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CONTRO LE POLITICHE LIBERISTE DEL GOVERNO AZIENDALE MONTI 17 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE E MANIFESTAZIONI IN 24 CITTA’

A ROMA CORTEO DA P. DELLA REPUBBLICA (ORE 10)

Ora che abbiamo la lista dei ministri non ci sono più dubbi. Il governo bipartisan Monti non ha solo un programma ultra-liberista, ma anche ministri esponenti dei gruppi finanziari, del Vaticano e del capitalismo di Stato e privato che da sempre predicano le politiche antipopolari che hanno provocato la catastrofica crisi.

Allo Sviluppo Economico addirittura il super-banchiere di Intesa Corrado Passera; all’Istruzione il Rettore del Politecnico di Torino Francesco Profumo, un esaltatore della scuola-azienda e dell’ Università-impresa, uno che parla in italo-inglese, che si autodefinisce “marketing oriented” e “incubatore di imprese”, che si vanta di aver creato al Politecnico 109 imprese interne e 14 fondi finanziari e che si lamenta perché nelle sue facoltà gli studenti non vengono ancora formati come imprenditori; ai beni culturali Ornaghi, il Rettore della Cattolica, braccio culturale del Vaticano Abbiamo salutato con soddisfazione la caduta del governo Berlusconi. Ma il governo Monti minaccia di essere altrettanto micidiale per i salariati, i pensionati, i giovani, i ceti popolari e vuole imporre la libertà totale di licenziare, il collocamento dei dipendenti pubblici in “esubero” (ora in particolare degli insegnanti) in Cassa Integrazione, anticamera del licenziamento dopo 24 mesi, l’annullamento dei contratti nazionali, l’eliminazione delle pensioni di anzianità e del residuo sistema retributivo, la privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali malgrado i risultati dei referendum, la svendita del patrimonio naturale e artistico e le distruttive Grandi Opere, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità e la retribuzione dei docenti in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI E IL DEBITO VANNO PAGATI DA CHI LI HA PROVOCATI E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.

Nella manovraccia approvata dalla casta bipartisan non c’è neanche un provvedimento che faccia pagare la crisi a chi l’ha provocata e a chi ci si arricchisce. Con una seria patrimoniale, recuperando gran parte della evasione fiscale, riducendo drasticamente la corruzione dilagante nelle strutture pubbliche, riducendo le “pensioni d’oro”, cancellando le missioni di guerra e tagliando le spese militari avremmo alcune centinaia di  miliardi annui non solo per aggiustare il bilancio ma per salari e pensioni adeguati, investimenti nell’istruzione e nella sanità, nei servizi sociali, nella tutela del patrimonio naturale ed artistico; per porre fine alla precarietà e garantire un reddito minimo per tutti/e.

Perciò i COBAS, insieme alla CUB, scioperano per l’intera giornata in tutto il lavoro dipendente domani 17 novembre, che è anche giorno mondiale di lotta degli studenti. I COBAS manifesteranno, insieme agli studenti, alla CUB e ad altre strutture sociali, in 24 città.

In particolare a Roma la questura ha autorizzato il corteo da noi richiesto da P. della Repubblica (ore 10) a P.SS.  Apostoli. Ma avevamo già notificato alla questura che, in caso di presentazione del governo al Senato per la fiducia, avremmo proseguito fino alla piazza più vicina al Senato, cioè P.S. Andrea della Valle: e così faremo. Gli studenti della Sapienza partiranno dall’Università (ore 9.30) e ci incontreremo a P. dei Cinquecento, proseguendo poi insieme e ponendo così fine agli intollerabili divieti di Alemanno e recuperando la libertà di manifestare pacificamente nelle vie della città.

Piero Bernocchi   portavoce nazionale COBAS

16 novembre 2011

 

Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.

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TRIONFA LA SCUOLA-MISERIA: BLOCCO DI CONTRATTI E SCATTI A TUTTO IL 2014,  ATTACCATI DOCENTI INIDONEI E SOSTEGNO, MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI TRA I PRECARI 

Come se non bastassero i tagli dei posti (20.000 di docenti e 15.000 di ATA) previsti dalla legge 133 per il 211-2112 il decreto legge con il quale il governo ha varato la manovra 2011 prosegue l’immiserimento della scuola pubblica. Ecco le misure previste nell’art. 19 del decreto:

 Blocco dei contratti e degli scatti di anzianità fino a tutto il 2014 : con la scusa di premiare il cosiddetto “merito”  gli stipendi di docenti ed Ata, già bloccati fino al 2013, lo saranno per un anno in più.

Migliaia di docenti inidonei costretti a trasformarsi in impiegati o a subire l’esodo verso altre amministrazioni: i circa 5.000 insegnanti inidonei hanno 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto per chiedere di divenire assistenti amministrativi o tecnici nella provincia di appartenenza. E se non si fa domanda o se in provincia non ci sono posti  mobilità forzata anche in altra regione o verso altri comparti.

Nessun ruolo e licenziamento di massa degli assistenti amministrativi e tecnici precari: se la quasi totalità dei docenti inidonei assumerà i ruoli di assistenti amministrativi o tecnici  spariranno i posti disponibili per le immissioni in ruolo e molti di quelli per gli incarichi e di conseguenza a migliaia saranno i precari licenziati.

Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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