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Appello IDRA contro la proposta di riforma Moratti

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La riduzione da cinque a quattro anni della scuola superiore richiederà inevitabilmente un "alleggerimento dei contenuti disciplinari", proprio uno degli aspetti più aspramente contestati della proposta Berlinguer-De Mauro. La tesi secondo la quale tale riduzione uniformerebbe il nostro sistema di istruzione a quello degli altri paesi europei è manifestamente falsa, perché non esiste in alcun modo un "modello europeo" a cui uniformarsi: in alcuni stati il diploma superiore si consegue a diciotto anni, in altri a diciannove, in altri ancora a diciotto o diciannove a seconda del percorso scolastico prescelto. E' invece vero che una scuola superiore abbreviata danneggerà irreparabilmente i nostri studenti e le loro famiglie: chi si iscriverà all'università potrà valersi di una preparazione indubbiamente inferiore a quella che può acquisire ora in un quinquennio, è ragionevole pertanto attendersi delle conseguenze sicuramente negative: o un aumento dei fuoricorso o un ulteriore svilimento della qualità degli studi

universitari e non può non lasciare esterrefatti a questo proposito l'idea che la frequenza di tutti e tre gli anni di scuola dell'infanzia possa essere considerata come un credito per il soddisfacimento dell'obbligo scolastico; chi invece sceglierà una scuola di tipo tecnico-professionale, aspirando ad un titolo superiore valido nel mercato del lavoro, dopo quattro anni di studi conseguirà soltanto un diploma "alleggerito" che non

avrà pressoché alcun valore; sarà perciò costretto di fatto a frequentare un triennio parauniversitario (IFTS) per ottenere solo a ventuno anni e con un notevole aggravio di spese un titolo equivalente a quello che avrebbe oggi a diciannove. IDRA chiede a coloro che intendono sottoscrivere l'appello di inviare l'adesione all'indirizzo:

echidn@katamail.com

Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.

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TRIONFA LA SCUOLA-MISERIA: BLOCCO DI CONTRATTI E SCATTI A TUTTO IL 2014,  ATTACCATI DOCENTI INIDONEI E SOSTEGNO, MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI TRA I PRECARI 

Come se non bastassero i tagli dei posti (20.000 di docenti e 15.000 di ATA) previsti dalla legge 133 per il 211-2112 il decreto legge con il quale il governo ha varato la manovra 2011 prosegue l’immiserimento della scuola pubblica. Ecco le misure previste nell’art. 19 del decreto:

 Blocco dei contratti e degli scatti di anzianità fino a tutto il 2014 : con la scusa di premiare il cosiddetto “merito”  gli stipendi di docenti ed Ata, già bloccati fino al 2013, lo saranno per un anno in più.

Migliaia di docenti inidonei costretti a trasformarsi in impiegati o a subire l’esodo verso altre amministrazioni: i circa 5.000 insegnanti inidonei hanno 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto per chiedere di divenire assistenti amministrativi o tecnici nella provincia di appartenenza. E se non si fa domanda o se in provincia non ci sono posti  mobilità forzata anche in altra regione o verso altri comparti.

Nessun ruolo e licenziamento di massa degli assistenti amministrativi e tecnici precari: se la quasi totalità dei docenti inidonei assumerà i ruoli di assistenti amministrativi o tecnici  spariranno i posti disponibili per le immissioni in ruolo e molti di quelli per gli incarichi e di conseguenza a migliaia saranno i precari licenziati.

Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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