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Difesa della civiltà educativa nella scuola

Il documento alquanto vago con il quale lo scorso luglio il neo ministro Moratti presentava il suo programma politico sulla scuola, si sta oggi realizzando in elementi concreti che aumentano l’allarme sul destino della scuola statale in termini di qualità, di laicità e di pluralismo. Ad una finanziaria che già penalizza pesantemente la scuola si sono andati ad aggiungere il progetto di legge sul rinnovo degli Organi Collegiali, la proposta di riforma elaborata dalla commissione Bertagna, la presentazione di un disegno di legge che prevede un ‘canale anomalo’ di reclutamento per gli insegnanti della religione cattolica, la stesura di un codice deontologico per l’insegnanti e l’attivazione del ‘telefono spia’ dell’On. Garagnani di Forza Italia.

Queste pagine offrono un contributo per dare vita ad una mobilitazione nazionale degli insegnanti in difesa della scuola pubblica statale e per l'abolizione, di fatto, della controriforma della scuola della 'autonomia' attraverso un piano operativo che permetta di ricostruire l'idea di scuola e abolire l'aziendalismo e la falsa autonomia.

Indice dei contenuti:

Le motivazioni che hanno portato a queste pagine

Voci dalle scuole: alcune mozioni da cui prendere spunto, appelli a cui aderire per fare sentire la voce del dissenso nei confronti della politica scolastica dell'attuale governo:

ITT 'Varalli' Milano: richiesta di contatti per scambio di idee ed eventuali forme di protesta comuni

ITC "B.Pascal" di Giaveno (TO) : posizione del Collegio dei Docenti verso la proposta di riforma elaborata dalla commissiome Bertagna

Collettivo liceo 'Ariosto' Ferrara:Comunicato Stampa sulle intimidazioni alla libertà ed al diritto al dissenso

Istituto 'Margerita di Savoia' Napoli: lettera aperta contro il telefono di Garagnani

Liceo Classico 'Garibaldi' Palermo: posizione del Collegio dei docenti.

Gli alunni stanno occupando il liceo "G.Garibaldi " durante le vacanze natalizie, la notizia non è stata diffusa dagli organismi di stampa.

Liceo scientifico '' Dini' Pisa: dissenso verso la politica scolastica dell'attuale Governo

Appello IDRA contro la proposta di riforma Moratti

Alcune proposte operative su come abolire, di fatto, la scuola-azienda:

POF

Terza Prova

Valutazione oggettiva

Alcune riflessioni

La funzione della scuola

Contenuti disciplinari e obiettivi formativi

Scuola pubblica, scuola privata e lezioni private

Scuola pubblica scuola privata e Costituzione

Libertà di insegnamento

Progetti

Saggistica:

Libri Riviste

Archivio:

Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.

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TRIONFA LA SCUOLA-MISERIA: BLOCCO DI CONTRATTI E SCATTI A TUTTO IL 2014,  ATTACCATI DOCENTI INIDONEI E SOSTEGNO, MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI TRA I PRECARI 

Come se non bastassero i tagli dei posti (20.000 di docenti e 15.000 di ATA) previsti dalla legge 133 per il 211-2112 il decreto legge con il quale il governo ha varato la manovra 2011 prosegue l’immiserimento della scuola pubblica. Ecco le misure previste nell’art. 19 del decreto:

 Blocco dei contratti e degli scatti di anzianità fino a tutto il 2014 : con la scusa di premiare il cosiddetto “merito”  gli stipendi di docenti ed Ata, già bloccati fino al 2013, lo saranno per un anno in più.

Migliaia di docenti inidonei costretti a trasformarsi in impiegati o a subire l’esodo verso altre amministrazioni: i circa 5.000 insegnanti inidonei hanno 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto per chiedere di divenire assistenti amministrativi o tecnici nella provincia di appartenenza. E se non si fa domanda o se in provincia non ci sono posti  mobilità forzata anche in altra regione o verso altri comparti.

Nessun ruolo e licenziamento di massa degli assistenti amministrativi e tecnici precari: se la quasi totalità dei docenti inidonei assumerà i ruoli di assistenti amministrativi o tecnici  spariranno i posti disponibili per le immissioni in ruolo e molti di quelli per gli incarichi e di conseguenza a migliaia saranno i precari licenziati.

Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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