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Motivazione che hanno portato a queste pagine

Perchè queste pagine?

 

I cambiamenti che hanno investito la scuola in questi ultimi anni hanno prodotto disorientamento e sconcerto in gran parte degli insegnanti. Tale situazione non è dovuta né al timore del nuovo né alla mancanza di voglia di ‘rimboccarsi le maniche’ e lavorare, come sostengono molti cosiddetti ‘esperti’ estranei all'esperienza didattica, bensì dalla consapevolezza, constata giorno dopo giorno, del degrado culturale al quale va incontro la nuova scuola.

Le riforme introdotte nella scuola dal precedente governo hanno preparato la strada alla politica scolastica di quello attuale di centro-destra. Le proposte dell'attuale governo sono infatti presentabili grazie ad un processo avviato circa tre anni fa che ha introdotto nella scuola mentalità aziendalistiche a cominciare dal linguaggio:debiti, crediti, offerete formative, utenti etc.

Nella pratica scolastica troppo spesso molti docenti trovandosi da soli, non sapendo come opporsi, si sono rassegnati e seppur demotivati hanno continuato il proprio lavoro accettando l'aziendalismo.

Soprattutto adesso che la 'furba' Moratti è riuscita a spaccare il fronte sindacale dei cosidetti 'rappresentativi' la difesa dei principi della civiltà educativa nelle scuole esige che gli insegnanti si mobilitino per una grande battaglia culturale, quindi per abolire di fatto, cioè nella pratica scolastica quotidiana, le didattiche e i principi aziendalistici che si vogliono imporre per via burocratica e per salvare la scuola pubblica da un inevitabile dequalificazione. Non è più possibile andare avanti e continuare il proprio lavoro come si può incuranti di quanto sta avvenendo attorno.

I COBAS ritengono che questa battaglia culturale, da condurre capillarmente nelle singole scuole, sia decisiva per respingere l’intero impianto della riforma, non compatibile con i valori dell’educazione e della cultura.

Le proposte operative indicate rappresentano una prima serie di punti strategici della riforma che devono essere contrastati attivamente, per dare voce al disagio imperante nelle scuole: gli insegnanti, nei singoli Istituti, possono ora manifestare il loro dissenso, svuotando di significato le pratiche didattiche imposte per via burocratica, dichiarando la propria adesione alla battaglia culturale promossa, a livello nazionale, dai COBAS, che garantiscono in merito assistenza e copertura sindacale.

Le proposte suggerite sono il primo passo, necessario per partire: è urgente che questa battaglia culturale si alimenti di nuove iniziative da porre all’attenzione e alla discussione di quanti hanno a cuore le sorti della scuola e delle giovani generazioni.

Potrai essere parte attiva nella definizione delle proposte,inviando suggerimenti e indicazioni operative.

Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.

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TRIONFA LA SCUOLA-MISERIA: BLOCCO DI CONTRATTI E SCATTI A TUTTO IL 2014,  ATTACCATI DOCENTI INIDONEI E SOSTEGNO, MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI TRA I PRECARI 

Come se non bastassero i tagli dei posti (20.000 di docenti e 15.000 di ATA) previsti dalla legge 133 per il 211-2112 il decreto legge con il quale il governo ha varato la manovra 2011 prosegue l’immiserimento della scuola pubblica. Ecco le misure previste nell’art. 19 del decreto:

 Blocco dei contratti e degli scatti di anzianità fino a tutto il 2014 : con la scusa di premiare il cosiddetto “merito”  gli stipendi di docenti ed Ata, già bloccati fino al 2013, lo saranno per un anno in più.

Migliaia di docenti inidonei costretti a trasformarsi in impiegati o a subire l’esodo verso altre amministrazioni: i circa 5.000 insegnanti inidonei hanno 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto per chiedere di divenire assistenti amministrativi o tecnici nella provincia di appartenenza. E se non si fa domanda o se in provincia non ci sono posti  mobilità forzata anche in altra regione o verso altri comparti.

Nessun ruolo e licenziamento di massa degli assistenti amministrativi e tecnici precari: se la quasi totalità dei docenti inidonei assumerà i ruoli di assistenti amministrativi o tecnici  spariranno i posti disponibili per le immissioni in ruolo e molti di quelli per gli incarichi e di conseguenza a migliaia saranno i precari licenziati.

Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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