VADEMECUM PERMESSI, DIRITTI, ASSENZE, AGEVOLAZIONI, OBBLIGHI DI SERVIZIO ELEZIONI 24-25 FEBBRAIO 2013

  1. 1. 1.  Permessi e aspettative ai candidati

    Il personale della scuola candidato alle  elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013, che chieda di assentarsi dal servizio per sostenere la campagna elettorale, ha diritto (nota telefax 3121 del 17.4.1996 della Presidenza del Consiglio Dipartimento Funzione Pubblica)  ai seguenti giorni di permesso (CM n. 369 prot. 14184 L/M del 12/12/95):

  1. 2.  Diritti dei lavoratori impegnati nelle operazioni elettorali

Il personale della scuola docente ed ATA, a tempo indeterminato e determinato (anche temporaneo)  impegnato nelle operazioni elettorali per esercitare la funzione di  presidente, segretario, scrutatore nel seggio elettorale e per svolgere la funzione di rappresentante di lista, ai sensi dell’art. 119 del T.U. n. 361/57, modificato dalla L. n. 53/90, e dell’art. 1 della legge 29.1.1992, n. 69 e della C.M. n. 132 29-4-1992 prot. n. 16888/740/MS)ha i seguenti diritti:

    • diritto di assentarsi per tutto il periodo corrispondente alla durata delle operazioni di voto e di scrutinio. L’assenza è considerata attività lavorativa a tutti gli effetti;
    • diritto a recuperare le giornate non lavorative di impegno ai seggi con giorni di recupero: riposo compensativo per la domenica e, in caso di giorno libero il sabato per i docenti o di articolazione del servizio su 5 giorni per il personale ATA , diritto al recupero anche per il sabato (C.M. 14.6.1990 n. 160);
    • diritto al recuperonel giorno successivo (se il sabato è lavorativo, nei due giorni successivi alle operazioni elettorali (se il sabato è non lavorativo) -(Corte Costituzionale Sentenza n. 452 del 1991) -salvo diverso accordo con il dirigente scolastico, in rapporto anche alle esigenze di servizio;
    • nei casi in cui le operazioni di scrutinio si dovessero protrarre oltre la mezzanotte del lunedì le giornate di diritto al riposo dovrebbero essere il mercoledì ed eventualmente il giovedì, poiché si dovrà considerare il martedì come giorno dedicato alle operazioni di scrutinio elettorale;
    • nel caso in cui il dirigente scolastico si dovesse rifiutare di concedere la fruizione della/e giornata/e di riposo compensativo adducendo particolari esigenze di servizio, i lavoratori impegnati nei seggi hanno il diritto al pagamento delle quote di retribuzione dovutein base alla Legge n. 69/1992;
    • i/le lavoratori/trici che si assenteranno dal servizio per i giorni necessari (operazioni di voto e scrutinio) dovranno produrre l'attestazione giustificativa, rilasciata dal Presidente di seggio, dell'avvenuta partecipazione alle operazioni della sezione elettorale;
    • durante i giorni di assenza e di riposo, i docenti con contratto a tempo indeterminato e determinato possono essere sostituiti, qualora nei giorni in questione abbiano obblighi di servizio di insegnamento e non vi sia altro personale a disposizione, mediante l'applicazione delle vigenti disposizioni in materia di supplenze brevi o temporanee( CM n. 160 del 14.6.1990);
    • ai componenti dei seggi elettorali (presidente, segretario, scrutatore), che risultano avere effettivamente partecipato alle operazioni di voto, spetta un onorario che costituisce rimborso spese fisso forfettario non assoggettabile a ritenute o imposte e non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini fiscali.
  1. 3.  Permessi per l’esercizio del diritto di voto
  • il personale con rapporto a tempo indeterminato può fruire, ai sensi dell’ art. 118 del DPR 30.3.1967, n. 361 e della circolare della ragioneria generale dello stato Igop n. 23 del 10.3.1992 e del decreto del Ministero del Tesoro 5.3.1992,di 1 giorno (per le distanze da 350 a 700 chilometri)o di 2 giorni(per le distanze oltre i 700 chilometri e per spostamenti da e per le isole)di congedo straordinario retribuito per recarsi a votare in comune diverso da quello della sede di servizio, esclusivamente nell’ipotesi in cui risulti trasferito di sede nell’approssimarsi delle elezioni e  abbia provveduto nel prescritto termine di 20 giorni a chiedere il trasferimento di residenza ma  non abbia ottenuto in tempo l’iscrizione nelle liste elettorali della nuova sede di servizio;
  • Il personale con rapporto a tempo indeterminato che abbia mantenuto la residenza in comune diverso da quello di servizio senza richiedere il cambio di residenza, non può beneficiare del congedo straordinario elettorale, ma può fruire di 1 o due giorni di permesso retribuito(3 giorni per motivi personali o familiari  + 6 giorni di ferie per i soli docenti, ai sensi dell’art. 15 comma 2 CCNL 2006-2009),se non ancora utilizzati;
  • Il personale con rapporto di lavoro a tempo determinato ha diritto di chiedere ed ottenere 1 o 2 giorni di permesso non retribuito(art. 19 comma 7  del CCNL 16.11.2007)o di ferie retribuite in proporzione al servizio prestato(art. 19 comma 2 CCNL 16.11.2007) per raggiungere il proprio comune di residenza ed esercitare il diritto di voto;
  • Il lavoratore avrà poi cura di presentare la tessera elettorale, timbrata dalla sezione, che attesti l'avvenuto esercizio del diritto di voto;
  • Il diritto di voto è, a norma dell'art. 48 della Costituzione, dovere civico ed è tutelato e garantito dalle disposizioni generali dell’ordinamento in materia di esercizio dei diritti politici, per cui sarebbero illegittimi eventuali comportamenti miranti ad ostacolarlo.

 

  1. 4.  Agevolazioni sulle spese di viaggio

A fronte della presentazione della tessera elettorale pergli elettori residenti in Italia che a qualsiasi titolo devono raggiungere le sedi dei seggi elettorali sono previste le seguenti agevolazioni sulle spese di viaggio:

  • Treno: Riduzione del 60% sulla tariffa ordinaria (andata e ritorno) sia per la 1^ che per la 2^ classe
  • Nave: Riduzione del 60% sulla tariffa ordinaria (andata e ritorno)

 

  1. 5.  La procedura per le elezioni del 24 e 25 Febbraio 2013

In occasione di qualunque consultazione elettorale il MIUR, su richiesta del Ministero dell’Interno, emana specifiche circolari che prevedono, di norma, un periodo di sospensione delle lezioni, per consentire ai comuni l’installazione dei seggi elettorali nelle sedi scolastiche. Sono molte le scuole che verranno utilizzate anche per le prossime elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento e per le  elezioni di alcune regioni.

Il MIUR ha comunicato che il Ministero dell’Interno, con nota n. 59 del 4/01/2013, ha precisato che le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 8.00 alle ore 22.00 della domenica 24 e dalle ore 7.00 alle ore 15.00 del lunedì 25 febbraio 2013.Il Ministero ha pertanto chiesto la disponibilità dei locali scolastici – sedi di seggio elettorale – dal pomeriggio di venerdì 22 febbraio sino alla giornata di mercoledì 27 febbraio 2013 compresa per l’approntamento e lo smontaggio dei seggi e lo svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio.

Spetta ora ai Sindaci dei diversi comuni che, assumendo poteri prefettizi, definire con propria ordinanza l’individuazione degli edifici scolastici per le elezioni e l’insediamento dei vari seggi.                                                                                                                                          

Dopo l’emanazione dell’ordinanza del sindaco, il Dirigente Scolastico, previi accordi locali da stipulare con i Comuni e informate le Prefetture e i Dirigenti degli UST,  potrà consegnare, se necessario, le chiavi del plesso ad un Referente individuato dal Comune.                                       Il Referente comunale sarà, fino alla conclusione delle attività elettorali, il garante responsabile dell’apertura, della chiusura , della conservazione, della tutela dei beni della scuola e del ripristino nella stessa di adeguate condizioni igienico sanitarie.

 

Ovviamente le ricadute sulle attività della scuola e, quindi, sugli obblighi del personale, dipendono dal tipo di provvedimento emanato dal sindaco del comune di quella scuola. 

 

Proviamo ad esaminare le fattispecie più diffuse.  

 

 6) Chiusura totale della scuola

 

La chiusura della scuola per elezioni, trattandosi le consultazioni elettorali di una causa di forza maggiore  esterna  di interruzione indipendente dalla volontà dell'Istituzionescolastic, è equiparata a quella disposta per gravi eventi (nevicate, alluvioni ecc.) o anche per interventi di manutenzione straordinaria che precludono al personale e agli allievi l’accesso ai locali.

 

Le assenze così determinate, comprese quelle del personale ATA, sono pienamente legittimate e non devono essere “giustificate” e nemmeno essere oggetto di decurtazione economica, di recupero né da parte del personale docente né da parte del personale  ATA (anche nel caso in cui il calendario scolastico scenda la si sotto dei 200 giorni di lezione previsti dall’art. 74 del D.Lgs. 297 del 16/04/1994), e tantomeno  considerate ferie o permessi retribuiti.

                                                                                                                                                                                                                                                                         Essendo il rapporto di lavoro del personale della scuola di natura civilistica e obbligazionaria tra le parti che lo sottoscrivono, il principio giuridico di riferimento è l’art. 1256 del Codice civile, che recita: “L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore (nel nostro caso dipendente della scuola), la prestazione diventa impossibile. Se l’impossibilità è solo temporanea, il debitore, finché essa perdura, non è responsabile del ritardo dell’adempimento”.

I giorni di chiusura per causa di forza maggiore devono quindi essere assimilati a servizio effettivamente e regolarmente prestato, in quanto il dipendente non può prestare la propria attività per cause esterne e tale chiusura è “utile” a qualunque titolo: 180 giorni per l’anno di prova, proroga/conferma di una supplenza ecc.

 

7)Chiusura totale di uno o più plessi   

 

Può accadere che solo uno o più plessi dell’istituzione scolastica siano individuati sede di seggio elettorale.

Nei plessi individuati sede di seggio elettoraleci troviamo nella fattispecie della chiusura dell’edificio, pertanto non vi sono obblighi di servizio. Ricordiamo infatti che l’O.M. 185/1995 (art. 3, comma 30) prevede che : “Gli insegnanti a disposizione per la temporanea chiusura dei locali della sede di servizio a causa di disinfestazione o di consultazione elettorale non sono da considerare in soprannumero e non possono essere pertanto utilizzati negli altri plessi del circolo o nelle sezioni staccate o scuole coordinate”.Il personale docente che non può svolgere lezione non è  neanche obbligato a recuperare le ore di lezione non svolte (solo le attività non di insegnamento  già programmate devono essere svolte regolarmente, ma se ciò non fosse possibile per l’indisponibilità dei locali , le riunioni  dovranno essere rinviate).

 

Ma, in occasione di ogni consultazione elettorale,  alcuni dirigenti scolastici interpretano le norme in maniera autonoma. In particolare se una sede distaccata o la sede centrale non sono sede di seggio elettorale alcuni dirigenti scolastici obbligano il personale a svolgere servizio nelle sedi non impegnate nelle elezioni motivando il tutto con l’argomentazione che in particolare riguardo alla scuola primaria, il riferimento all’OM 185/95  non è da ritenersi più applicabile  per l’avvenuta introduzione - successiva a tale data – soprattutto degli organici funzionali per scuola dell’infanzia e scuola primaria. Tale assunto non può essere sostenuto e, pertanto, in mancanza di ulteriori disposizioni, le scuole devono attenersi alle disposizioni esistenti. Disposizioni che trovano conferma nella normativa generale sopracitata, in quella contrattuale e sul sistema di diritti e doveri da questa instaurato. Si veda l’art. art. 6 del CCNL, o anche l'art. 4 del CCNI.

E comunque anche coloro che sostengono che nell’ambito delle leggi e degli atti

organizzativi, ledeterminazioni per l’organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavorospettano alla dirigenza sono stati obbligati a rispettare la normativa contrattuale.                                                                                                                           

Una eventuale disposizione da parte del Dirigente Scolastico, attraverso un ordine di servizio che preveda la prestazione lavorativa di personale ATA o di personale docente dell’organico funzionale (primaria ed infanzia) o di unico organico su più succursali nella secondaria originariamente assegnati ai plessi dove non si svolgono le elezioni, nel plesso o nei plessi in cui si svolge la normale attività didattica, può avvenire solo  in relazione a conclamate esigenze eccezionali di servizio e, trattandosi di aspetti organizzativi del

 

lavoro,  sono materia di contrattazione d’istituto e quindi vanno concordati tra Dirigenti scolastici e RSU, rispettando quanto previsto dalla contrattazione di scuola, ai sensi

dell'art. 6, comma 2, lettere h e m del CCNL/2007 ( flessibilità contrattata) e comunque riconoscendo loro  un compenso forfetario per flessibilità e/o intensificazione della prestazione abituale. Risulta, infatti, che in alcune scuole la questione sia stata oggetto di Contrattazione e sia stata prevista una “rotazione” del personale ATA da un plesso ad un altro in caso di particolari e temporanee esigenze di servizio.  Oppure per quanto riguarda il personale  docente  dell’organico funzionale (primaria ed infanzia) o di unico organico su più succursali nella secondaria e sempre che la sostituzione avvenga nell’altra scuola non ubicata in comune diverso deve trattarsi di sostituzione improvvise di assenti  per cui non sia stato possibile nominare precedentemente un supplente.                                                               

Non è consentito inoltre  ai dirigenti scolastici, essendo l'attività prestata presso i seggi equiparata (2° comma art. 119 L. 361/57) ad attività lavorativa, di richiedere unilateralmente  prestazioni lavorative nei giorni coincidenti con le operazioni elettorali, anche se eventuali obblighi di servizio fossero collocati in orario diverso da quello di impegno ai seggi.

 

8) Chiusura di una parte dell’edificio scolastico ma senza la chiusura della presidenza e della segreteria

 

Si possono verificare situazioni in cui non viene utilizzato l’intero edificio scolastico per lo svolgimento delle elezioni, ma solo di una parte (dove sono le aule) per la collocazione dei seggi elettorali. In questo caso i docenti non hanno obblighi d’insegnamento. Nel caso in cui la Presidenza e la segreteria rimangono aperte, il personale amministrativo rimane in servizio per le connesse esigenze, il restante personale ATA non è tenuto nei giorni lavorativi di chiusura a prestare servizio a meno che non vi siano, anche in questo caso, “conclamate esigenze di servizio”.In ogni caso l’utilizzo del personale non può essere stabilito in via unilaterale ma deve sempre essereregolato nel contratto di scuola. Ma, se non vi è una separazione netta tra i locali adibiti a seggio elettorale e quelli adibiti a sede di servizio della scuola stessa,è nei poteri del Presidente di seggio decidere la chiusura dell'intera scuola  per ragioni di sicurezza e di regolarità delle operazioni di voto.

 

9) Chiusura della sede centrale sede di segreteria ma non degli altri plessi, succursali o sedi staccate

 

Qualora il plesso sede di segreteria risulti sede di seggio tutti i docenti e gli alunni della sede centrale rimangono a casa e gli Ata in servizio nella sede centrale non potranno prestare servizio nella loro sede. Si tratta di un caso limite. La scuola  ha anche  necessità di  far fronte alle possibili esigenze delle sedi aperte per garantire comunque il servizio indispensabile di segreteria e spostare la segreteria, almeno per le funzioni indispensabili, in altro plesso agibile (che non sia in altro comune). Si deve trattare di casi eccezionali in cui vi deve essere la disponibilità su base volontaria del personale di segreteria, una contrattazione con la RSU d’istituto e ovviamente la sede di segreteria diversa dalla centrale deve essere attrezzata allo scopo.

 

10) Scuole non sede di seggio

 

Nei plessi non individuati sede di seggio elettoralesi dovrà svolgere normale attività didattica e dunque questi edifici dovranno necessariamente rimanere aperti: docenti e personale ATA assegnati a tali plessi dovranno recarsi a scuola regolarmente e secondo il proprio orario di servizio.

 

11) Compiti dei comuni e delle scuole nell’allestimento e rimessa in ordine delle aule, vigilanza e pulizia ordinaria e straordinaria

Le istituzioni scolastiche interessate hanno solo il compito di mettere  a disposizione delle Amministrazioni comunali i locali scolastici nei giorni necessari per l'approntamento di seggi e lo svolgimento delle operazioni elettorali, mentre il servizio di vigilanza, lo svuotamento e la rimessa in ordine delle aule e la pulizia straordinaria (oltre alla  disinfestazione dei locali) è di competenza dell’ Amministrazione Comunale (al personale della scuola non impegnato nelle elezioni  spetta solo la normale pulizia e la rimozione del materiale didattico, in quanto materiale appartenente alla scuola stessa ).

In alcuni casi, i Comuni, non avendo personale sufficiente per le operazioni a loro spettanti, si rivolgono alle scuole affinché, con apposito finanziamento, tali compiti siano assolti dai collaboratori scolastici. Il dirigente scolastico può servirsi allo scopo di collaboratori scolastici della stessa scuola o di altro plesso o sezione staccata,  disponibili su base volontaria  ad effettuare in occasione della consultazione elettorale, ovviamente dietro  compenso, il servizio richiesto.

La Circolare 54 Prot. n. AOODRPI 1299/U/A19b dell'USR del Piemonte del 6 Febbraio 2013 afferma che, per salvaguardare l’igiene della scuola utilizzata, prima della riconsegna dei locali, tutte le Amministrazioni  Comunali provvederanno a fare effettuare un’adeguata pulizia degli stessi, utilizzando, soprattutto per i servizi igienici, prodotti con potere disinfettante (C.M. del 3.10.1978 n. 239).  

La stessa circolare da precise indicazioni sulla eventuale consegna delle chiavi e dei locali al referente comunale :

In caso di necessità, previi accordi locali da stipulare con i Comuni e informate le Prefetture e i Dirigenti degli UST,  il Dirigente Scolastico potrà consegnare le chiavi del plesso ad un Referente individuato dal Comune. Al Referente comunale, oltre alla consegna delle chiavi, sarà opportuno:

 

  1. dare adeguate informazioni sul funzionamento  e sulla localizzazione degli impianti,
  2. indicare la localizzazione delle uscite di sicurezza della scuola,

comunicare il nominativo di una persona a cui far riferimento in caso di impreviste necessità o di eventuali situazioni di emergenza