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Sciopero della fame per il diritto di parola e la democrazia nelle scuole! (2/10/2006)

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LADRI DI DEMOCRAZIA

QUATTORDICESIMO GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME PER IL DIRITTO DI PAROLA

 

PER L’INVIO DI MESSAGGI DI SOLIDARIETA’ E DI PROTESTA
dirittoparola@yahoo.it - uffstampa@istruzione.it

 

In questi giorni emerge chiaramente il senso della politica scolastica del governo e la strumentalità della “operazione-cacciavite” sbandierata dal ministro Fioroni come metodo di “smontaggio” della riforma Moratti.

 

Il rifiuto dell’abrogazione delle leggi Moratti, richiesta da tutto il popolo della scuola pubblica, è l’asse di un’operazione gattopardesca: cambiare la forma per conservare la sostanza della scuola-azienda, della precarizzazione, della frantumazione della scuola pubblica.

 

Tale operazione è particolarmente odiosa rispetto al gravissimo problema della democrazia sindacale nelle scuole, anche in vista delle elezioni RSU di dicembre, il cui meccanismo, già di per sé aberrante (si misura la rappresentanza nazionale dei sindacati non su liste nazionali ove tutti/e possano votare, ma su liste RSU di scuola: così docenti ed ATA non possono dare il voto ad un sindacato se esso non ha un candidato/a all’RSU di quella scuola) è aggravato dal divieto ai COBAS e ai “non-rappresentativi” di tenere assemblee nelle scuole per cercare i candidati e fare campagna elettorale.

 

Fioroni si era impegnato a cancellare il grave vulnus alla democrazia e a restituire le assemblee, che sono un diritto dei singoli lavoratori/trici i quali hanno dieci ore l’anno per riunirsi con i sindacati che preferiscono o anche senza: ma, pressato dai sindacati concertativi che detengono il monopolio dei diritti, non ha fatto niente. I sindacati governativi hanno sequestrato i diritti democratici con la collusione degli ultimi governi, di centrodestra e centrosinistra, ben attenti a non inimicarseli davvero: insieme, hanno tempestato di circolari e ammonimenti quei pochi capi di istituto che hanno continuato, malgrado tutto, a concederci le assemblee: però, proprio perché tale sequestro non ha fondamento giuridico, nessuno di questi dirigenti scolastici ha mai ricevuto sanzioni o penalità.

 

Per rivendicare il diritto di parola nelle scuole per tutti, dal 2 ottobre Ferdinando Alliata, Nicola Giua e Antimo Santoro, membri dell’Esecutivo Nazionale dei COBAS, sono in sciopero della fame davanti al Ministero della Pubblica Istruzione: e poiché i COBAS prendono seriamente qualsiasi impegno, fanno uno sciopero della fame vero, rischiando la salute, nell’indifferenza di quasi tutta la stampa e TV, nonostante siano sostenuti da ripetuti sit-in davanti al Ministero e dallo sciopero della parola nelle scuole da parte di tanti docenti ed Ata che solidarizzano con la lotta.

 

Lo sciopero proseguirà ad oltranza. Sperando che i mezzi di “informazione” vogliano finalmente dare notizia di una lotta così importante e generosa, mentre alla Camera e al Senato vengono presentate interpellanze che chiedono la fine del furto di democrazia, consideriamo Fioroni e i sindacati governativi responsabili della salute dei nostri militanti, ai quali va tutta la riconoscenza dei lavoratori/trici della scuola per il sacrificio e l’abnegazione.

 

SENZA IL DIRITTO DI ASSEMBLEA NEI LUOGHI DI LAVORO NON C’E’ DEMOCRAZIA ANCHE LE PROSSIME ELEZIONI RSU SARANNO TRUCCATE _____________________________________ SOTTOSCRIVI, CANDIDATI E VOTA LE LISTE COBAS ALLE ELEZIONI RSU DEL 4/6 DICEMBRE 2006 (SCADENZA PRESENTAZIONE LISTE 4 NOVEMBRE)

 

PER L’INVIO DI MESSAGGI DI SOLIDARIETA’ E DI PROTESTA
dirittoparola@yahoo.it - uffstampa@istruzione.it

DA LA TECNICA DELLA SCUOLA ON LINE

Negli ultimi anni i sindacati di base si sono contraddistinti per la loro ferma contrarietà alla rilevazione degli apprendimenti condotta nelle scuole dall'Invalsi. 
Le ultime novità normative potrebbero però cambiare lo scenario. Ne parliamo con Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

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Tutto il materiale contro i quiz Invalsi

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Cobas

A Roma  corteo da P. della Repubblica (ore 10)

Oggi la manovraccia bipartisan viene approvata anche alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato. Il comportamento della sedicente opposizione parlamentare dopo le pre-dimissioni di Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente la mobilitazione generale contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco. L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme promuovono la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.