Per rilanciare le lotte si costituiscono i Cobas nel settore commercio

Mentre dalla Siberia il Burian sta abbassando tutte le colonnine di mercurio delle nostre temperature, un'altra ondata di gelo sta scuotendo Roma in queste ore. Su via dell'aeroporto 129, sede dell'Unione Sindacale di Base, in questi giorni fioccano lettere di disdetta di adesione da un'ingente parte del comparto del Commercio.

Non solo un cospicuo numero di dirigenti provinciali e nazionali, ma soprattutto intere strutture di delegati, membri di vari organismi statutari e iscritti del Settore, stanchi di subire ostracismo politico dall'organizzazione sindacale, hanno congiuntamente deliberato un'uscita di massa, e deciso di costituirsi nei COBAS.

Nessun personalismo, dunque, in questa scelta che vede in Francesco Iacovone, ormai ex dirigente nazionale dell'USB, la voce collettiva di un disagio sofferto da molti delegati, che si sono visti progressivamente togliere attenzione politica sul settore da essi rappresentato.

Negli ultimi mesi si era già assistito ad un notevole indebolimento delle risorse sul settore, definito, nel documento congressuale, “anello fondamentale della catena del valore” ma nei fatti e nelle pratiche relegato a mera risorsa economica di un'organizzazione sindacale ormai votata alla politica e al sostegno palese di un nascente schieramento partitico.

Oggi dunque, sono proprio questi delegati del Commercio a parlare e dare spiegazione della loro scelta, una scelta nata dal basso e dalla necessità di salvaguardare la dignità del lavoro non solo dagli abusi padronali, ma stavolta anche di un'organizzazione sindacale che ha disatteso e tradito la fiducia riposta da tante e tanti lavoratori.

Segue comunicato dei lavoratori e delle lavoratrici.

“Oggetto: Dimissioni dirigenti provinciali, regionali, nazionali, RSU/RSA, iscritti settore Commercio.

Con il presente documento collettivo, centinaia di lavoratori e di lavoratrici che afferivano al Commercio USB prendono definitivamente le distanze dall'Unione Sindacale di Base, un'organizzazione che ha tradito la nostra fiducia, con costanti atti destabilizzanti e scelte imposte dall'alto e mai condivise con i delegati e i lavoratori.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito all'esclusione politica di dirigenti sindacali, all'assenza di sostegno alle lotte che ci hanno visti coinvolti e al continuo tacitamento delle nostre istanze. La vostra scelta unilaterale e verticistica di imporre al settore una diversa dirigenza politica rispetto a quella emersa democraticamente nelle assemblee congressuali, per imporci un assetto che ha trasfigurato in negativo il quadro dirigente che ci ha accompagnati al Congresso, noi qui la respingiamo.

Noi questo non lo accettiamo, anzi lo rigettiamo al mittente.

Come il peggior padrone ci avete trattato da militanti di serie “b”, svilendo le nostre lotte.

Per il bene di un progetto collettivo più ampio, abbiamo a lungo taciuto il nostro malessere, e finto di non vedere gli attacchi che avete inferto in questi anni, finto di non sentire il vostro giudizio arrogante, finto di non ascoltare la poca conoscenza e partecipazione alle nostre battaglie.

Sul campo della solidarietà nella lotta, ci avete tradito, attaccandoci costantemente alle spalle.

A tutela della nostra dignità noi oggi, in massa, disdettiamo la nostra adesione. Pronti a reagire alle vostre eventuali diffamazioni. E sulla delusione noi costituiremo un nuovo soggetto sindacale forte, compatto e militante.

Con questo documento, si formalizza l'uscita di un nutrito gruppo del comparto dall’organizzazione USB. Seguiranno a breve disdette individuali.

Roma, 28 febbraio 2018

Dirigenti provinciali, regionali, nazionali, RSU/RSA, iscritti settore Commercio”

Con questo documento, firmato da un intero quadro dirigenziale e da più strutture del Settore, si è dunque formalizzata l'uscita del comparto e la costituzione contestuale del COBAS COMMERCIO.