Ministeriale 82 DEL 29 SETTEMBRE 2009, AI COSIDDETTI "CONTRATTI DI DISPONIBILITA” E istituito le "graduatorie prioritarie” per le supplenze temporanee per i DOCENTI E GLI ATA precari licenziati a seguito dei tagli, HA ORA EMANATO, IN DATA 17 dicembe 2009, il DM 100 CON il quale viene disciplinato l’accesso agli elenchi prioritari e parzialmente esteso il diritto ad essere inclusi nelle graduatorie prioritarie.