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N.41 (Gen./Feb. 2009) Giornale dei Comitati di Base della Scuola

41

Discriminazioni No alle classi ghetto, pag. 3
Insicurezza Morire a scuola, pag. 3
Piano Gelmini La scuola pubblica ridotta all’osso, pag. 4 e 5
Valutazione L’obiettività dei numeri? pag. 5
Didattica Cosa si nasconde dietro
l’attacco al Tempo pieno e al Modulo nella scuola elementare.
Per una critica dell’Autonomia scolastica, pag. 6, 7 e 8
Scuola laica Un’altra crociata contro la libertà d’insegnamento, pag. 9
Istruzione artistica Manifesto/appello, pag. 9
Docenti di religione Più uguali degli altri, pag. 10
Referendum Una proposta tardiva e inefficace, pag. 10
Diritto di sciopero Sacconi alla carica, pag. 12 e 13
Salari e profitti Rapinati e contenti? pag. 13
Movimenti Noi la vostra crisi non la paghiamo. Necessaria una diversa redistribuzione
della ricchezza, pag. 14
Fondi pensione Scende, scende, scende e non si riprende, pag. 15

COBAS41-web.pdf 613,34 kB

DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.