NASCE IL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE SCUOLE IN CARCERE

Carcere

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150 tra docenti e dirigenti scolastici delle Scuole in carcere di tutta Italia, per la prima volta nella storia dell’istruzione carceraria, si sono dati appuntamento a Roma per partecipare ad un Convegno sull’istruzione in carcere. Il  Convegno organizzato dal CESP- Centro studi scuola Pubblica- “ La scuola in carcere. I nuovi CPIA e le trasformazioni in atto. Il ruolo dell’istruzione pubblica nell’istituzione carceraria”, ha posto al centro della discussione  alcuni fondamentali nodi problematici di questo importante, ma sconosciuto segmento dell’istruzione.

Tre le domande essenziali poste in apertura :1) l’obbligo istituzionale all’istruzione è, ad oggi,  un diritto interamente assolto in carcere e pienamente esigibile dai ‘ ristretti’? 2) Quali sono gli strumenti didattici utilizzati per rendere incisivo ed adeguato l’intervento scolastico all’interno delle istituzioni penitenziarie? 3) Di fronte all’attuale trasformazione dell’intera istruzione adulti nei CPIA ( centri provinciali istruzione adulti ) e alla drastica riduzione del tempo scuola, quali strategie mettere in campo per ribadire che l’istruzione in carcere deve avvenire, così come sancito dall’art 19 dell’Ordinamento penitenziario “ secondo gli ordinamenti vigenti” e “ con le procedure previste dagli ordinamenti vigenti”?

I partecipanti al convegno, rappresentanti di tutti gli ordini e gradi dell’istruzione in carcere, hanno sottolineato l’attuale situazione di estrema e spesso tragica difficoltà in cui versano i detenuti, ma anche quella altrettanto difficile di chi opera in realtà nelle quali gli insegnanti sono spesso solo (e a mala pena ) ‘tollerati’, quando non immotivatamente allontanati.

Durante i lavori seminariali sono stati presentati e illustrati progetti didattici, contributi e realizzazioni artistico-laboratoriali effettuate con gli studenti delle varie sezioni scolastiche carcerarie e a fine mattinata è intervenuto anche il regista teatrale Fabio Cavalli ( il quale opera da dieci anni nel carcere di Rebibbia e  ha realizzato con i suoi allievi e insieme a Paolo e Vittorio Taviani, il Film “ Cesare deve morire”), il cui interessante contributo ha offerto un ulteriore spunto di riflessione e di stimolo alla discussione sul significato della scuola e del suo concreto operare nel complesso mondo penitenziario.

Il Convegno, per giudizio unanime,  ha pienamente risposto alle aspettative dei partecipanti ed ha contribuito ad evidenziare l’importanza del  ruolo che ricopre la scuola in carcere.

Dai primi regolamenti che hanno introdotto il concetto di istruzione negli istituti penitenziari sino alla più recente normativa, è stato, infatti, riconosciuto all'istruzione il ruolo di elemento irrinunciabile nel programma di trattamento " rieducativo del detenuto ". Svilirne ora tale funzione, attraverso l’inserimento dell’istruzione carceraria in un contenitore come quello dei CPIA, totalmente avulso dalla realtà di tale insegnamento, si presenta come una vera e propria violazione costituzionale, nonché una contraddizione nei confronti dello scopo di ' recupero ' che la pena deve perseguire. 

Per questi motivi gli insegnanti e i dirigenti presenti hanno deciso:

- di richiedere, con forza e determinazione, la separazione di tutta l’istruzione nelle carceri dalla riforma complessiva degli adulti ‘liberi’

- di costituire il Coordinamento Nazionale delle Scuole in carcere

- di creare una Rivista di tale Coordinamento che dia spazio e voce alle varie problematiche esistenti nelle scuole carcerarie e sia un osservatorio operante in ogni  singola realtà

- di riconvocarsi in un successivo Convegno nazionale per il 26 maggio prossimo.

Il Coordinamento si è anche dotato di una lista di discussione

“ ScuolaincarcereLaretedellescuoleristrette”

 quale ulteriore strumento di contatto, riflessione, discussione.

Anna Grazia Stammati

( presidente Cesp) 

Roma, 27 marzo 2012