Giornata storica per VASTO e per l'ambiente

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Vasto

Centrali a biomasse la protesta scende nelle piazze (Vasto 31.3.12)

In seicento contro le centrali a biomasse

 VASTO. Bandiere colorate, slogan e cori per dire no alle centrali a biomasse e agli altri impianti ad alto impatto ambientale in arrivo a Punta Penna, a 180 metri dalla riserva naturale di Punta Aderci. In seicento hanno partecipato alla manifestazione dando vita a un corteo che dal quartiere San Paolo ha sfilato lungo le principali strade cittadine.  All'appello dei comitati e della Confederazione Cobas non hanno risposto solo i rappresentanti delle trenta sigle che hanno aderito all'iniziativa, ma anche cittadini e imprenditori uniti tutti da un unico obiettivo: bloccare le centrali a biomasse a Punta Penna, zona dalla spiccata vocazione turistica e commerciale che, per una scelta infelice compiuta negli anni Cinquanta, è stata destinata ad agglomerato industriale. Il successo dell'iniziativa è stato sottolineato con orgoglio dagli organizzatori, secondo i quali la città «ha risposto con entusiasmo».  Al corteo, che ha sfilato composto lungo corso Mazzini e corso Garibaldi prima di raggiungere piazza Diomede, c'erano persone di tutte le età e di qualsiasi estrazione sociale, accomunate dall'amore per Punta Penna, luogo molto caro ai vastesi.  Tra loro serpeggia un diffuso malcontento. «Sono qui per difendere Punta Aderci», dice Anita Campanelli, insegnante, «la gente deve sapere chi guida gli interessi di Vasto». «Dobbiamo difendere il territorio dagli attacchi», le fa eco Giulia Sputore, casalinga, «all'amministrazione comunale dico che deve tutelare gli interessi dei cittadini».  Per Franco Menna, presidente della Confesercenti, presente alla manifestazione a titolo personale, «lo sviluppo passa attraverso il turismo. Ci sono altri posti dove installare questa tipologia di insediamenti produttivi». In prima fila ambientalisti storici come Vincenzo Ronzitti (che in mattinata ha animato con altri relatori il forum al Politeama Ruzzi), Stefano Taglioli e Alessia Felizzi. Non sono passati inosservati gli assessori comunali Anna Suriani (Sel), Marco Marra (Prc) e Antonio Spadaccini (Idv), il consigliere regionale dell'Udc, Antonio Menna, e il consigliere provinciale dell'Italia dei valori, Eliana Menna, senza i simboli dei loro partiti, messi al bando dagli organizzatori.  Ma il dato più significativo è la presenza degli imprenditori che, per la prima volta nella storia recente della città, si ritrovano a fianco delle associazioni e degli ambientalisti; oltre all'adesione della Confcommercio, il cui presidente provinciale, Angelo Allegrino, è intervenuto a chiusura della manifestazione per ribadire la contrarietà dell'associazione.  Soddisfatti gli organizzatori. «A Vasto si torna a manifestare dopo 20 anni», commenta entusiasta Domenico Ranieri, della Confederazione Cobas, «ringrazio quanti hanno contribuito alla buona riuscita di questa iniziativa. Da Vasto parte un no alle centrali a biomasse non solo a Punta Penna, ma in tutto l'Abruzzo».  Gasatissimo Lino Salvatorelli, presidente dell'Arci, avvolto in una bandiera. Dal palco improvvisato allestito in piazza Diomede arringa i manifestanti. «Questi impianti non portano nulla di buono al territorio», sottolinea con foga, «e non bisogna credere alla favola del fabbisogno energetico. Abbiamo una centrale a turbogas a Gissi utilizzata al 30%. Deve essere la comunità a scegliere il proprio modello di sviluppo». Anche Ivo Menna (La Nuova terra) e Michele Celenza (Porta Nuova) hanno sottolineato il successo della manifestazione.  

Comunicato manifestazione Vasto.pdf 41,34 kB

 Video della manifestazione

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