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Organi collegiali

Proposta di rinnovo Organi Collegiali

 

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E’ composto al massimo da 11 membri: il dirigente che lo presiederà, un rappresentante dell'ente tenuto per legge alla fornitura dei locali della scuola, un numero non superiore a tre esperti in ambito educativo, tecnico o gestionale, rappresentanti degli studenti, genitori e insegnanti. E’ escluso il personale ATA

a)delibera il regolamento relativo al proprio funzionamento, comprese le modalità di elezione, sostituzione e designazione dei suoi membri; nel regolamento viene stabilito il numero di rappresentanti dei genitori, studenti e insegnanti

b) approva il piano dell'offerta formativa;

c)approva il bilancio di previsione annuale ed il conto consuntivo;

d) delibera il regolamento di 'istituto, che definisce i criteri per l'organizzazione e il funzionamento dell'istituzione scolastica, per la partecipazione degli studenti e delle famiglie alle attività della scuola, per la designazione dei responsabili dei servizi e dei progetti;

e) definisce le direttive di massima per la gestione delle relazioni sindacali;

f) nomina gli esperti in ambito educativo, tecnico o gestionale entro due mesi dalla prima convocazione successiva alla sua costituzione.

In sede di prima applicazione il regolamento è deliberato dall’attuale consiglio di istituto

COLLEGIO DEI DOCENTI Il collegio dei docenti ha compiti di indirizzo, programmazione coordinamento e monitoraggio delle attività didattiche ed educative. Esso provvede, in particolare, alla elaborazione del piano dell'offerta formativa.

Il collegio dei docenti si articola in dipartimenti disciplinari secondo modalità stabilite dal regolamento di istituto (del CdA) nonchè in altre forme organizzative, quali commissioni, gruppi di lavoro e di progetto ritenute idonee allo svolgimento dei propri compiti, definite dal collegio stesso.

Non è più una assemblea

VALUTAZIONE ALUNNI Quest’organismo sostituisce il consiglio di classe. I docenti, nell'esercizio della propria responsabilità professionale, valutano in sede collegiale gli alunni, periodicamente ed alla fine dell'anno scolastico, secondo modalità organizzative coerenti con i percorsi formativi degli alunni stessi indicate dal regolamento di istituto (CdA).

NUCLEO VALUTAZIONE SCUOLA Ogni istituto deve averne un nucleo di valutazione del funzionamento della scuola e della qualità complessiva del servizio scolastico, composto in prevalenza da esperti nel campo della valutazione, secondo modalità definite con il regolamento (del CdA). Ciascuna istituzione scolastica costituisce, anche in raccordo con il servizio nazionale di valutazione, un nucleo di valutazione del funzionamento della scuola e della qualità complessiva del servizio scolastico, composto in prevalenza da esperti nel campo della valutazione, secondo modalità definite con il regolamento Deve essere composto "in prevalenza da esperti in campo della valutazione" e deve esaminare la qualità del servizio scolastico.

I commenti delle organizzazioni sindacali sono contrastanti: la Cisl appare soddisfatta anche se sottolinea la necessità di valutare attentamente il rischio di forti diversificazioni tra scuola e scuola, la Gilda è soddisfatta in quanto finalmente si ipotizza una scuola dalla quale sono banditi gli assemblearismi, la CGIL sottolinea la mancanza di un confronto ampio con tutte le diverse componenti, a partire dalle considerazioni e dai sindacati di categoria.

Mentre i sindacati ‘rappresentativi’ si dividono la discussione parlamentare sul testo di riforma degli organi collegiali,assegnata in commissione cultura alla camera.,è iniziata l’11 dicembre 2001.

Siamo d’accordo con l’accentramento dei poteri ai dirigenti scolastici? Con la presenza ‘simbolica’ dei docenti nel consiglio di amministrazione? Con l’esautorazione del collegio dei docenti? I Cobas no. La posizione COBASè leggibile nello Spazio Web riportato nella Home Page del sito.

Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.

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TRIONFA LA SCUOLA-MISERIA: BLOCCO DI CONTRATTI E SCATTI A TUTTO IL 2014,  ATTACCATI DOCENTI INIDONEI E SOSTEGNO, MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI TRA I PRECARI 

Come se non bastassero i tagli dei posti (20.000 di docenti e 15.000 di ATA) previsti dalla legge 133 per il 211-2112 il decreto legge con il quale il governo ha varato la manovra 2011 prosegue l’immiserimento della scuola pubblica. Ecco le misure previste nell’art. 19 del decreto:

 Blocco dei contratti e degli scatti di anzianità fino a tutto il 2014 : con la scusa di premiare il cosiddetto “merito”  gli stipendi di docenti ed Ata, già bloccati fino al 2013, lo saranno per un anno in più.

Migliaia di docenti inidonei costretti a trasformarsi in impiegati o a subire l’esodo verso altre amministrazioni: i circa 5.000 insegnanti inidonei hanno 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto per chiedere di divenire assistenti amministrativi o tecnici nella provincia di appartenenza. E se non si fa domanda o se in provincia non ci sono posti  mobilità forzata anche in altra regione o verso altri comparti.

Nessun ruolo e licenziamento di massa degli assistenti amministrativi e tecnici precari: se la quasi totalità dei docenti inidonei assumerà i ruoli di assistenti amministrativi o tecnici  spariranno i posti disponibili per le immissioni in ruolo e molti di quelli per gli incarichi e di conseguenza a migliaia saranno i precari licenziati.

Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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