Mozione dei docenti
MOZIONE DEL COLLEGIO DEI DOCENTI DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO DI SANTA CROCE SULL’ARNO- PISA
| Approvato all’unanimità nella seduta del 1 marzo 2001. Il collegio dei docenti dell’Istituto Comprensivo Statale di Santa Croce Sull’Arno, riunito in data 1.3.2001, ritiene doveroso esprimersi in merito al documento relativo all’attuazione della riforma cosiddetta del riordino dei cicli, recentemente approvato. Il collegio contesta in primo luogo il metodo, perché è assolutamente inaccettabile che si vada, già dal prossimo settembre, a dar via alla nuova scuola di base, senza che vi sia stata alcuna reale consultazione della scuola in ordine alle strutture, al ruolo dei docenti, alla definizione dei curricoli e dei programmi. Con queste affrettate procedure si è rotta una prassi che si era andata instaurando già in occasione dell’emanazione dei programmi del 1985 della Scuola elementare, della legge "148", nonché del "nuovi orientamenti della Scuola dell’Infanzia". Nel merito il collegio ritiene negativi e da respingere i seguenti punti: a. l’attribuzione, al personale docente della scuola dell’infanzia, di un ruolo separato ed "inferiore", rispetto a quello dei docenti della scuola di base; b. l’assoluta non chiarezza circa i ruoli che, sempre nella scuola di base, saranno assegnati ai docenti delle due scuole che vengono ad unificarsi e la certezza della consistentissima perdita di posti di lavoro che verrà comunque a determinarsi; c. l’assurdità pedagogica e psicologica del cosiddetto "salto", proposta che contrasta profondamente con l’asserito rispetto della personalità degli alunni e con quelle condizioni di eguaglianza di opportunità, che a parole si dice di voler salvaguardare; d. la cancellazione di fatto del tempo pieno, per ritornare a forme di integrazione carenti e discriminanti; e. la riduzione di un anno del percorso di studi degli alunni; Il collegio ritiene in ogni caso da respingere una logica che è finalizzata a scaricare sugli insegnanti il "peso" di una riforma sbagliata e chiede a tutti i sindacati ed alle organizzazioni professionali della scuola, di impegnarsi per l’immediata sospensione della sua attuazione su tutto il territorio nazionale. |