A proposito dell'internalizzazione dei lavoratori/trici ex-LSU

Si è svolto venerdì 27 novembre alle 18 in modalità telematica un incontro informativo tra il Ministero dell'Istruzione e le delegazioni di Cobas e Usb sulla questione dell'internalizzazione degli ex LSU e “appalti storici”. Infatti entro pochi giorni dovrebbe essere pubblicato il decreto che regolerà la seconda fase dell’internalizzazione, che riguarda oltre 4500 lavoratori e lavoratrici rimasti esclusi dal primo bando. Per il Ministero erano presenti il direttore generale del personale scolastico, dottor Filippo Serra, e la responsabile del personale Ata, dottoressa Alessia Auriemma.

Purtroppo dall’incontro è emerso che la questione già sollevata nei precedenti incontri (assunzione in provincia diversa da quella in cui era stato prestato il servizio) non troverà soluzione nel prossimo bando che sarà appunto riservato solo a chi ha il servizio svolto nella provincia in cui chiede l'assunzione e in cui siano disponibili posti. Per le altre lavoratrici e gli altri lavoratori il governo presenterà un emendamento alla legge di bilancio in cui sarà previsto un successivo bando per chi ha svolto il servizio in province in cui non ci sono più posti disponibili, consentendo in tal caso di chiedere l'assunzione in altra provincia. Quest’ultima procedura dovrebbe concludersi in primavera e l'assunzione sarebbe prevista a partire da luglio 2021.

Crediamo che questa soluzione sia profondamente ingiusta e priva di solide motivazioni. Non possiamo dimenticare infatti che i 4500 esclusi dal marzo scorso sono ancora in forza alle aziende e cooperative che svolgevano i servizi di pulizie scolastiche internalizzate, ma in sospensione a zero ore: questo significa senza stipendio e senza possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali. La previsione di un terzo bando in primavera con entrata in servizio a luglio 2021 significa quindi prolungare una situazione ormai insostenibile per migliaia di lavoratori ormai allo stremo. Senza oltretutto alcuna certezza sul proprio futuro lavorativo, visto l’esiguo numero di posti disponibili. Non possiamo permettere che un importante successo come questa internalizzazione, nella sua fase finale si trasformi in un incubo per migliaia di lavoratori, in veri e propri licenziamenti di massa mascherati. A nostro avviso il fulcro della questione in realtà è “a monte”. Con l’esperienza dell’internalizzazione dei servizi di pulizia della provincia di Palermo, che ha visto la Confederazione Cobas protagonista di quella vittoriosa lotta, erano già emerse le criticità che poi si sono riprodotte nella stabilizzazione nazionale dell’anno successivo. A suo tempo la nostra organizzazione sindacale aveva proposto una serie di modifiche alla Legge di Bilancio che avrebbe sicuramente quantomeno ridotto drasticamente il numero degli esclusi. Ad oggi forse l’unica soluzione certa per tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici che hanno i requisiti necessari per accedere all’internalizzazione sarebbe mettere a disposizione nuovi posti ATA, anche se oggettivamente di difficile realizzazione nella fase attuale. In ogni caso, nessuno può rimanere escluso: compito del Governo è trovare quindi soluzioni percorribili e che soprattutto non rischino di gravare ancora così pesantemente su migliaia di persone.

 

Esecutivo nazionale COBAS - Comitati di base della Scuola

2 dicembre 2020